“A tre anni dall’adozione, l’IFRS 17 appare sempre meno come un mero adempimento contabile e sempre più come un’infrastruttura informativa che incide sulle scelte gestionali, sul dialogo con il mercato e sull’attività di supervisione”. A dirlo è stata Rita Laura D’Ecclesia, Consigliere IVASS, in occasione del convegno “L’IFRS 17 a tre anni dall’adozione: prime valutazioni”, che si è svolto a Roma il 22 giugno.
Nel suo intervento di apertura, D’Ecclesia ha tracciato un primo bilancio dell’applicazione del nuovo principio contabile internazionale, entrato in vigore tre anni fa e destinato a cambiare in modo significativo la rappresentazione dei bilanci delle compagnie assicurative. L’IFRS 17, ha ricordato, ha introdotto un quadro comune a livello internazionale, superando un assetto precedente molto eterogeneo e favorendo maggiore trasparenza e comparabilità.
Secondo IVASS, lo standard ha anche mostrato importanti punti di contatto con Solvency II, pur mantenendo finalità diverse. L’allineamento dei processi valutativi, dove possibile, può aiutare le imprese a ridurre gli oneri di implementazione e a migliorare la lettura dei rischi e dei fondamentali economici. Resta però essenziale presidiare con attenzione le differenze tra i due framework.
Tra gli elementi più innovativi, D’Ecclesia ha richiamato il Contractual Service Margin, che consente di collegare in modo più chiaro l’erogazione del servizio assicurativo al riconoscimento dei margini reddituali. Questo strumento, ha spiegato, contribuisce a rendere più leggibile nel tempo la dinamica dei profitti e rafforza l’attenzione sulla sostenibilità della redditività.
Non mancano, tuttavia, le criticità. L’esperienza applicativa ha confermato che la complessità dell’IFRS 17 non è un elemento passeggero, ma strutturale. Essa riguarda i modelli di misurazione, i sistemi informativi, il rapporto tra competenze contabili e attuariali e, soprattutto, la capacità delle imprese di comunicare in modo chiaro con il mercato.
Proprio la qualità della disclosure rappresenta una delle sfide principali. I bilanci risultano oggi più ricchi di dati e informazioni, ma IVASS richiama le compagnie alla necessità di superare descrizioni generiche e ripetitive, offrendo invece elementi specifici, utili a comprendere le scelte effettuate e a confrontare correttamente le grandezze di bilancio.
In questa prospettiva, la disclosure non deve essere considerata solo un obbligo normativo, ma anche uno strumento strategico di comunicazione. Per le imprese assicurative può diventare un elemento distintivo, capace di raccontare non solo la solidità economica e patrimoniale, ma anche il livello di maturità gestionale.
IVASS, dal secondo semestre 2024, ha avviato analisi cartolari e ispettive per verificare come le compagnie stanno applicando l’IFRS 17. Gli eventuali aspetti comuni che richiederanno aggiustamenti potranno essere condivisi con il mercato attraverso una lettera al sistema.
Guardando avanti, un passaggio importante sarà la Post-Implementation Review che lo IASB dovrebbe avviare dal 2027. Sarà l’occasione per valutare se lo standard stia funzionando come previsto, individuare eventuali criticità e chiarire gli aspetti che richiedono affinamenti. Per IVASS, l’obiettivo resta quello di rafforzare trasparenza, disciplina di mercato, stabilità del sistema e qualità dell’informazione finanziaria assicurativa.
