Insurtech Europa, il bilancio del 2024

Il 2024 è stato ricco di lezioni per il settore insurtech. Segmenti in crescita, ritorno dei VC specializzati, rimbalzo spettacolare nel 3° trimestre, dinamica in Francia. La fine dell'anno è l'occasione per fare un bilancio, per iniziare a pianificare il nuovo anno a venire.
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A cura di Alexandre Pengloan, Responsabile Editoriale di Digital & Assurance e Florian Graillot, Founder di Astorya.vc. (Questo articolo è stato tradotto dall’originale apparso su Digital & Assurance)

Un nuovo anno sta per finire e, prima cosa da ricordare, l’insurtech suscita ancora interesse. Se il repentino ritorno alla realtà seguito all’euforia del periodo post-Covid ha sollevato interrogativi, alcuni dei quali molto legittimi, non dovremmo seppellire l’ecosistema troppo in fretta. Si è evoluto, è maturato e, in un mondo digitale e in un panorama di rischi che pone sfide significative al settore assicurativo, ha trovato completamente il suo posto.

Nel corso dei mesi abbiamo raccontato le novità di un settore insurtech sempre diverso e non necessariamente facile da comprendere, nelle sue forme o nelle sue dinamiche. Vi suggeriamo quindi di riassumere, in tre punti, le principali lezioni del 2024.

È sempre possibile raccogliere fondi nell’insurtech e talvolta anche tanto

Pensavamo che per l’insurtech europeo fossero finiti i tempi degli accordi a nove cifre. Ebbene, ci sbagliavamo. Due di loro, infatti, i francesi Akur8 e Alan, hanno formalizzato quest’anno una raccolta fondi di oltre 100 milioni di euro. I meccanismi e gli obiettivi non sono necessariamente gli stessi, ma queste operazioni rimangono significative.

Fanno parte di un 3° trimestre che ha sorpreso più di un osservatore. Infatti, dopo un primo semestre piuttosto calmo, in linea con i precedenti, gli importi sono esplosi all’inizio di settembre. Risultato: quasi 400 milioni raccolti in Europa, una cifra senza precedenti da tre anni a questa parte.

Ci si chiede ora se si tratti di un rimbalzo eccezionale oppure di un segnale che faccia presagire una ripresa degli investimenti a questi livelli nei prossimi mesi. Ovviamente non abbiamo la sfera di cristallo. Ma questi esercizi hanno almeno il merito di rafforzare la fiducia. E il feedback osservato parallelamente dagli specialisti di VC conferma l’idea che ci sono ancora molte grandi cose da fare per l’ecosistema.

Impressione confermata: al via la fase insurtech 2.0

Questa è una tendenza che stiamo osservando ormai da diversi mesi. Il 2024 ha confermato lo spostamento osservato nel finanziamento dei modelli. Nel corso dell’anno gli specialisti b2b hanno attirato una percentuale record pari al 40% degli investimenti. E se aggiungiamo le Mga specializzate o le startup che lavorano sulla distribuzione indiretta come quella embedded, arriviamo a una quota pari a 2/3 del totale dei fondi ottenuti. Molto semplicemente, nuove statistiche.

Nella catena del valore, i segmenti dei prodotti e della sottoscrizione hanno attirato in particolare l’attenzione degli investitori. E non potrebbe essere più logico, se consideriamo che le due grandi sfide del momento per il settore assicurativo risiedono nella ricerca dell’efficienza operativa e nella capacità di affrontare al meglio i rischi emergenti.

Se dovessimo estrarre i temi forti dell’anno? Il clima, ovviamente, con aziende come ICEYE, Mitiga, 7analytics, Pula o Ibisa che hanno raccolto fondi. Anche il cyber, con Stoïk o Eye Security in prima linea. Carbon credits, una nuova linea che fa sempre più rumore, su cui vanno bene CarbonPool e Kita. E infine underwriting/pricing, con tre operazioni da ricordare: Akur8, hyperexponential e Continuity.

