Liverani (Ania): “Il settore assicurativo è un pilastro per la crescita del Paese”

Nel corso dell’audizione sul Bilancio 2026, il Presidente dell'Associazione ha ribadito la disponibilità del mercato assicurativo di contribuire ai conti pubblici ma chiede misure fiscali eque e di lungo periodo.
Ania, Liverani

Nel corso dell’audizione alle Commissioni Bilancio di Senato e Camera sul disegno di legge di Bilancio 2026, il Presidente dell’Ania, Giovanni Liverani, ha ribadito il ruolo del settore assicurativo come un pilastro dell’economia italiana, sottolineando come esso non si limiti alla protezione di famiglie e imprese, ma rappresenti anche un investitore istituzionale primario e un contribuente significativo per lo Stato. Liverani ha ricordato che ogni anno le compagnie assicurative versano complessivamente oltre 12 miliardi di euro di imposte, una cifra quasi doppia rispetto alla media degli altri settori economici. Un contributo, ha precisato, che testimonia la solidità e la responsabilità del comparto, ma che non può essere considerato inesauribile.

Migliorare misure fiscali

Il Presidente dell’associazione ha richiamato l’attenzione del Parlamento sull’impatto delle nuove misure fiscali previste dal disegno di legge, in particolare sull’aumento temporaneo dell’aliquota Irap dal 5,9% al 7,9% per il triennio 2026-2028.

“Il nostro auspicio – ha affermato – è che l’arco temporale della misura possa essere ridotto o che, al termine del triennio, l’aliquota torni ad allinearsi a quella degli altri settori”.

Liverani ha inoltre sottolineato che in termini cumulati, il loro contributo straordinario nell’orizzonte temporale della legge di bilancio 2026 è stimabile in 2,2 miliardi, di cui 600-700 milioni derivanti da eccedenze generate da misure pregresse”. Ha poi espresso preoccupazione per la riduzione delle detrazioni Irpef sui redditi superiori a 200 mila euro, che coinvolge anche i premi assicurativi legati a finalità previdenziali, assistenziali e di protezione.

“Ridurre gli incentivi fiscali per polizze vita, long term care o contro le calamità naturali è l’esatto contrario di ciò che servirebbe in un Paese già largamente sotto-assicurato – ha dichiarato – Si tratta di un segnale distonico e diseducativo per i cittadini”.

Nel suo intervento, Liverani ha poi affrontato il tema della tassazione integrale dei dividendi derivanti da partecipazioni inferiori al 10%, evidenziando il rischio di una doppia imposizione sugli utili societari e di un possibile freno agli investimenti delle compagnie nell’economia reale. Ha inoltre richiamato l’attenzione sulla deducibilità delle svalutazioni e sul nuovo criterio di valutazione delle obbligazioni, segnalando che l’incertezza interpretativa potrebbe generare costi amministrativi elevati e disallineamenti tra bilancio e fisco, vanificando gli obiettivi di semplificazione della riforma fiscale.

Le assicurazioni come strumento capace di contribuire alla soluzione di questioni sociali ed economiche di lungo periodo

Il numero uno di Ania ha invitato il legislatore a considerare l’assicurazione come uno strumento capace di contribuire alla soluzione di questioni sociali ed economiche di lungo periodo, non solo come una fonte occasionale di prelievo fiscale proponendo, tra l’altro, di rafforzare la previdenza complementare attraverso l’iscrizione automatica dei nuovi lavoratori e l’aumento delle soglie di deducibilità dei contributi, ferme da oltre vent’anni, e di incentivare la sanità integrativa eliminando l’imposta sui premi e prevedendo detrazioni per le polizze individuali collegate al sistema pubblico.

Liverani ha poi segnalato l’urgenza di sviluppare una copertura obbligatoria per la non autosufficienza (Ltc) e di sbloccare il fondo di private debt promosso da Ania e destinato a sostenere le Pmi italiane. “Una semplice modifica normativa sulla garanzia Sace ‘Archimede’ – ha spiegato – permetterebbe di attivare in tempi rapidi risorse fino a 800 milioni di euro a beneficio del tessuto produttivo”.

Concludendo il suo intervento, Liverani ha ribadito la disponibilità del settore a contribuire in modo responsabile al risanamento dei conti pubblici, ma ha rivolto un invito a utilizzare l’assicurazione per quello che è: uno strumento potente e moderno per affrontare sfide strutturali come l’invecchiamento della popolazione, il welfare e la crescita economica. “Solo se messa nelle condizioni di operare in modo competitivo l’assicurazione potrà aiutare l’Italia a diventare più forte, più inclusiva e – ha concluso – più resiliente”.

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