Pitagora insegnava che il numero è l’essenza del reale. La medicina legale pratica ogni giorno una forma di questa filosofia: traduce lesioni, menomazioni, sofferenze in valori numerici e quindi in cifre economiche. L’8 maggio, alle ore 14.30, presso la Loggia dei Mercanti di Ancona, si terrà il convegno “Numerologia applicata – Follow the Number & the Money”, organizzato dall’Associazione Marchigiana di Medicina Legale (AMAMEL) con il patrocinio della Società Italiana di Medicina Legale e delle Assicurazioni (SIMLA), un momento di confronto tra medici legali e giuristi alla ricerca di una comune visione ed operatività nel difficile compito di reintegrare al meglio quanto il danneggiato ha perduto in termini di salute.
“Pitagora, credeva anche nella trasmigrazione delle anime da un corpo ad un altro, ovvero la metempsicosi – ha spiegato Andrea Mancini, Presidente Amamel – Ebbene, la diagnosi medico-legale che si trasforma in un valore economico altro non è che la trasformazione animica in un corpo monetario sotto l’egida di norme, buone pratiche e prassi valutativa”. Questo convegno vuole rappresentare la difficoltà di disporre, a partire dalle lesioni fino alle menomazioni di natura medico-legale, il valore della persona sotto il profilo giuridico. “Gli esperti – aggiunge il Presidente – dialogheranno su questa trasmigrazione dal biologico al risarcimento indicando sia la novità delle Buone Pratiche Cliniche Medico-Legali in tema di valutazione del danno sia la applicazione delle Tabelle Milanesi di trasformazione economica. Perché, infine, tutto è numero: per i medici-legali, per i giuristi e per il cittadino”.
Il convegno di Ancona nasce dalla consapevolezza che questo percorso — dal biologico al risarcimento — è tutt’altro che automatico. Richiede criteri condivisi, strumenti affidabili, e un dialogo costante tra medici legali e giuristi.
“Se è vero che per la scuola pitagorica il numero rappresenta equilibrio e spiegazione del tutto – ha sottolineato Giorgio Bolino, professore di Medicina Legale all’Università Sapienza di Roma -, per la medicina legale ed il diritto mediante i numeri si esprime l’unica possibilità di risarcimento (appunto, per equivalente) del danno alla salute: numeri di valutazione del danno base non patrimoniale (danno biologico) e numeri di trasformazione economica del danno base”. E in questo senso “la valutazione dell’invalidità non deve dipendere dall’opinione individuale del singolo perito: senza criteri comuni il rischio concreto è che si verifichi quanto si afferma in un noto latinetto ‘tot capita tot sententiae’ (‘tante teste, tante opinioni’). Quindi è preferibile (ineludibile) adottare tabelle medico-legali di riferimento valutativo, seppur imperfette, percqueste garantiscono: maggiore uniformità, prevedibilità delle decisioni, equità tra i soggetti valutati”.
Si esprime così il fondamento culturale delle tabelle di invalidità utilizzate nel sistema italiano, ad esempio quelle previste dal Codice delle Assicurazioni Private e dalla Tabella Unica Nazionale per la liquidazione del danno biologico. “Questo è quanto la SIMLA – ha aggiunto il professore Bolino – ha concretizzato con l’approvazione e pubblicazione sul sito dell’Istituto Superiore di Sanità delle BPCA (Buone Pratiche Cliniche Assistenziali) per la valutazione medico legale delle menomazioni alla integrità psico-fisica comprese tra 10 e 100 punti di invalidità permanente”.
