Il Ddl Concorrenza non convince Assoutenti, che boccia senza mezzi termini l’articolo 14 dedicato alla riforma della RC auto. Secondo l’associazione dei consumatori, la delega al Governo rappresenta un’occasione mancata: invece di intervenire sul risarcimento diretto, il testo si limiterebbe a puntellare un sistema che da quasi vent’anni non avrebbe portato né a premi più bassi né a risarcimenti più equi.
“Aria fritta – dichiara il Presidente nazionale di Assoutenti Gabriele Melluso -. Invece di rottamare il risarcimento diretto, un sistema che in quasi vent’anni non ha ridotto i premi né migliorato i risarcimenti, il Governo vorrebbe puntellarlo con ulteriori stampelle e alchimie finanziarie sui forfait. Nessuna misura della delega affronta i veri nodi: i diritti degli assicurati, la trasparenza dei risarcimenti, la concorrenza reale tra imprese. Così si consolida di fatto un oligopolio assicurativo che pesa sulle tasche di 40 milioni di automobilisti”.
“Basterebbe tornare a un principio di responsabilità civile pura: chi rompe paga – commenta Stefano Mannacio, responsabile assicurazioni di Assoutenti -. Sul fronte dei premi, la strada è imporre una polizza RC con franchigia a carico del responsabile civile, che responsabilizza chi causa i sinistri invece di scaricarne i costi su tutti. E serve un disboscamento delle clausole vessatorie che impediscono ai danneggiati di riparare l’auto dove vogliono, come la legge già garantisce. La delega parla di bonus/malus evoluti e antifrode, ma tace su tutto questo: invece di dare agli assicurati più diritti, più mercato e più concorrenza, si blinda l’esistente”.
L’associazione chiede ora al Parlamento di intervenire sul testo della delega, introducendo criteri direttivi specifici su tre fronti: libertà di scelta del riparatore, nullità delle clausole limitative e superamento del sistema CARD che regola oggi il risarcimento diretto.
