L’Intelligenza Artificiale ridefinisce il ruolo dei Broker

Tra innovazione tech e approccio phygital, il settore assicurativo si evolve: dai nuovi modelli operativi alle sfide del mercato internazionale, i broker cavalcano l’onda dell’IA per offrire consulenze su misura e costruire un futuro più competitivo.
Insurgin brokers 2024

Con nuova wave ci si riferisce a una corrente o tendenza emergente che porta un cambiamento significativo in un settore specifico, introducendo nuove idee, approcci creativi o tecnologie che sfidano lo status quo. È proprio in questa direzione che si sta muovendo il settore dell’intermediazione assicurativa relativamente all’Intelligenza Artificiale (IA). Cavalcando l’onda dell’innovazione digitale, anche coloro che operano nel mondo delle assicurazioni stanno esplorando le potenzialità di questa nuova tecnologia. Sebbene il percorso di adozione sia ancora graduale, l’IA si prospetta come un motore di cambiamento profondo, soprattutto per i broker che stanno ridefinendo il loro ruolo in chiave moderna e orientata ai dati. Inoltre, strumenti tech avanzati come la GenAI non solo sono in grado di ottimizzare l’efficienza operativa degli intermediari, ma anche di potenziare la loro capacità di fornire ai clienti finali consulenze più mirate e tempestive. 

L’impatto di queste tecnologie è stato il focus della tavola rotonda dell’evento InsurGin andato in scena nella cornice milanese del Teatro di Fabbrica di Lampadine lo scorso 28 maggio. L’iniziativa promossa da Insurzine ha permesso ad alcune società di brokeraggio di raccontare in che modo stanno promuovendo soluzioni tecnologiche basate sull’IA all’interno dei loro modus operandi quotidiani. Ad intervenire sul palco moderati da Marco Contini, Insurance Business Advisor, sono stati: Clea La Rosa, Head of Digital Marketing di Vitanuova; Gianluca Graziani, Ceo di Mediass Italia; Lorenzo Lanzoni, Senior Manager Data Privacy di Howden e Tommaso Ramadoro, Head of Data Science di Wide Group.

Ad aprire i lavori è stata La Rosa, che ha parlato dell’evoluzione del mercato ma soprattutto dell’impatto che l’intelligenza artificiale sta avendo sulla quotidianità lavorativa dei broker partendo dal caso Axieme, un esempio significativo di come l’approccio phygital possa ridefinire il settore. “L’ingresso di nuovi attori in un settore specie con tecnologie innovative, può rivoluzionare il rapporto con i clienti. Oggi, anche i piccoli esercizi locali, come le panetterie, sono online su piattaforme come Google My Business, mentre giganti come Amazon aprono store fisici: un segno che i clienti ormai si muovono fluidamente tra online e offline. Questa tendenza, detta phygital, combina digitale e fisico, rendendo l’esperienza del cliente più continua e integrata. In Italia, dove c’è una grande necessità di protezione, l’industria assicurativa deve adattarsi a questo modello per rispondere alle esigenze di un cliente sempre più informato e connesso. Proprio in questo contesto VitaNuova, che era un’azienda tradizionale, ha scelto di integrare digitale e fisico attraverso l’acquisizione di Axieme per diventare una vera e propria rete phygital, per rispondere alle nuove esigenze del mercato con un approccio integrato”.

Nel mercato assicurativo, c’è dibattito su chi guidi l’innovazione: alcuni attribuiscono il ruolo alle compagnie, altri ai broker. Su questo fronte la Head of Digital Marketing di Vitanuova sostiene che non ci sia una risposta definitiva. “Ogni broker ha una propria realtà: alcuni sono 100% tech, mentre altri, spesso più piccoli, non dispongono nemmeno di un sito internet – ha affermato – I broker, impegnati nell’innovazione del back-office e nella gestione clienti, trarrebbero beneficio da soluzioni tecnologiche che facilitino il loro lavoro e permettano un dialogo più efficiente con le compagnie. Le compagnie, invece, hanno risorse per innovare l’assunzione del rischio e rispondere alle esigenze del cliente, sfruttando tecnologie avanzate come l’IA. Esiste però un modello ibrido interessante: le Mga. Queste realtà, infatti, combinano agilità e struttura, senza le stesse responsabilità di una compagnia, ma con la capacità di integrare i vantaggi di entrambi i mondi”.