Francia on fire

Nel 2024, la Francia ha fatto meglio che confermare il proprio ruolo nell’ecosistema europeo. Ha assunto brillantemente il ruolo di locomotiva continentale. Il risultato? 6 operazioni su 10 da oltre 25 milioni di euro avvenute nel Vecchio Continente nel corso dell’anno, e soprattutto una grande diversità lungo la catena del valore.

È davvero interessante vedere i campioni della prima ondata continuare ad avanzare e, allo stesso tempo, pepite che emergono dallo scenario con proposte di valore innovative. Come abbiamo detto, ci sono sempre più esigenze nel settore, attorno alle questioni di underwriting, distribuzione, frode e sinistri.

Un vasto campo di gioco sul quale le startup francesi brillano, e forse si danno anche i mezzi per diventare campioni continentali a lungo termine. 

La startup da seguire: Stoïk parte alla grande in Germania ma si dovrà confermare

Stoïk, alla sua prima esperienza all’estero, parte in maniera promettente. La cyber insurtech ha infatti svelato i risultati della sua attività tedesca dopo un anno di operatività. Risultato: ha attirato 1.000 clienti oltralpe per un totale di 5 milioni di euro di premi. Un tasso di crescita quattro volte più rapido rispetto ai suoi esordi in Francia.

Un bel successo, dunque, dovuto a diversi fattori. L’esperienza e la notorietà acquisite nel segmento, naturalmente. Ma anche l’assunzione di Franziska Geier, che ha saputo costruire e riunire un team locale, particolarmente attento alle specificità del mercato tedesco.

Questo avvio si inserisce in una dinamica positiva complessiva per Stoïk, che quest’anno ha anche concluso un round di Serie B da 25 milioni di euro. E se le difficoltà iniziassero proprio adesso?

In effetti, il mercato delle assicurazioni informatiche rimane complesso, a tutti i livelli. Negli Stati Uniti il ​​vertice del segmento resta congelato, mentre altrove la trazione è tutt’altro che esplosiva. L’osservazione è la stessa in Europa, e Stoïk ne è un buon esempio.

Se ricordiamo le cifre di un anno fa, la startup annunciò tra le 3.500 e le 4.000 polizze per 10 milioni di euro di premi. Nel 2024 dovrebbe chiudere l’anno con 5.000 contratti in portafoglio e 25 milioni di euro di premi. Se facessimo il calcolo tenendo conto dei dati tedeschi, Stoïk avrebbe quindi sottoscritto meno nuove polizze in Francia che in Germania, aumentando però in modo abbastanza significativo l’importo del premio medio.

Ed è logico, considerando che l’insurtech specializzata in cyber risk ha recentemente aumentato le sue capacità con l’ambizione di conquistare il mercato delle medie imprese (ETI). Perché, se il segmento delle microimprese e piccole imprese (TPE/PMI) è ancora ampiamente sottoassicurato, non è certo facile da penetrare. Salendo di livello nel mercato, ci sarà sicuramente più valore da catturare, ma le sfide saranno differenti.

Esiste un tetto di cristallo per questa verticale una volta coperta l’intera rete di brokeraggio? Come crescere senza espandersi in nuovi mercati geografici? Quale valore aggiunto proporre ai clienti più grandi, oltre a una politica aggressiva di pricing e offerta assicurativa, di fronte ai player storici del settore? E se, alla fine, la vera sfida risiedesse meno nella distribuzione e più nel prodotto stesso?

Tutti interrogativi che guideranno le iniziative nel settore dell’assicurazione cyber nel 2025.

Il “game changer”: l’intelligenza artificiale, dopo l’hype. A che punto siamo nel settore assicurativo e cosa dobbiamo aspettarci per il 2025?

È un fenomeno classico: dopo l’hype, arriva il ritorno alla realtà. L’IA, che ha suscitato grande entusiasmo nel 2023 grazie al lancio di ChatGPT per il pubblico generalista, non ha fatto eccezione.

