L’Italia è entrata in pieno nel suo “inverno demografico”. A dirlo è il presidente di Ania, Giovanni Liverani, ascoltato dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sugli effetti economici e sociali della transizione demografica. Il quadro tracciato è di forte preoccupazione: la popolazione con più di 65 anni ha raggiunto il 24,3% nel 2023 e potrebbe superare il 34% entro il 2050, mentre il calo della natalità ridurrà di circa 4,4 milioni la popolazione attiva nei prossimi dieci anni, con un rapporto tra anziani e lavoratori destinato a salire oltre il 60% entro il 2060.
Questa dinamica, ha spiegato Liverani, genera tre grandi fragilità: finanziaria, sanitaria e sociale. Da un lato i futuri tassi di sostituzione delle pensioni obbligatorie potrebbero scendere sotto il 60% per i dipendenti privati e sotto il 50% per gli autonomi; dall’altro l’invecchiamento spinge in alto la domanda di assistenza di lungo termine, con una spesa privata stimata già oggi oltre i 30 miliardi di euro e liste d’attesa che spingono milioni di persone a rinunciare alle cure. A questo si aggiunge la crisi del ruolo tradizionale della famiglia come principale care-giver, con un rischio crescente di isolamento e di oneri insostenibili per i nuclei più fragili.
Secondo Ania il welfare pubblico, vincolato da rigidità di bilancio, non potrà reggere da solo l’urto della transizione demografica. Per questo Liverani indica come “imperativo urgente” la costruzione di un welfare privato integrativo e complementare, fondato su tre pilastri: una più ampia diffusione della previdenza complementare (oggi attivata solo dal 38% dei lavoratori), lo sviluppo di coperture contro la non autosufficienza, anche attraverso schemi obbligatori o universali, e il rafforzamento del secondo e terzo pilastro sanitario tramite fondi e polizze in grado di sostenere e integrare il Servizio sanitario nazionale.
Per trasformare l’“inverno demografico” in una “primavera socio-economica”, Ania individua due leve immediate: più informazione e consapevolezza – a partire dall’educazione finanziaria e da strumenti digitali che rendano chiara la propria posizione previdenziale – e una profonda revisione di incentivi fiscali e regolatori, dall’iscrizione automatica ai fondi pensione ai maggiori vantaggi fiscali per previdenza, sanità integrativa e coperture LTC. Senza interventi strutturali, ha concluso Liverani, sono a rischio equilibrio intergenerazionale, sostenibilità della finanza pubblica e adeguatezza delle prestazioni del welfare italiano.
