L’aumento del costo della vita e le conseguenze economiche di pandemia e guerra in Ucraina stanno avendo un impatto negativo sugli investimenti in insurtech. A confermarlo è un’indagine di GlobalData secondo cui nel 2021 i finanziamenti nelle startup assicurative sono diminuiti del 79,6%. La crisi ha toccato anche realtà consolidate da tempo. Come Lemonade che ha tagliato il personale di Metromile del 20% dopo aver completato l’acquisizione dell’insurtech nell’agosto 2022. Ma non è la sola. Altre insurtech hanno attuato tagli importanti della forza lavoro. A giugno Nova Benefits ha mandato il 30% del suo personale a casa mentre il mese successivo l’inglese Zego ha dato il ben servito al 17% dei suoi dipendenti. “Queste tendenze sono probabilmente dovute a una combinazione di fattori – ha affermato Ben Carey-Evans, senior insurance analyst di GlobalData – Come sottolineato, gli investimenti nel settore si sono un po’ prosciugati. I round di finanziamento sono essenziali per mantenere le insurtech operative nelle prime fasi prima che diventino redditizie, quindi gli investimenti ridotti sono una barriera significativa”.
Secondo i dati raccolti dalla società, a fine luglio di quest’anno è stato investito un miliardo di dollari in insurtech, che rappresenta il 49,5% del totale annuale del 2021. È probabile quindi che nel 2022 ci sia un arresto della crescita degli investimenti che seguitava ormai da un lustro. “Le insurtech dovranno concentrarsi sull’offerta di valore ai consumatori – ha proseguito Carey-Evans – Per raggiungere questo obiettivo le startup dovranno fare molto affidamento sull’intelligenza artificiale per ridurre i costi di processo o offrendo prodotti innovativi come le polizze pay-as-you-drive e on-demand”.
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