Spegnere il rischio incendio con la tecnologia

Il 2025 è stato l'anno nero per gli incendi, soprattutto in California. Tra polizze negate, interventi pubblici e modelli predittivi basati su AI, il settore assicurativo prova a rendere di nuovo sostenibile la copertura dei territori più esposti
Spegnere il rischio incendio con la tecnologia

Nel primo trimestre del 2025 l’area di Los Angeles è tornata a fare i conti con uno dei suoi incubi ricorrenti: gli incendi. Una serie di roghi ha provocato almeno 27 vittime e perdite economiche stimate intorno ai 250 miliardi di dollari. Di questi, circa 40 miliardi sarebbero coperti da assicurazione.

Per le compagnie che operano in California non è una sorpresa. Gli incendi boschivi sono da anni una variabile strutturale del rischio, tanto che già nel 2024 alcune assicurazioni avevano iniziato a negare il rinnovo delle polizze in quartieri già colpiti in passato, come Pacific Palisades, nel tentativo di contenere le perdite.

I numeri aiutano a capire la portata del fenomeno. Tra il 2020 e il 2022 – secondo il Dipartimento delle Assicurazioni della California – le compagnie hanno scelto di non rinnovare milioni di polizze casa, in parte come risposta alla crescente esposizione al rischio incendi.

Quando l’assicurazione non assicura

Di fronte a questo scenario, il Commissario per le Assicurazioni della California è intervenuto con una moratoria entrata in vigore il 10 gennaio 2025: per i 12 mesi successivi le compagnie non possono annullare né rifiutare il rinnovo delle polizze nelle aree colpite dagli incendi.

Parallelamente, una nuova legge statale consente alle assicurazioni di adeguare i prezzi includendo le perdite stimate tramite modelli catastrofali e i costi della riassicurazione, a partire dal 14 gennaio 2025. La condizione, però, è chiara: continuare a offrire copertura anche nelle zone più esposte.

Resta comunque il problema di chi dal mercato tradizionale è già rimasto fuori. In California esistono soluzioni assicurative statali dedicate a chi è stato rifiutato dalle compagnie private, ma le risorse sono limitate. Per questo è allo studio anche un possibile sussidio federale sui premi nelle aree ad alto rischio, con un meccanismo di condivisione del rischio tra governo e assicuratori che permetterebbe agli immobili di restare assicurabili.

Un modello di questo tipo non sarebbe una novità assoluta: nel Regno Unito funziona con FloodRe, uno schema di riassicurazione che consente di mantenere assicurate le abitazioni situate in aree ad alto rischio di alluvione grazie al supporto pubblico al settore assicurativo.

Kettle e Delos Insurance, due Mga per contrastare il rischio incendio

Un ulteriore aiuto a quelle persone considerate dalle compagnie troppo rischiose per ottenere una copertura tradizionale arriva da due Mga insurtech ad alto tasso di innovazione che operano in California: Kettle e Delos Insurance. La prima ha sviluppato modelli avanzati di deep learning che analizzano un’ampia gamma di dati, incluse immagini satellitari e informazioni meteorologiche, per prevedere con precisione i rischi legati agli incendi e ad altri disastri naturali. “Utilizziamo tecnologie avanzate, inclusi modelli di deep learning, per identificare proprietà considerate non assicurabili a causa del rischio incendi ma che, in base alla nostra ampia base dati, risultano in realtà meno rischiose di quanto percepito – ci racconta Brian Espie, Chief Underwriting Officer di Kettle – In risposta agli eventi catastrofici di Los Angeles, abbiamo rapidamente individuato i nostri assicurati coinvolti e siamo in grado di liquidare i sinistri in modo rapido, senza lunghi processi di perizia”.

Delos Insurance ha sviluppato modelli proprietari sugli incendi boschivi, altamente accurati, che utilizzano per l’underwriting. “Questi modelli avevano già previsto che le aree colpite dagli incendi in California presentassero un’elevata esposizione a incendi gravi – afferma a Insurzine Kevin Stein ceo e co-founder Delos Insurance – Proprio grazie a questa precisione, riusciamo a offrire copertura nelle zone maggiormente esposte al rischio incendi in modo sostenibile dal punto di vista economico, con tariffe competitive e garantendo stabilità ai proprietari di case. Poiché l’affidabilità dei nostri modelli continua a essere confermata, proseguiamo nell’offrire copertura ai californiani in tutto lo Stato, inclusa Los Angeles”.

Sia Stein che Espie concordano sul fatto che la tecnologia da sola non può risolvere il problema degli incendi boschivi. È necessario infatti intervenire a livello infrastrutturale. “È difficile attribuire un livello di distruzione così elevato a una singola carenza – dice Espie – Tuttavia, i danni avrebbero potuto essere ridotti con regolamenti edilizi che imponessero la costruzione di abitazioni più resistenti agli incendi. Anche la creazione di uno spazio di difesa attorno alle case, libero da vegetazione e materiali combustibili, ha dimostrato di ridurre significativamente il rischio che una struttura prenda fuoco durante un incendio. È fondamentale che le comunità adottino pienamente queste misure di mitigazione per garantire la resilienza dell’intero territorio”.  “Questi incendi sono stati tragici, ma per noi non sorprendenti – aggiunge Stein –  stiamo riscontrando che eventi di questo tipo possono essere previsti, nel senso che disponiamo di modelli che avevano correttamente anticipato la probabilità che episodi simili si verificassero proprio nelle aree colpite dagli incendi di Los Angeles del 2025. A nostro avviso, queste zone sono esposte a un livello estremo di rischio incendi, molto difficile da mitigare, soprattutto alla luce di come le condizioni climatiche siano cambiate attorno a comunità presenti da decenni. I forti venti associati a questi eventi rendono estremamente complessa l’attività di spegnimento; per questo uno degli strumenti più efficaci a disposizione delle comunità è il rafforzamento delle abitazioni contro l’ingresso di braci incandescenti. È incoraggiante vedere un numero crescente di iniziative in questa direzione” conclude Stein.

Il caso californiano mostra come l’assicurabilità dei rischi climatici stia diventando un nodo cruciale non solo per i proprietari di casa, ma per l’equilibrio dell’intero sistema assicurativo. Tra innovazione tecnologica, interventi regolatori e politiche di mitigazione fisica del rischio, la sfida non riguarda più se assicurare, ma come rendere sostenibile l’assicurazione in un clima che cambia.

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