Dopo l’ennesima estate segnata da calamità naturali che, in diverse aree del Paese, hanno causato gravi danni alle imprese, il tema della tutela contro i rischi catastrofali è tornato al centro del dibattito. Con un obbligo normativo ormai imminente, il mondo assicurativo e quello imprenditoriale si trovano in una fase decisiva. Mancano infatti pochi mesi all’entrata in vigore dell’obbligo di assicurazione contro i rischi catastrofali naturali per le piccole imprese italiane, entro il 31 dicembre 2025: una misura destinata a cambiare profondamente il rapporto tra imprese, Stato e mercato assicurativo, spingendo verso una maggiore cultura del rischio e della prevenzione in un contesto di crescente vulnerabilità climatica. Di tutto questo si è parlato nel corso del XXIII Convegno Benpower, che si è svolto il 21 ottobre all’Autodromo Nazionale di Monza.
Ad aprire i lavori è stato Maurizio Hazan, avvocato e managing partner dello studio legale THMR, che ha tracciato un quadro dello stato dell’arte delle polizze contro i rischi catastrofali naturali in Italia. Dopo anni di dibattito, la vera svolta è arrivata nel 2023, quando si è preso atto dell’urgenza di dotare il Paese — tra i più esposti d’Europa e tra i meno assicurati — di una normativa organica. Tema attuale, in quanto l’obbligo a contrarre per le piccole e medie imprese italiane scatterà il prossimo 31 dicembre 2025.
“L’obbligo mira non solo a proteggere le Pmi ma anche ad alleggerire il peso economico delle calamità naturali sulla finanza pubblica. La legge introduce una doppia imposizione: le imprese devono assicurarsi, ma anche le compagnie sono obbligate a offrire copertura, in deroga al principio del Codice Civile che esclude normalmente i rischi catastrofali — ha spiegato Hazan —. Il perimetro copre sisma, alluvione e frana, ma restano fuori eventi come grandine, mareggiate, bombe d’acqua o trombe d’aria. Inoltre, le coperture tuteleranno terreni, fabbricati, impianti e macchinari, ma non merci e veicoli, escludendo i danni indiretti e il lucro cessante, che restano coperture opzionali. Insomma, un tema molto delicato. La norma riguarda tutte le imprese iscritte al Registro, comprese le società di professionisti, e impone di assicurare anche beni in leasing o locazione. Il testo di legge, seppur in assenza di sanzioni dirette, sancisce per le imprese non in regola la perdita dell’accesso a incentivi e benefici pubblici. Un momento complesso, che richiederà tempo e collaborazione tra imprese e assicuratori per diventare pienamente efficace”.
Sistema in emergenza: opportunità e criticità
La prima tavola rotonda si è concentrata su come prepararsi ad affrontare le emergenze legate alle calamità naturali. Le aziende, in primis, devono comprendere l’importanza di dotarsi di adeguate coperture e di conoscere i rischi a cui sono esposte, supportate in questo percorso dagli attori del settore assicurativo. Le compagnie, dal canto loro, stanno già sviluppando modelli operativi e liquidativi per gestire eventi sempre più frequenti e gravi.
“Per affrontare con efficacia l’obbligo assicurativo e prepararsi ai nuovi rischi, le aziende devono adottare un approccio integrato di risk management e resilienza – ha affermato Antonino Callaci, Board Memeber di Anra – Oggi è essenziale combinare analisi preventiva, collaborazione tra funzioni aziendali e supporto del mondo assicurativo. Attraverso una business impact analysis, l’azienda sviluppa strategie di prevenzione e procurement più robuste e integra strumenti assicurativi innovativi, come le polizze parametriche o weather derivatives, per coprire le perdite derivanti da eventi climatici anomali. Un modello virtuoso di collaborazione e pianificazione, che unisce prevenzione interna e trasferimento del rischio”.
Secondo Marcello Ripamonti, Responsabile Liquidazione Centrale e Poli Property di Allianz Italia, il cambiamento climatico ha trasformato radicalmente il paradigma assicurativo: non ci si chiede più se un evento accadrà, ma dove accadrà. L’aumento della frequenza e dell’intensità delle calamità naturali impone alle compagnie un nuovo approccio operativo e culturale.
