Fiducia e impatto. Due parole che guidano la missione di NovoAI, una realtà AI-native specializzata nella trasformazione digitale del settore assicurativo, con un focus particolare sulla gestione delle richieste di risarcimento. L’obiettivo della società, che opera nell’area Apac, è automatizzare e ottimizzare operazioni che per il settore assicurativo risultano costose, ripetitive e lente, sfruttando modelli di IA avanzata. A raccontarci l’insurtech è uno dei suoi Co-Fondatori e Cso, Julien Condamines.
Dal sogno di diventare imprenditore alla fondazione della startup NovoAI
Diventare imprenditore è sempre stata la massima aspirazione di Condamines e, dopo alcune esperienze in startup altrui, comprese che preferiva costruire una tecnologia propria piuttosto che limitarsi a parlarne.
L’idea di fondare NovoAI nacque dall’esperienza maturata all’interno di una compagnia assicurativa, dove il fondatore individuò un problema concreto che l’intelligenza artificiale poteva contribuire a risolvere.
“Tutto è iniziato – racconta – estraendo dati da documenti assicurativi non strutturati. È stato allora che ci siamo resi conto di quanto le informazioni legate ai sinistri e alle sottoscrizioni fossero preziose, ma al tempo stesso poco sfruttate”.
Da questa intuizione nacque la visione di un sistema capace di valorizzare quei dati nascosti: “Abbiamo pensato che, se fossimo riusciti a creare un livello intelligente collegato ai sistemi centrali delle compagnie, in grado di acquisire dati disordinati e trasformarli in informazioni chiare e utilizzabili, il valore per il settore sarebbe stato enorme”.
Oggi NovoAI non sostituisce i sistemi degli assicuratori, ma li potenzia grazie all’intelligenza artificiale. Le sue soluzioni intervengono nella gestione dei sinistri, nel rilevamento di frodi e abusi, nell’analisi dei prezzi e in tutte le aree chiave dell’organizzazione. “Aumentiamo le competenze degli esperti assicurativi fornendo loro informazioni che non avrebbero mai immaginato di poter ottenere – conclude – e automatizziamo le attività ripetitive, permettendo loro di concentrarsi su ciò che conta davvero”.
Un team, un obiettivo: supportare il settore assicurativo nella digitalizzazione
All’inizio, nessun componente del team di NovoAI proveniva dal settore assicurativo, e proprio per questo il co-fondatore della startup decise di adottare un approccio innovativo per sviluppare la piattaforma, avviando un dialogo con il Ceo e il Coo della compagnia in cui lavorava.
“Chiedemmo loro di testare la nostra piattaforma. La loro reazione fu sorprendente: rimasero così colpiti da decidere di pagarci per sviluppare ulteriormente la soluzione e implementarla, ancora prima che fosse del tutto funzionante”.
Nonostante l’entusiasmo iniziale, il team di NovoAI ha scelto di rimanere snello.
“Tutto ciò che creiamo e ottimizziamo è automatizzato il più possibile dal punto di vista operativo, in modo da poterci concentrare sulle esigenze dei nostri clienti – spiega Condamines –. Proprio come nel settore stesso, la tendenza è quella di espandere le operazioni più rapidamente rispetto al numero di dipendenti, quindi mettiamo in pratica ciò che predichiamo. È importante sottolineare che l’intero team è composto da operatori senior del settore tecnologico, quindi è nel nostro Dna sfruttare gli strumenti tecnologici. Tutti noi siamo costantemente stupiti da quanto siamo più produttivi, sia individualmente sia come team, rispetto a cinque anni fa. Attualmente stiamo anche raccogliendo fondi, in modo da poter continuare ad accelerare la nostra penetrazione nel mercato senza compromettere il livello del servizio”.
NovoAI, la Thailandia come banco di prova
Portare innovazione nel settore assicurativo in Asia-Pacifico significa misurarsi con sfide uniche: mercati eterogenei, sistemi linguistici e alfabetici differenti, regolamentazioni variabili e tassi di frode elevati. Lo sa bene Julien Condamines.
“La vera sfida per NovoAI fu dover scegliere in quale mercato Apac, tra Singapore e Thailandia, testare la soluzione – dice –. Optammo per la Thailandia, che era molto più complessa. L’idea era semplice: se fossimo riusciti a risolvere il problema più difficile, avremmo gettato le basi per il successo futuro. Una mentalità che resta tuttora profondamente radicata in tutta la nostra organizzazione”.
“L’Asia – continua – è molto più caotica: multilingue ma anche multialfabetica (si pensi al thailandese, al giapponese, al mandarino, al bahasa, al tamil, al vietnamita…), con molti documenti cartacei, scritti a mano, timbrati. È anche meno regolamentata rispetto ad altri Paesi, il che si traduce in una totale assenza di coerenza tra i fornitori dello stesso Paese. Inoltre, i tassi di frode e di sovrafatturazione sono molto più elevati rispetto al resto del mondo. Quindi l’automazione non riguarda solo l’efficienza, ma anche la sopravvivenza in mercati in cui la valutazione manuale non riesce a stare al passo con i volumi o la complessità e in cui le perdite possono compromettere la redditività di un’azienda”.

NovoAI, futuro e nuove sfide
Lo sguardo di NovoAI è già rivolto oltre l’oggi. La startup collabora con alcune delle principali compagnie assicurative, ma l’ambizione è quella di diventare un punto di riferimento riconosciuto dal mercato per l’ottimizzazione delle operazioni, dal livello operativo fino alla sala del consiglio.
“Dopo aver consolidato la crescita nella regione Apac, l’obiettivo sarà aprirsi ai mercati internazionali, portando l’innovazione dell’intelligenza artificiale in nuove geografie e – conclude – a nuove sfide”.
