wallife

Wallife, startup insurtech italiana che protegge l’individuo dai nuovi rischi originati dal progresso tecnologico e scientifico nelle aree della genetica, della biometria e del biohacking, ha annunciato di aver completato un round di investimento da 12 milioni di euro guidato da United Ventures, gestore italiano di Venture Capital specializzato in investimenti in start-up tecnologiche. Al round ha partecipato un pool di selezionati investitori e business angels italiani e internazionali, tra cui Aptafin. La startup aveva annunciato a febbraio di quest’anno di aver già raccolto 4,8 milioni di euro in un precedente round.

Che cosa fa Wallife

Fondata da Fabio Sbianchi e Maria Enrica Angelone nel 2020 a Roma, Wallife è focalizzata sulla protezione degli individui da rischi nuovi e ancora sconosciuti derivanti dall’innovazione tecnologica e dal progresso scientifico. Le aree di interesse includono la manipolazione genetica (ad es. la conservazione di materiale biologico e l’identità genetica), il biohacking (l’uso di tecnologie all’interno del corpo umano, come protesi e dispositivi medici impiantabili) e l’uso di dati digitali (come impronte digitali e riconoscimento facciale). Oltre a indagare su rischi nuovi ed emergenti, l’obiettivo di Wallife è quello di sviluppare prodotti assicurativi innovativi per i rischi già esistenti, che finora non sono stati coperti dalle assicurazioni tradizionali.

L’aumento di capitale “supporterà il processo di crescita internazionale della società, lo sviluppo di nuovi prodotti assicurativi e il rafforzamento dell’infrastruttura tecnologica. La società prevede anche l’ampliamento del proprio team con l’assunzione di diversi profili ad alta specializzazione”.

“Siamo orgogliosi dei risultati ottenuti in questo secondo round di finanziamento, e fieri di avere al nostro fianco United Ventures, con cui condividiamo la nostra visione per l’innovazione guidata dalla tecnologia.”, ha dichiarato Fabio Sbianchi, founder e chairman di Wallife. “Le nuove risorse ci permettono di proseguire con le attività avviate e di lanciare sul mercato i prodotti assicurativi su cui abbiamo lavorato negli ultimi mesi”. Ma non solo. “I finanziamenti ottenuti – ha continuato – saranno fondamentali per proseguire le attività di ricerca della community di innovatori e di risk hunters di Wallife, e investire nel capitale umano, potenziando il nostro team di professionisti in Italia e all’estero”.

Secondo Massimiliano Magrini, managing partner di United Ventures, “Il progresso scientifico e tecnologico introduce cambiamenti nelle nostre vite a un ritmo estremamente veloce. In questo contesto ci ha colpiti la visione pionieristica di Wallife di costruire la prima azienda al mondo in grado di fornire risposte sulla sicurezza e protezione da rischi ancora sconosciuti. Questa operazione rappresenta per United Ventures l’ingresso nel settore dell’insurtech, un mercato altamente innovativo e in crescita. Crediamo che Fabio e Maria Enrica abbiano l’esperienza e l’ambizione per scalare la società a livello internazionale, indagando i nuovi confini dei rischi originati dal progresso tecnologico, legati all’esistenza stessa dell’essere umano, sia a livello biologico che digitale”.

Wallife è stata assistita dal team Orrick guidato da Attilio Mazzilli, responsabile del dipartimento Technologies Company di Orrick Italia, e composto dalla of counsel Livia Maria Pedroni, dal managing associate Pietro Fazzini e dall’Avvocato Claudia Francesca Micol Cirinà; United Ventures è stata assistita dallo Studio Legale Tributario di EY, con un team composto da Renato Giallombardo, partner leader M&A e private equity, dal senior manager Luca Spagna e dalla manager Annachiara Mastellone.

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Redazione

La Redazione di InsurZine è composta da collaboratori, influencer ed analisti, esperti del settore insurtech