Giorgetti: “Il governo non resterà indifferente sui cambi di proprietà delle sue compagnie assicurative”

Il ministro dell'Economia interviene all'assemblea ANIA e apre alla possibilità di un intervento pubblico sugli assetti azionari delle assicurazioni, con Generali al centro degli equilibri tra Delfin, Caltagirone e la partita Mps-Mediobanca.
Giancarlo Giorgetti

Il governo italiano non intende restare a guardare se gli assetti proprietari delle grandi compagnie assicurative dovessero cambiare in modo da non favorire più l’economia e i risparmiatori del Paese. Lo ha messo in chiaro il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, intervenendo giovedì all’assemblea annuale dell’ANIA, l’associazione di categoria delle assicurazioni e riassicurazioni italiane. Un avvertimento diretto sul futuro di Generali, la principale compagnia assicurativa nazionale, da mesi al centro di manovre finanziarie e da sempre considerata un asset strategico per la gestione di centinaia di miliardi di euro di risparmio degli italiani.

“Il governo farà la sua parte non restando indifferente, se necessario, ai cambiamenti negli assetti proprietari – ha affermato Giorgetti -. I capitali raccolti dagli assicuratori dovrebbero essere indirizzati a sostenere competitività, occupazione e crescita del Paese”.

Lo scacchiere attorno al Leone di Trieste si è fatto più complesso da quando Intesa Sanpaolo, la maggiore banca italiana, punta a diventare primo azionista di Generali attraverso l’operazione da 30 miliardi di euro su Monte dei Paschi di Siena. Come anticipato da Reuters il mese scorso, l’esecutivo auspica che la compagnia triestina mantenga una base azionaria stabile, dopo che lo scorso anno proprio Mps aveva scalato Mediobanca, storico primo socio di Generali con una quota del 13%.

A complicare il quadro concorrono Delfin e Caltagirone, i due principali soci di Mps, che detengono complessivamente il 16,5% anche in Generali. Le due holding si sono però schierate su fronti opposti nella recente battaglia per il rinnovo del cda di Mps, mentre Delfin è impegnata in una riorganizzazione proprietaria che potrebbe portarla a rivedere il proprio portafoglio di partecipazioni. Resta poi un’incognita UniCredit, che ha costruito una posizione vicina al 9% in Mps qualificandola come puro investimento finanziario.

L’Italia può contare sui poteri speciali del “golden power” per bloccare operazioni ostili nel settore finanziario, anche se l’esecutivo ha finora dichiarato di voler mantenere una “posizione neutrale” sull’offerta di Intesa su Mps. Non sono mancate le critiche di chi accusa il governo di interferire troppo spesso nelle vicende societarie: lo scorso anno Generali aveva abbandonato, proprio per le resistenze dell’esecutivo, il progetto con la francese Bpce che avrebbe dato vita al più grande gestore patrimoniale d’Europa, unendo Generali Investments Holding e Natixis Investment Managers.

Sempre dal palco dell’Assemblea dell’ANIA è intervenuto anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani. “Le assicurazioni potrebbero contribuire a finanziare le grandi opere infrastrutturali – ha dichiarato Tajani -, liberando risorse di bilancio da destinare al taglio delle tasse”. Il ministro Giorgetti, dal canto suo, aveva già criticato nel corso del 2025 le compagnie per aver ridotto l’esposizione ai titoli di Stato italiani: “Questo calo è in contrasto con il crescente interesse che abbiamo riscontrato nello stesso periodo sia da parte del mercato retail che degli investitori stranieri”.

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