Insurtech europeo: una nuova era di “resilienza”

Nel report di astorya.vc, si chiede al settore di guardare oltre il proprio perimetro di competenza e abbracciare la resilience economy. Gli assicuratori invitati a “sposare” l’Agenda Draghi e diventare i principali fornitori di capitale per la tecnologia europea.
Insurtech europeo una nuova era di “resilienza”

Dopo anni di entusiasmo quasi incondizionato, il mercato europeo dell’Insurtech entra in una nuova fase. Non è una frenata, né tantomeno una crisi: è una trasformazione. I numeri si stabilizzano, i modelli maturano, le priorità cambiano. E soprattutto, l’innovazione assicurativa comincia a guardare oltre se stessa, verso un perimetro più ampio che il report InsurTech & Resilience – Europe 2025 di astorya.vc definisce “resilienza”.

Investimenti in plateau, ma il mercato non si ferma

I dati parlano chiaro. Dopo il picco del 2021 – oltre 2,5 miliardi di euro investiti – gli investimenti Insurtech in Europa hanno imboccato una fase di assestamento. Nel 2025 il capitale raccolto si colloca tra i 600 e i 700 milioni di euro, in linea con quanto accade nel venture capital europeo nel suo complesso. Anche il numero di deal rimane relativamente stabile, mentre a ridursi è soprattutto il valore medio dei round.

È il segnale di un mercato che ha smesso di inseguire la crescita a ogni costo e che oggi privilegia modelli più solidi, sostenibili e pronti a scalare davvero. L’Insurtech, insomma, sta diventando adulto.

Pochi round, molto capitale: la concentrazione aumenta

Un dato è particolarmente indicativo: nel 2025 dieci round sopra i 10 milioni di euro concentrano circa il 50% di tutto il capitale investito e il 70% dei deal di maggiore rilevanza. I protagonisti sono soprattutto MGA, broker digitali e player B2B SaaS, attivi su pricing, underwriting, distribuzione e gestione dei sinistri.

Il mercato continua a finanziare l’innovazione, ma lo fa premiando chi dimostra già una capacità industriale, non solo una buona narrazione.

La geografia dell’Insurtech: sorprese e ritardi

Dal punto di vista geografico, il quadro resta squilibrato. Regno Unito e Francia guidano nettamente l’ecosistema europeo. Ma emergono anche Paesi “overperformer” rispetto al loro peso economico e assicurativo, come Spagna, Paesi Bassi e Polonia.

Al contrario, colpisce la performance sotto le attese di mercati storicamente forti come Germania, Italia e Svizzera. In particolare l’Italia, pur avendo un peso rilevante in termini di premi assicurativi, fatica ancora a esprimere insurtech  capaci di scalare a livello europeo. Un tema che riguarda non solo l’innovazione, ma anche cultura industriale, capitale e capacità di execution.

Meno scale-up, più nuove startup

Un altro segnale interessante arriva dalla struttura dei round: quasi il 50% delle operazioni annunciate nel 2025 riguarda first round. Questo indica un ricambio continuo di nuove startup, spesso molto focalizzate su singoli problemi operativi o su nicchie specifiche della catena del valore assicurativa.

Non è un ritorno all’hype degli esordi, ma una selezione più razionale: meno mega-round, più sperimentazione mirata, con aspettative di crescita più realistiche.

L’M&A torna protagonista

Se il venture capital rallenta, le operazioni di M&A accelerano. Il report segnala numerose acquisizioni rilevanti, sia da parte di incumbent assicurativi sia da parte di grandi player tecnologici del settore. Non si tratta più di “shopping opportunistico”, ma di vere operazioni industriali per integrare competenze chiave: pricing avanzato, AI, gestione del rischio, automazione dei processi. Il mercato delle exit, spesso dato per asfittico negli ultimi anni, mostra segnali concreti di vitalità.

AI protagonista

Il 2025 è l’anno in cui l’intelligenza artificiale smette di essere una buzzword e diventa infrastruttura. Le startup AI-first rappresentano circa un terzo di tutti i deal Insurtech, un dato in linea con il resto dell’ecosistema tech europeo.

La vera novità è l’affermazione degli AI agent: sistemi in grado di automatizzare attività quotidiane ad alto impatto operativo, soprattutto per broker e agenti. Dalla gestione delle email ai sinistri, dall’underwriting alla relazione con il cliente, l’AI entra nei flussi reali di lavoro, con ritorni immediati in termini di efficienza. In alcuni casi, la riduzione del lavoro manuale arriva fino al 90–95%. Non più sperimentazione, ma produttività.

La nuova parola d’ordine: profitable growth

Dopo anni di crescita spinta, molte Insurtech stanno ricalibrando le proprie ambizioni. Il report evidenzia come diversi founder abbiano lasciato il ruolo operativo e come molte aziende abbiano scelto di rallentare la crescita per migliorare la redditività.

Player come Marshmallow, Clark, Alan o Trasti rappresentano una nuova generazione di Insurtech che punta a diventare mainstream, con modelli sostenibili e numeri solidi. Il messaggio del mercato è chiaro: la crescita conta, ma solo se è accompagnata da margini e disciplina finanziaria 

Dalla distribuzione diretta all’ecosistema

Anche sul fronte della distribuzione, il paradigma cambia. Dopo la prima ondata di Insurtech full digital e D2C, oggi prevalgono modelli ibridi: embedded insurance, partnership, affinity, broker tech.

In particolare, il mondo dei broker vive una seconda giovinezza grazie alla tecnologia. Lungi dall’essere disintermediati, broker e agenti diventano “aumentati” dall’AI, capaci di concentrarsi su consulenza, relazione e giudizio, delegando alle macchine le attività ripetitive.

Oltre l’Insurtech: la sfida della resilienza

Il vero salto concettuale del report, però, è l’allargamento dello sguardo. Astorya.vc propone di superare il perimetro tradizionale dell’Insurtech per abbracciare una più ampia “resilience economy”, che include climate tech, cybersecurity, financial crime, health & longevity e persino defence tech.

L’aumento delle catastrofi naturali, dei rischi sistemici e delle minacce globali rende evidente che l’assicurazione, da sola, non basta più. Servono tecnologie capaci di prevenire, misurare e mitigare il rischio prima che si trasformi in perdita assicurata 

Un ruolo strategico per l’Europa

Il report si chiude con un messaggio politico-industriale forte: gli assicuratori dovrebbero diventare i principali fornitori di capitale per la tecnologia europea. Un’idea in linea con il Rapporto Draghi sulla competitività dell’Unione Europea, che invita a liberare risorse e a rivedere regole come Solvency II per favorire investimenti di lungo periodo.

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Numero 182 – InsurZine Weekly 24 luglio 2026

Europa, il mercato insurtech cambia passo: Alan traina, Italia tra i mercati più dinamici. L’AI ridisegna la filiera assicurativa: perché compagnie e broker devono investire in modo diverso. Underwriting, l'AI è ormai di casa: l'80% dei team la usa ogni giorno.

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