Gestire il rischio agricolo: nasce il corso Agririsk Management per affrontare le sfide climatiche

Il comparto agricolo italiano affronta un 2024 record per eventi estremi, con danni da 9 miliardi di euro. Il nuovo corso di formazione, lanciato da Cineas e Asnacodi, mira a preparare i professionisti a gestire il rischio in un settore sempre più esposto a rischi sistemici.
agricoltura

Il comparto agricolo del nostro Paese sta affrontando una delle sfide più complesse della sua storia recente: secondo i dati elaborati da Coldiretti e Eswd, infatti, il 2024 è stato un anno record per gli eventi estremi, con una media di oltre dieci episodi al giorno tra nubifragi, siccità e grandinate, che hanno causato danni al settore per circa 9 miliardi di euro. In questo contesto Cineas – Asnacodi hanno lanciato il corso Agririsk Management per formare i professionisti della gestione del rischio nel settore agricolo.

In un solo decennio, la frequenza di questi accadimenti è praticamente quadruplicata, rendendo l’instabilità climatica non più un’emergenza sporadica, ma una condizione strutturale che il mercato deve considerare e imparare a gestire e fronteggiare. 

“In una situazione di questo tipo – ha precisato Emanuele Salvador, docente di Cineas, Consorzio Universitario fondato dal Politecnico di Milano e specializzato nella diffusione della cultura del rischio – la gestione del rischio affrontata in modo settoriale o reattivo non è più sufficiente e non può più garantire la sopravvivenza delle imprese. Il settore agricolo, come molti altri, è sempre più esposto a rischi sistemici e interconnessi, aggravati da eventi climatici estremi, crisi sanitarie, instabilità dei mercati e trasformazioni normative. Per far fronte a tali sfide occorrono competenze trasversali, capacità di analisi e strumenti decisionali agili, in grado di affiancare e guidare tutti i portatori di valore coinvolti: le imprese agricole, gli intermediari, le compagnie assicurative e le pubbliche amministrazioni. Ed è per questo che, insieme al prezioso supporto di Ansacodi, abbiamo ideato il corso specialistico Agririsk Management, destinato a chi opera nel settore e necessita di una visione completa e aggiornata delle dinamiche di rischio in agricoltura”. 

Il costo del rischio e la necessità di un nuovo approccio

I dati Ismea e Asnacodi evidenziano come la pressione sui margini degli agricoltori sia diventata insostenibile: a fronte di un aumento dei rischi, il sistema assicurativo e i fondi mutualistici (come AgriCat) richiedono competenze sempre più specializzate per essere utilizzati in modo efficace. Attualmente l’Italia presenta ancora un forte divario tra l’esposizione al rischio e la copertura effettiva e, purtroppo, solo una parte residuale delle perdite agricole è adeguatamente protetta. 

“Occorre – ha aggiunto Andrea Berti, presidente di Asnacodi Italia, associazione nazionale dei Condifesa – cambiare radicalmente approccio e passare da una gestione del rischio puramente risarcitoria ad una preventiva. Non si tratta, infatti, soltanto di assicurare un terreno, ma di mappare le minacce e conoscere tutti gli strumenti a disposizione. La formazione specialistica diventa, quindi, il principale strumento di difesa perché un professionista formato è in grado di trasformare il costo del rischio in un investimento per la resilienza dell’impresa, garantendo la continuità operativa anche di fronte a eventi climatici avversi”. 

Il ruolo centrale della formazione

Il corso Agririsk Management – in programma dal 3 marzo al 13 maggio 2026 – nasce proprio per colmare il gap di competenze tra la gestione tecnica della produzione e quella strategica del rischio. Il percorso formativo – che ha ottenuto l’accreditamento presso il Collegio Nazionale periti agrari e periti agrari laureati – è rivolto a consulenti, intermediari assicurativi, periti, funzionari dei Consorzi di difesa e dirigenti di aziende agricole e della pubblica amministrazione e fornisce una visione a 360 gradi sul risk management in agricoltura, con particolare attenzione ai rischi legati ai cambiamenti climatici, alle emergenze sanitarie e alla crescente complessità dei mercati agricoli. Il programma prevede un approccio multidisciplinare che combina lezioni tecniche e frontali con analisi di casi reali e un business game finale per testare sul campo le competenze apprese durante il percorso. 

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