Minori e responsabilità civile: a Firenze un convegno per tutelare il “best interest of child”

Locandina_Convegno_Firenze_Meyer 8 maggio 2026

Il prossimo 8 maggio 2026, presso l’AOU Meyer IRCCS si terrà il convegno “Accertamento e valutazione del danno del minore in responsabilità civile”, presieduto dalla Professoressa Martina Focardi, Direttore U.O.C. Medicina Legale AOU Careggi, e dal Professore Aurelio Bonelli, Presidente della Società Toscana di Medicina Legale che organizza l’evento con il patrocinio della Società Italiana di Medicina Legale e delle Assicurazioni (SIMLA).

“Il convegno si incentra sul confronto tra realtà clinica plurispecialistica e valutazione medico legale nell’ottica del ‘best interest of the child’ – spiega il Prof. Bonelli – derivando dalla constatazione professionale di come l’accertamento e la valutazione del danno nel minore in responsabilità civile rappresenti uno dei temi più complessi e delicati della pratica medico-legale, perché incide su realtà individuali in progressivo e continuo sviluppo, ancora non stabilizzate ed ove, talora, grava incertezza prognostica”.

La valutazione del danno subito da un bambino è complessa e differente dall’adulto, in quanto il minore è un soggetto in continuo sviluppo: un trauma osseo, un insulto neurologico o un danno cicatriziale possono avere conseguenze che si manifestano pienamente solo anni dopo, essendo fortemente connessi con il successivo sviluppo neuro-psichico anche con gravi e permanenti ripercussioni in età adulta. La complessità si amplifica nei casi di bambini già affetti da patologie rare, in cui anche un danno di entità minore può aggravare irreversibilmente il decorso della malattia di base.

“Ecco la necessità scientifico metodologica di un costante raccordo interattivo – prosegue Bonelli -, non sempre facilmente ottenibile nella routinaria pratica professionale, tra competenze specialistiche diverse – mediche, psicologiche, chirurgiche – tenuto conto dei progressi prognostico-terapeutici ma, in specie, per chi è deputato al compito valutativo, di capacità e sensibilità per poter, al meglio, integrare aspetti clinico-prognostici, criteri medico legali e principi di diritto, con l’obiettivo primario di tutelare in modo pieno ed adeguato il miglior interesse del minore, da ritenere ‘soggetto fragile’, in analogia con l’anziano, ma anche tutto ciò che ne consegue nel mondo che lo circonda”.

La valutazione medico-legale del minore richiede quindi profondo rigore tecnico, prudenza prognostica e sensibilità evolutiva. È un accertamento che deve guardare al presente senza chiudere prematuramente le porte al futuro: deve misurare o meglio “qualificare” la menomazione, ma anche comprendere come quella menomazione interferisca con crescita, apprendimento, identità, relazioni e progetto di vita. Solo un raccordo costante tra competenze cliniche, psicologiche, riabilitative e medico-legali consente di tutelare pienamente il migliore interesse del minore e di offrire una risposta risarcitoria realmente adeguata alla sua condizione, tenendo sempre conto del fatto che “dietro un bambino malato l’intera famiglia è malata” e quindi come la patologia e le cure ad essa connesse inevitabilmente influenzino i componenti dell’intero nucleo familiare non solo nel quotidiano ma anche nelle scelte di vita futura.

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