“Il 2023, con l’alluvione in Emilia-Romagna, ha rappresentato un punto di svolta, evidenziando la scarsa diffusione delle coperture catastrofali in Italia e la necessità di una maggiore consapevolezza del rischio. Per Allianz — ha spiegato — l’esperienza è stata anche una prova concreta della propria missione, we secure your future, trasformando il proposito in azione reale. Oggi la gestione dell’emergenza richiede competenze tecniche, capacità di reazione e attenzione non solo ai danni diretti ma anche alle perdite indirette e ai tempi di ripartenza delle imprese. Gli eventi del 2023 hanno reso più matura la cultura assicurativa, spingendo il settore a prepararsi meglio a scenari sempre più complessi e ricorrenti”.
Fabrizio Pistoia, Responsabile Claims Execution & Operations di Sara ha sottolineato come, nel processo liquidativo, la rete territoriale rappresenti un elemento chiave per garantire prossimità e rapidità d’intervento in caso di sinistro. “Oggi gli agenti non hanno più solo un ruolo commerciale – ha dichiarato – ma diventano veri e propri referenti della compagnia sul territorio, offrendo assistenza e consulenza ai clienti nei momenti critici. Per questo, la compagnia investe ogni anno nella formazione specifica della rete, con corsi dedicati alla gestione dei sinistri CatNat e al coordinamento tra agenti, periti e responsabili di zona. Allo stesso tempo, i periti restano fondamentali per la verifica dei danni, che in situazioni emergenziali avviene tramite perizie sommarie più rapide, utili a garantire un primo accertamento e una corretta riservazione del sinistro. Esiste però una criticità comune al settore: la carenza di periti disponibili, spesso impegnati contemporaneamente con più compagnie, un fattore che complica la gestione delle emergenze su larga scala”.
Poi Andrea Mormino, Claims Coordinator di Revo Insurance ha spiegato come la compagnia fondata da Alberto Minali si sia strutturata fin dalla sua nascita per gestire in modo efficace sia le garanzie tradizionali sia le polizze parametriche, ambito in cui la compagnia ha costruito la propria identità sul mercato. “Dal gennaio 2025, Revo ha avviato un modello operativo che integra coperture parametriche per terremoti, alluvioni, esondazioni ed eventi atmosferici legati all’agricoltura, affiancate a quelle tradizionali – ha raccontato – Poiché la gestione dei sinistri parametrici richiede processi diversi, è stata creata una direzione sinistri con un coordinamento interno che coinvolge aree contabili e commerciali, garantendo tempi di liquidazione rapidi e coerenza operativa. Sul piano territoriale, Revo ha individuato quattro studi peritali di riferimento, ciascuno con un’area geografica dedicata e la possibilità di intervenire entro 24 ore dal verificarsi dell’evento. La vera innovazione è stata quella di co-progettare il modello insieme ai periti, definendo ruoli, aree di competenza e protocolli di sostituzione per assicurare continuità anche nei momenti di picco dei sinistri”.
Emanuela Allegretti, Chief Claims Officer di Marsh Italy ha sottolineato che, di fronte ai rischi catastrofali, la priorità non è solo la stipula della polizza, ma la preparazione. “Il cliente oggi deve conoscere il proprio livello di esposizione al rischio cat nat – ha detto – Questo è possibile attraverso un accurato risk assessment che è essenziale per valutare la vulnerabilità dei siti e definire adeguate misure di mitigazione. Questo approccio consente non solo di scegliere la copertura assicurativa più adatta, ma anche di migliorare la resilienza complessiva dell’organizzazione”. Fondamentale, poi per il broker è instaurare un dialogo preventivo tra cliente, assicuratore e periti per concordare procedure operative da applicare nelle prime 24-72 ore dopo l’evento, garantendo tempi rapidi di intervento. “Occorre infine ribadire l’importanza di una collaborazione integrata tra tutti gli attori della filiera — broker, compagnie, clienti e società di ripristino e bonifica — per costruire un sistema realmente coordinato e pronto a gestire l’emergenza”.