Quest’anno, gli operatori del settore assicurativo hanno adottato una strategia più cauta, caratterizzata da una razionalizzazione dei POC, la maggior parte dei quali restava bloccata in una sorta di limbo. C’è stata una transizione verso approcci più pragmatici.

Lo stesso vale per gli investimenti. Dai discorsi sembra quasi che tutte le insurtech siano oggi specialiste di IA. Eppure, analizzando più a fondo, solo 9 dei 56 round di finanziamento registrati in Europa quest’anno hanno riguardato startup che menzionano l’IA nella loro proposta di valore sulla homepage del proprio sito web.

L’approccio complessivo è quindi più misurato ma attenzione, questo non significa che la tecnologia non stia avanzando, e non stia già incidendo sulla vita quotidiana. Al di fuori del settore assicurativo, un’azienda come Klarna ha condiviso alcuni numeri spettacolari sull’ottimizzazione del proprio servizio clienti.

E dall’altra parte dell’Atlantico vediamo una chiara volontà di accelerare sull’argomento. Ne è la prova un attore come Guidewire che ha annunciato durante la sua recente convention annuale Connections di fare un ulteriore passo avanti sul tema con la sua nuova versione, per offrire ai suoi clienti assicuratori strumenti basati sull’intelligenza artificiale generativa che li supporteranno in tutti gli anelli della catena.

Sembra quindi fondamentale non restare attendisti, né troppo timidi. Diversi attori lo hanno capito bene. Possiamo citare AG2R, ad esempio, che ha recentemente lanciato la propria piattaforma AI interna, Almia. Oppure Alan, che sta sperimentando un chatbot potenziato con l’IA generativa per rispondere alle domande mediche degli assicurati, ottenendo risultati promettenti. Anche Coalition, nel settore del cyber risk, sta testando questo tipo di funzionalità. Ma sempre con una supervisione umana – per il momento.

L’uso dell’IA nelle sue forme attuali deve prima di tutto consentire di ottimizzare l’impiego dell’expertise umana.

Nel 2025 dovremmo quindi muoverci verso un approccio più equilibrato. Tuttavia, ciò non significa che non dovremmo investire molto in questa tecnologia. Argomenti come gli agenti AI continueranno a guadagnare slancio. Ed è potenzialmente qui che si giocheranno anche i vantaggi competitivi di domani.

I principali round di novembre in Europa

La Francia, ancora protagonista. A novembre è stata FASST a conquistare la pole position con una raccolta fondi molto solida di 27 milioni di euro. L’insurtech continua sulla sua traiettoria esemplare, dotandosi dei mezzi necessari per portare la sua piattaforma SaaS e ottimizzare la distribuzione dei prodotti assicurativi verso nuovi traguardi.

Dietro, bene ha fatto anche Konsileo, che ha ottenuto un finanziamento di quasi 10 milioni di euro. L’azienda inglese si distingue per il suo duplice approccio di intermediazione e consulenza nella gestione del rischio, in un mercato alla ricerca di soluzioni innovative.

In terza posizione, Calvin Risk è riuscito a sedurre gli investitori con una proposta coraggiosa: ridurre i rischi dell’intelligenza artificiale a monte. La startup svizzera ha raccolto 3,8 milioni di euro durante il suo round di finanziamento.Infine, un’altra società francese, Santexpat.fr, ha annunciato di aver attirato nuovi capitali. 2,5 milioni di euro, appunto, per continuare la sua grande avventura, che ora la vedrà partire alla conquista delle Americhe.

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Numero 182 – InsurZine Weekly 24 luglio 2026

Europa, il mercato insurtech cambia passo: Alan traina, Italia tra i mercati più dinamici. L’AI ridisegna la filiera assicurativa: perché compagnie e broker devono investire in modo diverso. Underwriting, l'AI è ormai di casa: l'80% dei team la usa ogni giorno.

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