HDI Risk Consulting, società controllata da HDI Global, ha utilizzato Acapulco come caso di studio per evidenziare come il cambiamento climatico stia ridefinendo il profilo di rischio di una primaria destinazione turistica costiera, con potenziali impatti sulla disponibilità e sui prezzi delle coperture assicurative.
Gli studi di HDI suggeriscono che, senza ulteriori misure tecniche o di natura, la linea costiera si sta spostando verso l’interno di circa 1,20 metri all’anno. La perdita di terra restringe la spiaggia, che è alla base dell’offerta turistica locale, ed erode le difese naturali come le mangrovie, le dune e i cordoni litoranei.
L’indebolimento di queste barriere frangiflutti aumenta l’esposizione alle mareggiate e alle forti onde, un fenomeno evidenziato dall’uragano Otis, che ha causato ingenti danni a hotel, porti turistici e altre infrastrutture costiere. La corrosione accelerata dal contatto con l’acqua salata deteriora le strutture costiere con una velocità ben superiore a quella prevista in sede di progettazione, con ricadute sulle assicurazioni. E poi ci sono i rischi sanitari: l’intrusione di acqua salata nelle falde freatiche e i potenziali sversamenti fognari dopo eventi di pioggia intensa mettono a rischio la salute di residenti e turisti.
“Le nostre analisi non considerano i rischi climatici fisici in modo isolato, ma come un sistema interconnesso – ha affermato Johanna Rohrer, Risk Analyst Natural Hazards at HDI Risk Consulting -. Questo evidenzia come l’erosione costiera e l’innalzamento del livello del mare si stiano gradualmente combinando per creare nuovi rischi infrastrutturali ed economici”.
