Trend insurtech 2025: l’anno delle Omni-policy

Negli ultimi anni, si stanno affermando soluzioni “multirischi”, che integrano più rami e coperture all’interno di un unico set informativo, rispondendo così a una più ampia area di bisogni del cliente. A cura di Michele Lomazzi - Head of P&C Product di Wopta Assicurazioni.
Michele Lomazzi, Head of P&C Product di Wopta Assicurazioni 2

A cura di Michele Lomazzi – Head of P&C Product di Wopta Assicurazioni

Da sempre l’assicurazione è suddivisa in rami, ramo vita e ramo danni, ed ognuno di questi a sua volta in altri rami (6 nel vita e ben 18 rischi nel danni) ben descritti e dettagliati dall’art. 2 del Codice delle Assicurazioni private. Da questa frammentazione deriva che la “semplice” assicurazione, ad esempio del bene “autovettura”, che rientra nel ramo Corpi Veicoli Terresti, di per sé non è sufficiente per completare l’insieme dei bisogni di chi quotidianamente ne fa uso. In effetti, a chi assicura un’autovettura serve infatti anche una copertura per l’Assistenza (stradale), Tutela Legale (circolazione e patente), ma anche Infortuni (del conducente) e perché no, anche Perdite Pecuniarie (danni indiretti, G.A.P. insurance).

Allo stesso modo, anche l’assicurazione di una persona non si limita ai rischi coperti dal ramo danni ma necessita dei rami Infortuni, Malattia, Responsabilità Civile Generale, Perdite Pecuniarie, Tutela Legale, Assistenza. Inoltre, se si considerano anche i rischi Vita, vanno inclusi i rischi legati alla durata della vita umana, malattia e non autosufficienza, tralasciando quanto attiene al risparmio, investimento e previdenza.

Questa frammentazione normativa si riflette negli assetti societari delle Compagnie assicurative (con rami vita separati dai danni) e poi nei bilanci (contabilità tecnica per ramo) e di conseguenza negli assetti organizzativi delle stesse (dipartimenti, uffici assuntivi e liquidazione, attuariato) e, infine, nei prodotti.

La Compagnia assicurativa cerca di tradurre le richieste di protezione e coperture in polizza dei clienti, siano retail o business, individuo privato o professionista o imprenditore. Tuttavia, c’è il rischio di perdere di vista il centrale bisogno di protezione del cliente stesso, privilegiando tali strutture dei prodotti assicurativi.

Fortunatamente, da qualche decennio ormai, si stanno affermando soluzioni “multirischi”, che integrano più rami e coperture all’interno di un unico set informativo, rispondendo così a una più ampia area di bisogni del cliente. 

Però, nonostante queste soluzioni cerchino di superare la frammentazione per rami, esse rischiano di rimanere un assemblaggio di parti, più che una copertura integrata e organica dei rischi. Sovrapposizioni (ad esempio, ricorso terzi per incendio o RC incendio nella sezione RCT), esclusioni reciproche (cristallo rotto per tentato furto: garanzia cristalli o furto) o incertezze sull’origine del danno (danni da tempesta di vento: copertura per eventi atmosferici o catastrofi naturali) sono frequenti. Inoltre, le definizioni e le strutture liquidative spesso sono ripetute nelle diverse sezioni della polizza, con minime variazioni, che rischiano di confondere il cliente.

Infine, attraverso le polizze Multirischi, le Compagnie cercano così di coprire più aree di bisogno, includendo vari moduli di copertura, ognuno dei quali con definizioni, oggetto, esclusioni, limiti ed estensioni, regole di liquidazione. Tutto questo viene riportato nel Documento Informativo Precontrattuale o nel Documento Informativo Precontrattuale Aggiuntivo e nelle Condizioni di Assicurazione, arrivando così a set informativi dalla complessità di lettura e lunghezza pari a trattati universitari. 

Serve quindi cambiare approccio alle assicurazioni, partendo dai bisogni del cliente senza archetipi assicurativi pre-costruiti o pre-assemblati. 

L’approccio dell’intermediario dovrebbe essere più olistico, analizzando i bisogni del cliente e assegnando priorità nelle coperture, informando adeguatamente il cliente. Purtroppo, oggi, molti intermediari non verificano se, prima di impegnare un budget significativo per una copertura come la kasko per l’autovettura, siano stati adeguatamente coperti i rischi primari come polizze TCM, Responsabilità Civile famiglia e Responsabilità Civile professionale. Allo stesso modo, non sempre viene consigliato di ottimizzare la spesa per in caso di infortuni, privilegiando capitali elevati per invalidità permanente rispetto a coperture di minima portata quali l’inabilità temporanea. Non è facile favorire questo approccio, in presenza di un’offerta che divide i prodotti in rami e alternative complementari, anche se multirischi. Per questo, è necessaria una consulenza attenta e una ricomposizione delle offerte attraverso più prodotti.

Oggi però si sta affacciando un diverso approccio operativo che potrebbe rivoluzionare la modalità di redazione delle coperture, tariffazione dei premi, proposizione delle garanzie, superando il limite posto dalla suddivisione in rami. Serve adottare una rielaborazione dei dati statistici, nuovi assetti organizzativi, nuove modalità di proposizione. Ma è la tecnologia che può e deve sostenere e agevolare questa innovazione, anche in questo campo, grazie all’intelligenza artificiale.

Le polizze personalizzate, alimentate dall’AI, potrebbero analizzare i bisogni del cliente predisponendo un testo normativo ad hoc, con tariffazione puntuale per le principali esigenze riconosciute come tali e condivise con il cliente, sulla base di ampiezza di coperture compatibili con il budget di spesa assicurativa.

Questo approccio consentirebbe di offrire soluzione “unica”, “personale”, non un mix di pacchetti preconfezionati. Chiara, trasparente, condivisa, risolvendo le incomprensioni che permeano il nostro settore. Il cliente avrebbe così un solo premio mensile che consente di programmare nell’anno la spesa assicurativa e comprendere l’eventuale complessiva esposizione al rischio residuale.

Inoltre, rivoluzionerebbe il rapporto tra assicuratore e cliente dando l’opportunità di recuperare la fiducia e la reputazione del settore, fondamentale per agevolare la diffusione delle coperture assicurative, particolarmente importanti in un mercato che soffre della limitata base di clienti, ingrediente principe dell’antiselezione, avvicinando alla protezione assicurative le nuove generazioni, più inclini a soluzioni full digital o digital based.

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Numero 182 – InsurZine Weekly 24 luglio 2026

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