Simplifai lancia la nuova generazione di HITL: gli assicuratori decidono dove l’uomo incontra l’AI

Il fornitore di Agentic AI trasforma il controllo umano nel processo sinistri da semplice schermata di revisione a componente configurabile dell'intera piattaforma agentiva.
Claude Intelligenza artificiale analisti

Simplifai ha annunciato un nuovo aggiornamento significativo alla sua piattaforma AI per la gestione sinistri nel ramo danni: la prossima generazione del Human-in-the-Loop (HITL). Si tratta del secondo rilascio del 2026, dopo il lancio a maggio della Document Intelligence di nuova generazione, e segna un cambio di paradigma nel modo in cui compagnie assicurative, TPA e MGA gestiscono la collaborazione tra operatori umani e AI Agent.
Il nuovo aggiornamento trasforma il HITL da una semplice schermata di revisione fissa a un vero e proprio componente configurabile della piattaforma. In pratica, ogni compagnia può ora decidere in autonomia dove inserire il controllo umano nel flusso di lavoro, quali azioni può compiere il revisore a ogni checkpoint e cosa invece l’AI Agent è autorizzato a fare in modo autonomo. Tutto con piena tracciabilità. La compagnia assicurativa quindi decide dove tracciare il confine.

“Quasi tutti i vendor nell’AI per i sinistri dicono ora di avere un human-in-the-loop. Per la maggior parte di loro, si tratta di un’unica schermata di revisione per un unico caso d’uso – dichiara Artem Gonchakov, CEO di Simplifai -. Quello che abbiamo rilasciato è l’interfaccia che permette a ogni compagnia di decidere dove gli esseri umani si inseriscono nel flusso di lavoro, quali azioni possono compiere e cosa l’AI Agent è autorizzato a fare autonomamente. Nulla accade senza tracciabilità. È questa combinazione che rende gli AI Agent dispiegabili nel lavoro assicurativo regolamentato, non solo dimostrabili nei pilot”.

Il nuovo aggiornamento punta a una collaborazione tra AI Agent e le persone. Gli agenti gestiscono volumi, ripetizioni e pattern; gli esseri umani portano giudizio, empatia e presidio nei momenti critici. Ogni decisione, ogni correzione, ogni approvazione vengono registrate con identità del revisore, timestamp e dati prima/dopo, disponibili per qualsiasi audit.

Come funziona nella pratica

Il nuovo sistema introduce checkpoint componibili che possono essere attivati da qualsiasi AI Agent in qualsiasi momento del ciclo di vita del sinistro – dall’intake alla classificazione documentale, dalla valutazione delle coperture al triage antifrode, fino all’autorizzazione del pagamento e alla chiusura della pratica. Per ogni checkpoint le compagnie definiscono le azioni disponibili al revisore: approvazione, rifiuto, escalation, riassegnazione, richiesta di informazioni o qualsiasi azione personalizzata richiesta dal processo. L’interfaccia affianca in un’unica schermata i documenti originali, le previsioni dell’AI Agent e i relativi score di confidenza, permettendo anche di riconciliare lo stesso campo presente in più documenti in un unico passaggio, con il valore risultante che fluisce automaticamente a valle. Lo stesso componente alimenta circa 30 checkpoint distinti lungo l’intero ciclo di vita del sinistro.

Sul fronte normativo, le disposizioni sull’AI ad alto rischio dell’EU AI Act entrano in vigore ad agosto 2026, mentre il GDPR all’Articolo 22 già garantisce ai singoli il diritto alla revisione umana delle decisioni automatizzate con effetti legali. Ogni revisione HITL produce la documentazione probatoria che i regolatori richiederanno.

Sul piano operativo, i numeri parlano chiaro. Per una compagnia P&C di medie dimensioni che gestisce 250.000 sinistri l’anno – con circa 15 documenti per sinistro e una media di 4 minuti di gestione manuale per documento – il solo lavoro di classificazione ed estrazione consuma circa 125 FTE. Con gli AI Agent che gestiscono l’estrazione e il HITL che aggiunge 30 secondi di revisione umana per documento, la stessa mole di lavoro richiede circa 16 FTE, liberando approssimativamente 109 FTE di capacità amministrativa per attività ad alto valore aggiunto: circa 6,5 milioni di euro di capacità operativa annua recuperata per compagnia.

C’è poi il tema del leakage: la ricerca di settore stima che la dispersione sui sinistri si attesti tra il 5 e il 10% del totale liquidato nel P&C, e una quota significativa origina da errori di data entry che si moltiplicano a valle. Il HITL chiude il problema alla fonte. Infine, i tempi di liquidazione – il principale indicatore dell’esperienza percepita dal cliente – si riducono sensibilmente: secondo una ricerca Accenture, l’82% degli assicurati dichiara che una cattiva esperienza di sinistro è sufficiente a farli cambiare compagnia.

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