Unipol, utile a 1,5 miliardi nel 2025: il Gruppo assicurativo italiano accelera su tutti i fronti

Il CdA approva il bilancio 2025 con risultati storici: utile netto consolidato a +36,8%, raccolta premi a 17,4 miliardi, combined ratio Danni al 92,9% e dividendo in rialzo del 32%. Un esercizio che consolida la leadership del Gruppo nel mercato assicurativo italiano.
Carlo Cimbri Presidente Gruppo Unipol

Il Consiglio di Amministrazione del Gruppo Unipol, riunito sotto la presidenza di Carlo Cimbri, ha approvato il 27 marzo scorso confermando i dati preliminari già comunicati al mercato a febbraio.
L’utile netto consolidato si attesta a 1.530 milioni di euro, in crescita del 36,8% rispetto agli 1.119 milioni del 2024, mentre il risultato netto del Gruppo Assicurativo – che esclude il contributo delle partecipate bancarie – raggiunge 1.208 milioni, segnando un balzo del 40,5% rispetto agli 860 milioni dell’anno precedente.

Raccolta premi: 17,4 miliardi con il Vita che accelera

Il primo segnale di salute strutturale arriva dalla raccolta diretta assicurativa, che nel 2025 ha raggiunto i 17,4 miliardi di euro, segnando una crescita dell’11,1% sull’anno precedente. Il comparto Danni cresce del 4,5% a quota 9,6 miliardi – con l’Auto a 4,5 miliardi (+3,6%) e il Non-Auto a 5 miliardi (+5,2%) – mentre il comparto Vita registra un’accelerazione significativa, arrivando a 7,8 miliardi con un incremento del 20,6%. Quest’ultimo risultato è stato trainato dai canali bancassicurativo e agenziale, oltre che dall’acquisizione di nuovi grandi contratti collettivi previdenziali. Anche depurando questi ultimi, la crescita normalizzata si attesta comunque al 12,9%, il che esclude ogni effetto meramente una tantum.

Combined ratio e loss ratio: la gestione tecnica migliora

Sul fronte della qualità tecnica, il combined ratio Danni si attesta al 92,9%, in miglioramento rispetto al 93,6% del 2024. Ma il dato più significativo è l’andamento del loss ratio, sceso di 2,5 punti percentuali dal 67,6% al 65,2%: significa che per ogni euro di premio incassato, Unipol paga meno in sinistri e gestisce meglio il rischio sottoscritto. Il combined ratio del comparto Auto crolla al 94,8%, con un miglioramento di ben 5,2 punti percentuali rispetto al 100% registrato nel 2024. Il risultato ante imposte del settore Danni arriva così a 926 milioni di euro, in crescita del 72,5% rispetto ai 537 milioni del 2024. Nel Vita, il risultato ante imposte si porta a 369 milioni (+13,6%), con un equilibrio attento tra remunerazione degli assicurati – il rendimento delle gestioni separate è cresciuto di 9 basis point, dal 2,20% al 2,29% – e mantenimento di margini adeguati per il Gruppo.

Solidità patrimoniale: Solvency ratio al 230%

Sul piano della solidità patrimoniale, il Gruppo chiude l’anno con un patrimonio netto consolidato di 10,7 miliardi di euro e fondi propri a 12,2 miliardi, superiori per circa 7 miliardi al capitale minimo regolamentare richiesto. Il Solvency ratio consolidato sale al 230%, rispetto al 212% di fine 2024; il Solvency ratio del Gruppo Assicurativo – calcolato escludendo il consolidamento pro quota delle partecipazioni bancarie – raggiunge il 279%, rispetto al 260% precedente. Numeri che collocano Unipol tra le compagnie europee con il profilo di solidità più robusto nel panorama assicurativo continentale.

Il dividendo: 1,12 euro per azione, +31,8%

Il Consiglio ha proposto la distribuzione di un dividendo di 1,12 euro per azione, interamente per cassa, in rialzo del 31,8% rispetto agli 0,85 euro dell’anno precedente, per un ammontare complessivo di circa 804 milioni di euro. Il dividend yield, calcolato sul prezzo medio di chiusura di gennaio 2026, si attesta al 5,7% – un rendimento di tutto rispetto nel contesto attuale di mercato. Il pagamento è previsto dal 20 maggio 2026, con stacco cedola il 18 maggio e record date il 19 maggio, subordinatamente all’approvazione dell’Assemblea degli Azionisti convocata per il 29 aprile prossimo.

Sostenibilità: il 42,6% dei premi ha valore sociale o ambientale

I premi relativi a soluzioni a valore sociale e ambientale hanno raggiunto i 7,4 miliardi di euro, pari al 42,6% della raccolta complessiva, in netta crescita rispetto al 31,5% del 2024. Una quota che include prodotti a protezione della salute, coperture per eventi climatici estremi, soluzioni previdenziali e prodotti classificati ai sensi dell’articolo 8 SFDR. Sul fronte della gestione dei rischi catastrofali – tema diventato cruciale dopo l’introduzione dell’obbligo normativo di copertura CAT-NAT – il Gruppo ha allocato un capitale massimo di 600 milioni di euro per la copertura di questi rischi, coerentemente con il Piano di Sostenibilità 2025-2027. Un impegno che posiziona Unipol come pilastro della resilienza del sistema produttivo italiano. Altrettanto significativo il percorso di decarbonizzazione: le emissioni di Scope 1 e 2 si sono ridotte del 60,1% rispetto alla baseline del 2019, mentre l’intensità carbonica del portafoglio di investimenti (Scope 3) è scesa a 25,3 tCO2eq per milione di euro investito, da 59 tCO2eq del 2022. Gli investimenti a supporto dell’Agenda ONU 2030 ammontano a 1,71 miliardi di euro, in linea con l’obiettivo di 1,8 miliardi fissato per il 2027. Sul piano della protezione sociale, Unipol ha raggiunto con le proprie coperture Welfare il 16,1% della popolazione residente in Italia, confermandosi uno degli attori centrali nell’integrazione tra welfare pubblico e privato.

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