assicurazione parametrica, polizze parametriche

Il potenziale delle polizze parametriche.

L’assicurazione parametrica è uno dei principali trend globali nell’innovazione assicurativa. È un elemento importante nel più ampio trend verso l’utilizzo di big data e tecnologie mobili, che abilitano lo sviluppo di soluzioni innovative che stanno rivoluzionando un’industria che è rimasta pressochè immutata per secoli.

A differenza delle assicurazioni tradizionali, nelle quali il premio viene calcolato in base alle caratteristiche del rischio assicurato, nelle assicurazioni parametriche il premio è calcolato sulla base della probabilità di un evento. In caso di sinistro, laddove con un’assicurazione tradizionale l’indennizzo è dovuto in presenza di danni effettivamente subiti dall’assicurato e documentati e/o certificati da una perizia, nell’assicurazione parametrica l’assicurato non deve dimostrare di aver subito il danno, nè vi è una perizia o una stima del danno, in quanto l’indennizzo scatta automaticamente quando viene registrato l’evento (detto “trigger”). L’assicurazione parametrica offre quindi il pagamento di un importo prestabilito basato sulla probabilità di accadimento di un evento predefinito.

Le principali aree di applicazione dell’assicurazione parametrica ad oggi includono:

  • Protezione contro i disastri naturali come terremoti, cicloni e uragani, fenomeni la cui assicurabilità con prodotti parametrici è supportata da dati meteorologici misurati in un periodo specifico.
  • Protezione per i raccolti agricoli contro danni e perdite causati da inquinamento atmosferico, condizioni di siccità o danni da grandine, ancora una volta supportati da dati meteorologici misurati in un periodo specifico.
  • Coperture contro le cancellazioni o ritardi di voli aerei o eventi.

Vi sono poi altre aree in cui l’utilizzo di prodotti parametrici sta iniziando ad essere sperimentato

  • Copertura delle perdite di profitto di attività produttive, ad esempio in conseguenza di interruzione dei sistemi a seguito di attacchi informatici, maltempo, o pandemie.
  • Coperture per la caduta dei tassi di occupazione di stanze di hotel o ristoranti, ad esempio in conseguenza di condizioni meteo avverse
  • Protezione per fermo di macchinari industriali in conseguenza di attacchi informatici, coperture spesso fornite con l’ausilio di sistemi di Industrial IoT.

I principali use case delle coperture parametriche ad oggi sono due.

Le coperture parametriche stanno dimostrando di essere in grado di offrire ad assicuratori ed assicurati una soluzione per assicurare tipologie di rischi per i quali le soluzioni assicurative tradizionali non vengono offerte o non sono economicamente sostenibili per gli assicuratori. È il caso di eventi che hanno un’elevata frequenza e/o intensità e che colpiscono un’area geograficamente circoscritta. In un caso simile, come ad esempio quello delle alluvioni (le cui coperture infatti a dispetto di quelle per i terremoti sono molto meno diffuse), le coperture tradizionali possono essere economicamente non sostenibili per gli assicuratori, per un problema di anti-selezione e quindi difficoltà di raggiungere una massa critica sufficiente di rischi assicurati che consenta il funzionamento del meccanismo di mutualità su cui si basa attualmente il modello di business assicurativo. Aziende come l’Inglese FloodFlash offrono una soluzione parametrica per questa tipologia di rischi, offrendo coperture parametriche a rischi che gli assicuratori privati inglesi e il consorzio pubblico FloodRe non assicurano.

Tramite le coperture parametriche è poi possibile sviluppare pricing più scientifici, sulla base del fatto che il prodotto parametrico è collegato ad uno specifico parametro isolato piuttosto che ai danni diretti o indiretti subiti dal bene assicurato i quali possono derivare da un’ampia gamma di accadimenti anche diversi da quello assicurato.

Le polizze parametriche stanno riscuotendo un forte interesse tra gli addetti ai lavori, derivante dal fatto che hanno la potenzialità di offrire numerosi benefit sia agli assicuratori che agli assicurati. Innanzitutto hanno il potenziale per contribuire alla riduzione del protection gap, fornendo un accesso al mercato assicurativo a fasce di popolazione/aziende che diversamente non potrebbero assicurarsi. Gli agricoltori nei paesi in via di sviluppo, ad esempio, non hanno facile accesso ai servizi assicurativi tradizionali, specialmente coloro che risiedono in aree remote. Le coperture parametriche di microinsurance, come quelle offerte dalla svedese Bima o dalla inglese Global Parametrics offrono una soluzione, grazie alla disponibilità di dati statistici sugli eventi catastrofali che colpiscono quelle aree, e grazie alla diffusione di internet e degli smartphone in quei paesi, che spesso rappresentano il canale distributivo per queste coperture. Le polizze parametriche forniscono un supporto economico di importo ridotto ma rapido, consentendo a famiglie e imprese colpite da un evento catastrofico di ripartire il prima possibile, in attesa del risarcimento fornito dalla garanzia catastrofale della polizza incendio della casa o dell’azienda. Consentono poi agli assicuratori una maggiore efficacia della pianificazione finanziaria: le uscite derivanti dalle polizze parametriche sono legate agli eventi – i quali sono maggiormente gestibili tramite modelli di rischio adeguati – e non ai danni subiti dai beni assicurati, che dipendono da molte variabili anche al di fuori del controllo dell’assicuratore.

Le polizze parametriche, data la loro caratteristica di rendere il pagamento dell’indennizzo indipendente dal danno effettivamente subito dall’assicurato, se non formulate e distribuite con determinate accortezze possono incorrere in problematiche di tipo regolatorio. Il principale punto di attenzione del regolatore è legato alla possibilità che questi prodotti possano uscire dall’ambito dei prodotti assicurativi e funzionare come prodotti finanziari derivati, in cui il soggetto contraente può utilizzare la copertura come uno strumento per scommettere sull’accadimento di un evento senza avere un interesse specifico da tutelare, e incassare quindi un importo legato all’accadimento dell’evento senza aver effettivamente subíto un danno. Un secondo punto di attenzione è prettamente assicurativo, ed è legato alla prospettiva per l’assicuratore di perdere il controllo sui pagamenti dei sinistri, un aspetto questo che viene gestito con l’individuazione di trigger adeguati e inserendo nei prodotti più livelli di check prima del pagamento del sinistro.

In conclusione, le polizze parametriche hanno il potenziale per coprire i gap dei prodotti assicurativi tradizionali, e di aumentare la penetrazione assicurativa offrendo una customer experience e una velocità e trasparenza nei meccanismi di liquidazione dei sinistri maggiore rispetto ai prodotti assicurativi tradizionali. Non vanno pertanto intesi come prodotti sostitutivi di quelli tradizionali, tranne rari casi, ma come prodotti integrativi o complementari.

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assicurazioni parametriche
Fonte: Parametric insurance: 2021 outlook and the tech companies to watch
(Matthew Grant, Instech London) (2020)

Articolo a cura di Yuri Poletto, partner Italian Insurtech Association e Open Insurance innovation consultant

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