Assicurazioni, utili record a 11,6 miliardi nel 2025: la Fisac Cgil chiede più tutele sul lavoro e sull’AI

Il comparto assicurativo ha chiuso il 2025 con utili in crescita del 10%, mentre la Fisac Cgil sollecita più tutele su lavoro, competenze e AI.
Milano, building

Il settore assicurativo italiano ha chiuso il 2025 con utili complessivi pari a 11,6 miliardi di euro, in crescita del 10% rispetto all’anno precedente, e con una redditività ai massimi dell’ultimo decennio. Il Return on Equity, infatti, si è attestato al 16,6%. È quanto è emerso dal nuovo report dell’Ufficio Studi e Ricerche della Fisac Cgil, elaborato sulla base dei dati Ania relativi ai bilanci delle compagnie. Secondo il sindacato, i risultati hanno confermato la capacità del comparto di generare livelli di redditività tra i più elevati dell’economia italiana, grazie anche al contributo dei circa 47 mila dipendenti impiegati nel settore.

“L’elevata redditività del settore, tra le più alte dell’economia italiana, è il frutto del contributo determinante delle lavoratrici e dei lavoratori – ha commentato Susy Esposito, segretaria generale della Fisac Cgil – Con circa 47 mila dipendenti il comparto continua a produrre risultati superiori a quelli dei principali gruppi bancari del Paese, confermando livelli di produttività e redditività per addetto tra i più elevati in Europa”.

La crescita ha interessato sia il comparto vita sia quello danni. I rami vita hanno registrato utili per 6,7 miliardi di euro, mentre quelli Danni hanno raggiunto i 4,9 miliardi di euro. A sostenere questi ultimi non è stato soltanto il settore Rc Auto, ma anche lo sviluppo delle coperture salute, danni e rivolte alle imprese. La raccolta premi del lavoro diretto italiano ha superato complessivamente i 160 miliardi di euro, con un incremento di quasi l’8% rispetto al 2024 e un’incidenza pari al 7,1% del Pil. Nei rami Vita la raccolta ha raggiunto i 120 miliardi, mentre il comparto Danni è cresciuto di oltre il 5%, trainato in particolare dai segmenti salute e danni.

Il report ha evidenziato inoltre il rafforzamento della solidità patrimoniale delle compagnie. L’indice medio di solvibilità, misurato attraverso il Solvency II Ratio, è salito al 274%, mantenendosi ampiamente al di sopra dei requisiti regolamentari. Gli investimenti complessivi del settore hanno inoltre superato per la prima volta la soglia dei mille miliardi di euro. Alla luce di questi risultati, la Fisac Cgil ha richiamato l’attenzione sulla necessità di dare piena applicazione al contratto collettivo nazionale rinnovato il 13 maggio 2026 e di rafforzare la contrattazione di secondo livello, valorizzando competenze e professionalità.

“Ora è fondamentale dare piena attuazione agli impegni condivisi, valorizzando il lavoro attraverso la contrattazione di secondo livello e investendo sulle professionalità – ha affermato Esposito – L’impatto dell’intelligenza artificiale, potrà rappresentare un’opportunità soltanto attraverso il confronto sindacale, la formazione continua e il monitoraggio dei suoi effetti su occupazione, competenze e organizzazione del lavoro”.

Per la Fisac, la capacità delle imprese assicurative di mantenere elevati livelli di competitività dipenderà quindi non soltanto dagli investimenti tecnologici, ma anche dalla qualità del capitale umano e dal coinvolgimento delle persone nei processi di trasformazione. Le prospettive per il 2026 sono rimaste favorevoli. Secondo le previsioni richiamate nel report, Ania e S&P Global Ratings si attendono un’ulteriore crescita della raccolta premi e il mantenimento di livelli di redditività elevati.

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