Ania: fondi sanitari e assicurazioni a sostegno del SSN

Nell’audizione in Senato, l’Associazione propone il riordino della sanità integrativa e un maggiore coinvolgimento del settore assicurativo per ridurre la spesa diretta delle famiglie e alleggerire le liste d’attesa.
Giovanni Liverani_Presidente di Ania

Ania chiede di rafforzare il ruolo di fondi sanitari e assicurazioni come strumenti complementari, e non alternativi, al Servizio Sanitario Nazionale. È questa la posizione espressa da Giovanni Liverani, presidente di Ania, nel corso dell’audizione in Senato sul disegno di legge dedicato alla riorganizzazione e al potenziamento dell’assistenza sanitaria territoriale e ospedaliera.

Secondo l’Associazione, il sistema sanitario italiano mantiene un buon livello di prestazioni, competenze e strutture, ma presenta fragilità che richiedono interventi mirati. Tra queste, la sostenibilità finanziaria del SSN, le differenze territoriali nell’accesso alle cure, le liste d’attesa, la necessità di investimenti nelle strutture e il potenziamento dell’assistenza ai pazienti cronici e non autosufficienti.

Il punto centrale riguarda la spesa sanitaria privata. Nel 2024, ricorda Ania, la spesa sanitaria complessiva in Italia ha raggiunto i 185 miliardi di euro: 137 miliardi di spesa pubblica e 47 miliardi di spesa privata, di cui 41 miliardi sostenuti direttamente dalle famiglie. Fondi e assicurazioni intermediano oggi solo poco più di 6 miliardi, circa il 10% della spesa privata.

Per questo Ania propone una revisione organica dei fondi sanitari integrativi, includendo anche forme assicurative collettive e individuali aperte ai cittadini che non dispongono di un contratto collettivo di riferimento. L’obiettivo è costruire un secondo e terzo pilastro sanitario capaci di sostenere il SSN, aumentando la quota di spesa privata intermediata e riducendo il peso diretto sulle famiglie.

Tra le proposte indicate figurano incentivi fiscali per fondi sanitari collettivi e nuovi fondi individuali di tipo assicurativo, oltre a misure per ricanalizzare parte della spesa privata verso il sistema pubblico, anche attraverso prestazioni in libera professione intramuraria e convenzioni con strutture pubbliche. In questo modo, secondo Ania, si potrebbe generare una fonte di finanziamento aggiuntiva per il SSN e contribuire indirettamente alla riduzione delle liste d’attesa.

L’Associazione chiede inoltre un riordino dei fondi sanitari, con regole più chiare in materia di governance, trasparenza, vigilanza e solidità patrimoniale. Il modello auspicato è quello di un sistema unitario che disciplini fondi collettivi e individuali, garantendo equità di trattamento tra fondi e polizze assicurative e una maggiore tutela degli assistiti.

Ania propone anche di ampliare l’ambito delle prestazioni integrative, includendo diagnostica, visite anche in telemedicina, prestazioni in intramoenia e programmi di prevenzione. Sul fronte degli investimenti, l’Associazione individua poi un ulteriore spazio di collaborazione pubblico-privato nell’impiego del risparmio assicurativo per l’ammodernamento delle strutture sanitarie pubbliche.

Infine, particolare attenzione viene dedicata al tema della non autosufficienza, soprattutto degli anziani. Ania lo considera un nodo strutturale, legato all’invecchiamento della popolazione, alla denatalità e alla pressione finanziaria sul sistema sanitario, e ribadisce la disponibilità del settore assicurativo a collaborare con le istituzioni per costruire una rete di protezione finanziario-assistenziale.

Nelle conclusioni, Liverani auspica che il disegno di legge venga arricchito con criteri direttivi capaci di valorizzare fondi sanitari e assicurazioni come strumenti di sostegno al SSN, con l’obiettivo di preservarne il ruolo sociale e renderne più sostenibile la stabilità finanziaria.

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