Ad evidenziare come l’introduzione dell’obbligo assicurativo contro i rischi catastrofali per imprese e pmi rappresenti una svolta epocale è stato Stefano Roselli, AD Peritek e Vicepresidente Anpre che ha ribadito come in Italia oltre 4,6 milioni di imprese dovranno dotarsi di copertura, in un mercato con una penetrazione inferiore al 10%. Questo scenario genera forti aspettative, ma anche tre criticità principali per i periti. “La prima apettativa – ha detto – riguarda la soddisfazione del cliente, sempre più abituato a tempi rapidi e a servizi immediati: anche nel campo assicurativo si aspetta risposte veloci dopo un sinistro. La seconda è la carenza di professionisti: il numero di periti è limitato e servono percorsi di formazione e academy per attrarre nuove generazioni. Infine, oggi è necessario uniformare i sistemi informatici tra le diverse compagnie, oggi troppo frammentati e onerosi per gli studi peritali”.
Infine Massimo Ranieri, Amministratore Ranieri Property & C. e Segretario Generale di Assiprovider ha definito l’obbligo assicurativo introdotto dalla Legge 78/2025 come un’importante opportunità per il mercato assicurativo italiano, che colma un ritardo rispetto agli altri Paesi europei. “L’Italia – ha ricordato – resta uno dei Paesi più sottassicurati del mondo occidentale, ma con ampi margini di crescita e grande attrattiva per investitori e compagnie straniere. Necessaria la creazione di un tavolo coordinativo tra le associazioni dei periti e l’ipotesi di un futuro albo dedicato ai periti CatNat, che darebbe finalmente riconoscimento alla professione. Tuttavia occorre richiamare l’attenzione sui rischi e le criticità del settore peritale, in particolare la carenza di nuove leve e la mancanza di preparazione strutturale di fronte a eventi di vasta portata come quelli del 2023”.
Gestione Integrata dei sinistri property: modelli di collaborazione
Il primo ad intervenire nel corso della seconda tavola rotonda è stato Omar El Idrissi, Head of Property Claims di Unipol che ha raccontato come la compagnia abbia sviluppato un approccio strutturato per gestire al meglio gli eventi catastrofali. “Il primo passo è la stima dell’impatto, grazie a modelli matematici sviluppati con i team Risk e Innovation per capire subito portafoglio e clienti coinvolti. Segue l’apertura rapida dei sinistri, con protocolli semplificati anche per le agenzie in difficoltà e contatto proattivo dei clienti. Avviamo un triage qualitativo basato su dichiarazioni e foto per attivare da subito le azioni più appropriate. Nei casi complessi interveniamo con periti e società di restauri, mentre per quelli semplici puntiamo a chiusure rapide. Successivamente realizziamo un primo assessment del danno, che richiede collaborazione tra compagnie e categorie professionali. L’obiettivo è riconoscere un indennizzo iniziale del 30% e accompagnare i clienti fino alla liquidazione definitiva. In sintesi, vogliamo un modello di servizio integrato, tecnologico e vicino alle persone, per non farci trovare impreparati alla prossima emergenza”.
Per Zurich un modello di servizio integrato significa rivedere completamente la gestione del sinistro, mettendo in relazione in modo collaborativo tutti gli attori della filiera – dalla compagnia agli intermediari, dai periti ai vendor – e superando logiche di contrapposizione. A spiegarlo è stata Chiara Finazzi, Head of Property & Speciality Expert Claims di Zurich Italia. “Abbiamo lavorato per aumentare la specializzazione interna ed esterna e riconoscere che il tempo è un valore chiave, sia per il cliente sia per noi. Serve una nuova consapevolezza condivisa, supportata da agenti e broker, per rendere la gestione più efficace e tempestiva. L’intelligenza artificiale non è più una possibilità, ma una potenzialità da sfruttare pienamente. È fondamentale che tutti i player operino su piattaforme digitali integrate, con KPI e workflow condivisi, per garantire trasparenza e velocità. Nel breve periodo puntiamo a snellire la valutazione dei danni, favorendo stime pre-accettate e distinguendo i sinistri semplici da quelli complessi. L’obiettivo finale è arrivare a un team multidisciplinare unico, dove compagnia, cliente e perito collaborano in modo trasparente per una gestione più rapida, equa ed efficiente”.
