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Coronavirus, secondo una stima degli attuari finirà a luglio.

Guardando dentro i numeri, in Italia il Coronavirus, nell’ipotesi di continuità degli attuali trend e di assenza di ulteriori ondate, tenderà a scemare entro l’estate, al più con una coda che nella peggiore delle ipotesi non dovrebbe superare la metà di luglio, mentre il numero di ricoveri in terapia intensiva tenderà allo zero già a partire dalla  fine  di  maggio.  Quanto all’andamento della mortalità nel Paese, occorrerà attendere i dati Istat relativi a tutto il 2020 per le inevitabili compensazioni: se il decesso di quanti soffrivano già di altre gravi patologie verrà attribuito al Covid-19, risulterà diminuito il numero di morti per tumori, malattie cardiovascolari, ecc. Analogamente quest’anno sarà inferiore, per le restrizioni alla mobilità e a molte attività, il bilancio delle vittime di incidenti stradali e infortuni. Difficile stabilire oggi il saldo finale.

A sostenerlo è un’analisi statistico-attuariale dell’Ordine degli Attuari sull’andamento del fenomeno Covid-19. Gli attuari sono i professionisti che valutano il rischio di un incidente o di una catastrofe nel tempo, determinano le tariffe assicurative vita, auto e danni, valutano se un ente previdenziale potrà ancora pagare le pensioni tra 50 anni, in generale valutano l’incertezza, quando quantificabile.

A seguito di proprie analisi e studi portati avanti fino a oggi, l’Ordine degli Attuari ha identificato alcune tendenze che a questo punto ritiene sufficientemente consolidate. Con una premessa: occorre essere consapevoli che la certezza assoluta e l’omogeneità sui dati non sono scontate a priori, in particolare sul numero dei casi e sul numero dei decessi; questa è una raccomandazione generale per tutti coloro che intendano effettuare valutazioni quantitative sul tema. Secondo i risultati del lavoro degli attuari, basato sui dati ufficiali (OMS e ISS-Istituto Superiore di Sanità) c’è una positiva e costante diminuzione del numero delle persone in terapia intensiva: circa 4.100 un mese fa, circa 1.300 oggi. Se il calo procederà con questo ritmo, che appare abbastanza consolidato, questo dato molto rilevante dovrebbe scemare in un tempo relativamente breve, ragionevolmente entro la fine di maggio.

“Pur consapevoli che non basta l’analisi dei numeri a risolvere tutti i problemi legati all’emergenza sanitaria – afferma Giampaolo Crenca, Presidente del Consiglio Nazionale degli Attuari – intendiamo fornire una lettura attenta del fenomeno, seppur solo dal punto di vista dei numeri, affinché possa essere utile a chi deve prendere decisioni sia in ottica contingente che di prevenzione. Per questo siamo pronti a mettere le nostre competenze al servizio del Paese”

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Redazione

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