La gestione delle flotte aziendali in Italia si muove tra spinte alla transizione ecologica e ostacoli normativi che ne rallentano l’evoluzione. È quanto emerge dall’instant survey presentata nel corso del Fleet Motor Day, giunto alla sua dodicesima edizione e promosso da LabSumo, con la partecipazione di Best Mobility e con il patrocinio delle Associazioni ANFIA, ANIASA, Motus-E e UNRAE.
Se da un lato cresce l’elettrificazione dei parchi auto aziendali, sostenuta da motivazioni ambientali, incentivi fiscali e obiettivi ESG sempre più centrali nelle strategie corporate, dall’altro, il sistema fiscale italiano continua a rappresentare uno dei principali freni al rinnovo delle flotte, complicando le scelte operative dei gestori.
Fisco, il primo freno alle scelte delle flotte
Secondo i dati raccolti tra i fleet manager di grandi aziende, la complessità del fisco è oggi uno degli ostacoli principali. In particolare, l’introduzione e le successive modifiche dei fringe benefit hanno generato incertezza sul calcolo del “valore normale”, indicato da oltre quattro intervistati su dieci come una delle principali criticità. A pesare sono anche la gestione delle riassegnazioni dei veicoli e il trattamento delle ricariche domestiche per le auto elettriche, che in alcuni casi finiscono per essere soggette a una doppia imposizione.
Elettrificazione in accelerazione tra incentivi e ESG
Sul fronte della transizione energetica, il 71% delle aziende ha già introdotto in modo significativo veicoli elettrificati nella propria flotta. Tuttavia, una quota non trascurabile resta cauta: il 23% non prevede un’adozione nel breve periodo, mentre il 6% procede con gradualità. La spinta verso l’elettrico resta legata soprattutto a fattori ambientali e fiscali, ma emerge anche una criticità normativa rilevante: il trattamento fiscale dei full hybrid, equiparati a benzina e diesel, viene considerato penalizzante da oltre la metà dei rispondenti, che ne invocano una revisione per rendere più coerente il percorso di decarbonizzazione.
Telemetria ancora poco diffusa nonostante i vantaggi
Accanto all’elettrificazione, il report evidenzia un altro divario: quello della telematica. Nonostante il ruolo strategico che questi sistemi potrebbero avere nella gestione efficiente delle flotte, la loro diffusione resta limitata. Solo il 19% delle aziende li utilizza in modo strutturato, mentre una quota significativa non li adotta per timori legati alla privacy e ai rapporti sindacali. Anche i costi rappresentano un freno rilevante, mentre una parte dei fleet manager segnala la mancanza di tempo e strumenti analitici adeguati per sfruttarne appieno il potenziale. In prospettiva, l’intelligenza artificiale potrebbe ridurre queste barriere, rendendo più accessibile l’analisi dei dati e l’ottimizzazione delle performance.