È stato poi il Presidente Associazione Agenti Allianz Ennio Busetto a rimarcare il ruolo fondamentale degli intermediari, che all’interno della filiera assicurativa rappresentano il punto di contatto diretto con il cliente, sia nella fase di sottoscrizione sia in quella cruciale del sinistro. “Il nostro compito è far percepire al cliente il valore concreto della polizza nel momento in cui ne ha bisogno. È quindi essenziale una collaborazione stretta con la compagnia e con i periti, basata su fiducia e relazioni solide, soprattutto in situazioni eccezionali come quelle vissute nel 2023. Come Allianz, abbiamo investito in sistemi evoluti basati sull’intelligenza artificiale, che migliorano la gestione operativa sia in agenzia sia per i periti. Ogni volta che un sinistro viene aperto, il perito riceve in tempo reale tutta la documentazione contrattuale del cliente, così da poter intervenire con tempestività ed efficienza. L’obiettivo è rendere il processo sempre più integrato, veloce e centrato sul cliente”.
A concordare con i relatori è stato il Presidente di Aipai Giuseppe Degradi che ha sottolineato come durante le ultime emergenze si è sperimentato quanto sia fondamentale la collaborazione immediata tra compagnie, agenti e periti per gestire efficacemente i sinistri anche in condizioni di difficoltà. “È grazie alla rete agenziale che siamo riusciti a mantenere continuità operativa, attivando tavoli decisionali rapidi e deroghe per accelerare le liquidazioni. Oggi però dobbiamo prepararci a eventi sempre più complessi, con un coordinamento strutturato a livello nazionale. L’AIPAI vede nella recente normativa europea un’opportunità storica da non sprecare: serve un sistema integrato e la definizione chiara del ruolo dei periti catastrofali, da affidare a professionisti realmente competenti nell’applicazione delle polizze. Stiamo collaborando con Consap e ANIA per creare un albo ufficiale e una task force operativa, già censita e pronta a intervenire. L’esperienza del terremoto in Emilia del 2012 dimostra che il sistema assicurativo italiano può reagire con efficienza anche a eventi gravi, purché esistano procedure d’emergenza condivise e un’organizzazione capace di agire con rapidità, precisione e coordinamento”.
A concordare con Degradi sul fronte dell’importanza della gestione integrata compagnia, intermediario, perito e società di bonifica è stata Ellen Bertolo, Head of Claims di Aon Italia. “Il ruolo dei periti è centrale nel sistema assicurativo e mi è particolarmente caro, avendo iniziato la mia carriera in questo ambito. È un mestiere complesso e dinamico, ma oggi fatica ad attrarre nuove generazioni: serve renderlo più attrattivo e valorizzato, anche dal punto di vista economico. Immagino un futuro in cui il perito sia una figura autonoma e indipendente, non legata né alle compagnie né ai clienti, sul modello di altri Paesi europei e anglosassoni. Un albo unico, con tariffe condivise e compensi equamente suddivisi tra assicuratore e assicurato, potrebbe garantire questa indipendenza. Il perito dovrebbe evolvere in una figura mediatore e conciliatore, capace non solo di stimare il danno, ma di favorire un accordo tra le parti. Naturalmente, questo richiede investimenti in formazione e competenze, perché non si può affrontare la complessità dei nuovi rischi a costo zero. Solo così potremo attrarre giovani professionisti e dare al mestiere il riconoscimento che merita”.
Come società di bonifica, Benpower si inserisce nell’ecosistema assicurativo come l’anello operativo e logistico che collega tutti gli attori coinvolti — compagnie, intermediari, periti e clienti — garantendo una gestione integrata del sinistro in ogni fase, dal primo intervento al ripristino finale. A dirlo è l’Amministratore Delegato di Benpower Attilio Agostini.
“Negli anni abbiamo investito in tecnologia, procedure e formazione per migliorare costantemente la qualità del servizio e la tempestività delle risposte. Un risarcimento è congruo solo se applica correttamente il contratto e interviene subito: per questo è fondamentale la collaborazione immediata tra bonificatori e periti, così da mitigare i danni e consentire alle imprese di riprendere rapidamente l’attività. Riparare un macchinario invece di sostituirlo può fare la differenza per la sopravvivenza economica di un’azienda. È altrettanto importante spiegare bene ai clienti le coperture e i limiti di indennizzo, anche in fase assuntiva, aiutandoli a comprendere il proprio rischio reale. Solo un approccio coordinato e consapevole consente di affrontare efficacemente gli eventi catastrofali e di garantire continuità e fiducia nel sistema assicurativo”.