Nell’ambito del dibattito sull’innovazione tech nel mondo del brokeraggio assicurativo Lorenzo Lanzoni ha confermato che l’implementazione delle soluzioni tecnologiche possa avvenire anche attraverso M&A di startup o società minori. “Noi di Howden – ha detto – recentemente abbiamo vissuto un’evoluzione continua, crescendo tramite acquisizioni, partnership e sviluppo interno. Questo percorso permette sì di aumentare il fatturato, ma richiede anche di mantenere alte competenze per lavorare efficacemente con i nuovi partner. Oggi, il servizio offerto al cliente dal broker non può limitarsi alla vendita della polizza: i potenziali assicurati cercano una consulenza completa che includa sicurezza, trasparenza, analisi dei rischi e aspetti Esg compliant. Per rispondere a queste esigenze, come azienda internazionale puntiamo sia alla crescita per M&A ma anche sulla formazione costante delle nostre competenze interne.” 

“La digitalizzazione, accelerata dalla pandemia, ha cambiato radicalmente le aspettative dei clienti, che ora cercano velocità, facilità e sicurezza nei servizi – ha proseguito – Tuttavia, l’assicurativo italiano resta ancora un po’ arretrato rispetto a queste esigenze, con processi che richiedono ancora stampe, firme e scansioni. La sfida attuale è rispondere a queste nuove aspettative, offrendo una digital experience affidabile e sicura. Solo così si può costruire un legame di fiducia duraturo con il cliente, anche se il percorso è ancora lungo e richiede continui aggiornamenti e adattamenti”.

È stato poi Ramadoro ad offrire una riflessione relativa a come il mondo del brokeraggio assicurativo percepisce la pressione competitiva da parte degli altri canali distributivi come bancassurance e le nuove piattaforme tecnologiche. “Il nostro lavoro è fare un continuo scouting di piattaforme, competitor e nuovi canali distributivi – ha illustrato – Molte di queste soluzioni brillano per le loro funzionalità di quotazione ed emissione, ma spesso trascurano la gestione, che è invece la parte più complessa e stratificata del nostro settore. Per fare un esempio: una polizza multirischio, con diverse aliquote fiscali e più fornitori, richiede una struttura che sappia gestire ogni dettaglio, dalle aliquote provvigionali alle diverse componenti del premium. La complessità di questa gestione mi dà una certa tranquillità, perché è qualcosa che affronto ogni giorno. Chi arriva dall’esterno può proporre piattaforme molto accattivanti, ma quando si tratta di affrontare queste dinamiche complesse, le difficoltà emergono. Apprezzo molto i tecnici per questo: sono i veri ‘hacker’ dell’azienda, quelli che trovano soluzioni e risolvono problemi straordinari. Noi abbiamo tecnici su tutti i livelli, con competenze assicurative davvero eccezionali, e spesso lavorano dietro le quinte per rendere possibili le innovazioni. Oggi le principali sfide tecniche per un broker sono nella gestione del back-end e dei dati, oltre che nella gestione documentale, che è complessa a causa dell’entropia creata da formati diversi e numerosi attori coinvolti. Per affrontare queste sfide – ha sottolineato – è essenziale avere competenze in data engineering e architettura software e, soprattutto, includere persone con competenze tecniche nei team di leadership per bilanciare le decisioni strategiche con una solida esecuzione digitale”.

Gianluca Graziani, nel suo intervento, ha affrontato diverse questioni chiave legate al tema dell’innovazione nel brokeraggio assicurativo sottolineando che oggi molte società temono l’avvento di player internazionali nel nostro mercato. Newcomers che portano con loro non solo nuovi modi di svolgere la professione ma anche l’uso di nuove tecnologie.

“L’interesse internazionale verso il brokerage italiano indica un futuro promettente per il settore, portando alla domanda se siamo di fronte a una bolla o a una fase strategica di consolidamento – ha affermato – Le recenti acquisizioni di aziende storiche suggeriscono un consolidamento strutturale che cambierà l’approccio al mercato. Questo processo richiede nuove competenze anche tecnologiche e capitali per investire in innovazione tech. Il dilemma per molti imprenditori è il timing: vendere troppo presto può sacrificare valore, ma farlo troppo tardi rischia di compromettere la competitività. Non esiste una soluzione unica; il futuro sarà fatto di aggregazioni e collaborazioni, rendendo chiaro che nessuno potrà prosperare in solitudine”.

Per quanto riguarda l’aspetto M&A “queste oggi ci permettono di condividere competenze e di lavorare sull’evoluzione della professione, unendo risorse e tecnologie che richiedono investimenti importanti – ha continuato – Ciò rafforza la competitività degli operatori, spingendo anche le compagnie a migliorare i processi per restare attrattive. Come avvenuto in altri settori, anche nell’assicurativo il ruolo dei broker potrebbe evolvere: anziché adattare il cliente al prodotto, si punta sempre più a creare prodotti su misura per il cliente. La spinta verso una maggiore autonomia potrebbe portare i broker a sviluppare una loro fabbrica prodotti, innovando il mercato e creando soluzioni più vicine alle esigenze dei consumatori”.

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