Sis ID, operatore europeo attivo nella sicurezza dei dati di pagamento e nella prevenzione delle frodi finanziarie, celebra quest’anno dieci anni di attività al servizio delle direzioni finanziarie. Un anniversario che coincide con una fase di rafforzamento della strategia di crescita, anche sul mercato italiano, dove l’azienda punta a consolidare la propria presenza facendo leva su una base clienti in espansione, su un ecosistema di partner sempre più ampio e su una struttura locale in via di sviluppo.
Dall’inizio delle attività in Italia, nel 2023, Sis ID ha registrato una crescita progressiva e significativa, pari al 400%. Un risultato che riflette il crescente interesse delle imprese italiane verso soluzioni avanzate per la protezione dei pagamenti, in un contesto in cui le frodi finanziarie sono in aumento e in cui il tema della responsabilità interna assume un peso sempre più rilevante.
Una garanzia per proteggersi dal rischio frode
Non si tratta, infatti, soltanto di intercettare un IBAN sospetto o una richiesta di pagamento anomala. Per molte aziende, soprattutto quelle che gestiscono grandi volumi di transazioni, il nodo riguarda anche la presa di decisione: chi si assume la responsabilità di autorizzare o bloccare un pagamento? È su questo punto che Sis ID rivendica un elemento distintivo della propria offerta: la possibilità per i clienti di esternalizzare parte del rischio decisionale attraverso una garanzia in perdita pecuniaria che, in caso di frode, può attivarsi fino a un milione di dollari.
La componente assicurativa diventa così parte integrante del modello di protezione. Da un lato offre alle aziende un presidio ulteriore, perché consente di associare alla verifica preventiva dei dati di pagamento anche una copertura economica in caso di perdita. Dall’altro impone alla stessa Sis ID procedure di controllo, protocolli di sicurezza e standard operativi particolarmente stringenti, necessari per rispettare i requisiti fissati dal partner assicurativo che sostiene la garanzia. Secondo l’azienda, questo meccanismo rappresenta un fattore di differenziazione a livello internazionale, perché affianca alla tecnologia di verifica un sistema di indennizzo diretto entro i limiti previsti.
Il tema assume particolare rilevanza alla luce dell’evoluzione del rischio. Nel 2024 l’Italia ha registrato un record storico di 18.714 casi di cyberfrode, secondo i dati pubblicati nel 2025 dal portale d’informazione fr.helm.news. Le perdite finanziarie complessive legate a questi illeciti hanno raggiunto i 186 milioni di dollari, con un incremento del 32% rispetto all’anno precedente. I dati evidenziano come le frodi finanziarie connesse a investimenti e trasferimenti di denaro rappresentino la parte più consistente delle perdite: il 26% dei casi totali concentra infatti l’80% dei capitali sottratti.
Tra le principali tipologie di frode rientrano il Business Email Compromise, il falso IBAN del fornitore attraverso la variazione illecita delle coordinate bancarie e la cosiddetta “truffa del CEO”, in cui i criminali informatici si fingono l’amministratore delegato o un alto dirigente dell’azienda per convincere un dipendente a effettuare un bonifico urgente e riservato. Sono minacce che non riguardano soltanto i grandi gruppi, ma colpiscono anche le PMI, spesso più esposte sul piano organizzativo e culturale.
Secondo i dati forniti dalla società specializzata in sicurezza informatica Cyber Guru, in Italia i settori più colpiti sono il manifatturiero, con il 33% degli incidenti, e il comparto finanziario e assicurativo, con il 30% dei casi. Un dato che conferma quanto il tema della protezione dei pagamenti sia ormai trasversale: riguarda le direzioni finanziarie, le funzioni procurement, la tesoreria, la contabilità, ma anche il mondo assicurativo, chiamato a misurarsi con rischi sempre più ibridi, a metà tra frode finanziaria, cyber risk e responsabilità operativa.
Sul fronte dei pagamenti, secondo l’ultimo rapporto della Banca d’Italia, pubblicato a febbraio 2026, il tasso di frode dei bonifici SEPA istantanei, pur restando superiore a quello delle transazioni ordinarie, è in sensibile diminuzione rispetto al semestre precedente. La riduzione riflette in particolare il rafforzamento dei presidi di prevenzione e le iniziative di sensibilizzazione adottate dai Payment Service Provider dopo l’introduzione, dal 9 ottobre 2025, del servizio VOP, Verification of Payee, pensato per verificare la corrispondenza tra beneficiario e coordinate bancarie nei pagamenti transfrontalieri.
