Pensioni, cresce la responsabilità individuale: la sfida per le assicurazioni

Secondo il nuovo studio sigma di Swiss Re Institute, sempre più persone gestiscono da sole il capitale accumulato. Cresce il bisogno di consulenza.
Assicurazione vita

Negli Stati Uniti e nel Regno Unito, sempre più persone possono scegliere come gestire i risparmi accumulati durante la vita lavorativa, senza contare necessariamente su una rendita garantita per tutta la vita. Un cambiamento che apre nuove opportunità per assicurazioni, banche e consulenti finanziari, ma rende più complesse le decisioni da prendere in vista della pensione.

È quanto emerge dal nuovo studio sigma dello Swiss Re Institute, pubblicato l’8 ottobre, secondo cui la necessità di pianificare il reddito pensionistico, il passaggio generazionale del patrimonio e i costi dell’assistenza nella terza età sta ridisegnando il mercato delle assicurazioni vita.

Pensioni e assicurazioni vita, cresce la domanda di consulenza

In uno dei maggiori piani pensionistici statunitensi, nel 2018 oltre la metà dei pensionati ha scelto di ritirare e gestire autonomamente i propri fondi, contro il 10% registrato nel 2000. Nel Regno Unito, nel 2024 il 36% degli attivi pensionistici riscattati è stato prelevato in forma di capitale, anziché trasformato in un reddito vitalizio.

La maggiore autonomia comporta anche nuove responsabilità: stabilire quanto ritirare, come investire il capitale residuo, quali risorse destinare agli eredi e come sostenere eventuali spese di assistenza futura. Diventa quindi più importante accedere a una consulenza capace di integrare pianificazione previdenziale, protezione assicurativa e gestione patrimoniale.

Distribuzione assicurativa, aumenta la competizione

La crescente domanda di orientamento finanziario sta rafforzando il ruolo di banche, intermediari e consulenti nella distribuzione delle polizze vita e dei prodotti dedicati alla protezione nella terza età. Secondo lo studio, tra il 2017 e il 2025 tre gruppi statunitensi di intermediari sostenuti da fondi di private equity hanno completato oltre 300 acquisizioni annunciate pubblicamente di organizzazioni di marketing indipendenti, agenzie e reti di consulenza.

Per le compagnie assicurative diventa quindi strategico rafforzare le partnership distributive e rendere prodotti e servizi più semplici da comprendere, proporre e sottoscrivere. Cruciale è anche intercettare i clienti prima del pensionamento, quando iniziano a definirsi le scelte su reddito, investimenti, successione e coperture per l’assistenza futura.

AI e tecnologia, senza rinunciare al rapporto umano

La trasformazione coinvolge anche i processi assicurativi. L’analisi dello Swiss Re Institute ha esaminato 197 iniziative tecnologiche e di intelligenza artificiale annunciate pubblicamente da importanti compagnie vita e da alcuni intermediari. Circa il 70% riguarda le attività che incidono direttamente sull’esperienza del cliente, dall’accesso alle informazioni alla sottoscrizione, fino all’assistenza e alla gestione dei sinistri.

La tecnologia, tuttavia, non sostituisce completamente il confronto diretto nelle decisioni più delicate. Un’indagine condotta su quasi 3.000 consumatori in sette Paesi rileva che circa due terzi preferiscono l’interazione umana nelle operazioni complesse, come la gestione dei sinistri.

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