Tel Aviv, israele

Una mappatura delle società insurtech israeliane che hanno raccolto fondi quest’anno, preparata da Dikla Wagner, rappresentante di Munich Re Israel, ha mostrato i recenti investimenti nelle startup israeliane. I round di quest’anno sono stati 28 per un totale di 1,5 miliardi di dollari di finanziamenti. La maggior parte degli investimenti è stata compresa tra 11 milioni di dollari e 40 milioni di dollari. I capitali raccolti si sono concentrati soprattutto nei round di serie A e B e provenivano da fondi di venture capital, sia israeliani che internazionali. La mappa include un campione di 8 investimenti in società che non appartengono all'”insurtech classico”, ma che stanno sviluppando tecnologie che possono avvantaggiare il settore assicurativo, per un totale di 2,1 miliardi di dollari dall’inizio dell’anno. 

L’ecosistema insurtech israeliano

L’ecosistema insurtech israeliano comprende circa 100 aziende attive e ospita unicorni insurtech come Lemonade e Hippo. “Solo tre anni fa dovevamo ancora mostrare agli imprenditori e agli investitori il potenziale dell’insurtech e convincerli ad entrare nel settore -ha affermato Wagner – Oggi l’approccio è cambiato”.

La mappa elenca anche 8 società che utilizzano la data science per la mitigazione del rischio. Sebbene non facciano necessariamente parte del “classico ecosistema insurtech”, queste società stanno sviluppando tecnologie avanzate per la raccolta e l’analisi dei dati. Questo significa che il loro potenziale nell’apportare valore aggiunto nel campo assicurativo sta crescendo. “Questo principalmente – ha spiegato Wagner – a causa di una transizione che può essere osservata nel mercato, da un approccio difensivo (assunzione passiva) a uno basato sulla prevenzione e mitigazione del rischio (gestione proattiva del rischio)”.

Un’altra tendenza in forte aumento è quella iniziata lo scorso anno dalle startup GeoX, OKO e Previsco, che sfruttano le immagini geospaziali e satellitari per calcolare il rischio. “Questa è una tendenza mondiale che nel 2021 è cresciuta anche in Israele – ha continuato Wagner – Oggi, i dati raccolti con questi mezzi vengono utilizzati nei processi di sottoscrizione e nella gestione dei sinistri”.

“Siamo sicuramente sulla buona strada per diventare una superpotenza fintech – ha concluso Wagner –  Il mercato insurtech locale sta subendo gli stessi cambiamenti e sviluppi che abbiamo visto nel mercato cibernetico israeliano in passato, fino a quando non siamo diventati la nazione leader nella cibernetica. Credo che il mercato delle insurtech israeliano e non sia ora pronto a esplodere.”

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Redazione Insurzine

La Redazione di InsurZine è composta da collaboratori, influencer ed analisti, esperti del settore insurtech