A questo proposito, nell’ottobre 2025 Sis ID ha lanciato VoP Suite, una soluzione software modulare progettata per consentire ai prestatori di servizi di pagamento di offrire una verifica istantanea delle coordinate bancarie, in risposta alla nuova normativa europea. Tuttavia, per il mercato corporate, la sola verifica al momento del pagamento può non essere sufficiente. Le aziende hanno spesso distinte con centinaia o migliaia di righe e, in presenza di esiti incerti o non pienamente corrispondenti, il processo rischia di diventare difficilmente gestibile.
L’approccio di Sis ID mira quindi ad anticipare il controllo lungo la catena purchase-to-pay, verificando le anagrafiche dei beneficiari prima della fase di pagamento. La società utilizza identificativi univoci, come partita IVA e codice fiscale in Italia, invece di basarsi soltanto sulla ragione sociale, che può essere registrata in modo diverso nei database delle imprese e delle banche. Questo consente, secondo l’azienda, di aumentare il livello di riconoscimento automatico dei beneficiari e di ridurre le incertezze operative.
In questo modello, la prevenzione tecnologica e la copertura assicurativa si rafforzano a vicenda. La verifica dei dati consente di ridurre il rischio a monte, mentre la garanzia in perdita pecuniaria interviene come ulteriore elemento di protezione in caso di evento fraudolento. Per le direzioni finanziarie, ciò significa poter contare non solo su uno strumento di controllo, ma anche su una forma di tutela economica che aiuta a ridurre il peso della responsabilità interna.
Tra i casi di frode finanziaria più recenti ed eclatanti in Italia si segnala quanto accaduto a un’azienda di Vicenza, vittima di una truffa informatica da 1,3 milioni di euro. La società aveva ricevuto una richiesta di pagamento da un fornitore abituale, ma i criminali informatici, dopo aver violato l’email di quest’ultimo, avevano sostituito l’IBAN in fattura con coordinate bancarie ungheresi, disperdendo poi i fondi verso l’Asia. Grazie alle indagini del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Vicenza e alla collaborazione con Europol, è stato possibile individuare sei conti esteri e recuperare parte della somma sottratta.
“Il mercato italiano è per Sis ID una leva strategica di crescita. I risultati raggiunti in tempi rapidi e la qualità dei clienti acquisiti dimostrano la rilevanza della nostra offerta e la nostra capacità di rispondere concretamente alle esigenze delle imprese nella prevenzione delle frodi. Come strategia operativa vogliamo consolidare la presenza sul territorio e i rapporti con i partner tramite eventi, e investire di più nel marketing per far crescere rapidamente la notorietà del brand”, afferma Anna Ongaro, Country Manager per l’Italia di Sis ID.
Nel nostro Paese Sis ID collabora già con importanti realtà imprenditoriali, tra cui ASTM, Fincantieri, BNL e Bridgestone. L’azienda vanta inoltre partnership con società specializzate nella gestione della tesoreria aziendale e nella pianificazione finanziaria, come Piteco, BNP Paribas, Esker e Kyriba.
“Sis ID crede con convinzione nel potere della collaborazione”, sottolinea Anna Ongaro. “La frode opera a livello internazionale e anche le nostre risposte devono essere unitarie e transnazionali. Se la nostra soluzione consente di aggregare, in un unico punto di accesso, dati verificati provenienti da molteplici fonti di connessione in tutto il mondo, il suo vero elemento distintivo risiede soprattutto nella forza dei numeri della nostra comunità. Da dieci anni, gli storici delle transazioni di tutti i nostri utenti vengono anonimizzati e criptati in un master database globale, a beneficio dell’intera clientela. Se un IBAN fraudolento viene identificato presso un utente, l’informazione viene immediatamente condivisa a vantaggio di tutto il nostro ecosistema”.
La prospettiva di crescita in Italia resta quindi legata a tre direttrici principali: rafforzamento della presenza locale, ampliamento dell’ecosistema di partner e valorizzazione di un modello che combina prevenzione, collaborazione e protezione assicurativa. In un mercato in cui le frodi finanziarie diventano sempre più sofisticate, la sfida non è soltanto bloccare l’attacco, ma aiutare le imprese a gestire il rischio, la responsabilità e le conseguenze economiche di una decisione sbagliata.
