All’Italian InsurTech Summit 2025 di Milano, il 20 novembre, il presidente ANIA Giovanni Liverani ha aperto i lavori richiamando il ruolo chiave dell’innovazione per aumentare la penetrazione assicurativa e colmare i protection gap. Un tema che per lui non è solo uno slogan, ma la missione strategica del settore per il prossimo decennio.
Liverani ha ricordato come l’Italia sia ancora in ritardo rispetto ai partner europei, soprattutto nei rami danni, nella protection e nella previdenza vita. Il rapporto premi Danni/PIL resta inferiore a quello di Paesi come Germania e Francia e, al netto dell’RC Auto, il divario con la media europea si allarga ulteriormente. Emblematico il caso delle coperture contro le calamità naturali: solo una piccola quota di abitazioni e imprese italiane è assicurata, mentre in Francia la quasi totalità è protetta. Non si tratta solo di numeri, ma di una vulnerabilità che pesa su famiglie, imprese e competitività del sistema Paese.
Per colmare questo gap, secondo Liverani, non basta l’advocacy presso le istituzioni o l’educazione assicurativa, che restano comunque fondamentali. La vera svolta arriva dalla tecnologia: sensori, IoT, dati in tempo reale e intelligenza artificiale consentono di passare da un modello basato sul semplice risarcimento dopo il sinistro a uno incentrato sulla prevenzione e sulla protezione continua. Le compagnie possono così affiancare il cliente prima che accada qualcosa di grave, premiando i comportamenti virtuosi, segnalando in anticipo rischi e anomalie, offrendo servizi immediati in caso di bisogno.
In questo scenario, l’Insurtech non è un’alternativa al modello tradizionale, ma la sua naturale evoluzione. Le compagnie consolidate e le startup innovative, sottolinea Liverani, non devono considerarsi avversarie, bensì alleate per sfruttare l’enorme potenziale ancora inesplorato del mercato assicurativo italiano. A condizione, però, che il cambiamento sia anche culturale: tutta l’organizzazione, dal vertice ai più giovani, deve essere orientata al cliente, alla qualità del servizio e all’innovazione.
L’obiettivo è un futuro in cui le compagnie non siano percepite solo come soggetti che pagano i danni, ma come partner di vita, capaci di aiutare le persone a vivere meglio, più a lungo e in maggiore sicurezza.
