L’Unione europea deve accelerare sul completamento delle riforme bancarie e sull’integrazione dei mercati finanziari, evitando il rischio di frammentazione normativa a livello internazionale. È il messaggio lanciato dal Direttore Generale della Banca d’Italia, Luigi Federico Signorini, intervenuto alla Giornata del Credito il 2 ottobre a Roma.
“Bisogna resistere alla tentazione della corsa al ribasso”, ha avvertito Signorini, ricordando che a quasi vent’anni dalla crisi del 2007-2009 l’attuazione dell’ultima tranche di Basilea III procede a velocità diverse. L’Europa ha recepito gran parte delle regole, ma rimane aperta la partita sulla disciplina dei rischi di mercato, mentre Stati Uniti e Regno Unito hanno rinviato o sospeso i processi di implementazione.
Il numero due di Bankitalia ha sottolineato che la complessità normativa rischia di pesare soprattutto sugli intermediari minori. “Più semplicità non significa meno rigore”, ha detto, invocando una razionalizzazione delle regole sul capitale e degli obblighi di segnalazione, con l’obiettivo di ridurre duplicazioni e costi senza compromettere la solidità del sistema.
Uno dei capitoli centrali riguarda i rischi emergenti legati all’innovazione tecnologica. L’aumento degli incidenti informatici, triplicati in quattro anni, impone un rafforzamento dei presidi. Con l’entrata in vigore del regolamento europeo DORA, gli intermediari saranno chiamati a intensificare test di resilienza e controlli sulla catena dei fornitori esterni. “La fiducia nel sistema finanziario – ha rimarcato Signorini – è il bene da tutelare per facilitare l’innovazione”.
Sul fronte delle cripto-attività e delle stablecoin, il Direttore Generale ha ribadito la necessità di un quadro regolatorio robusto: strumenti privi di emittente identificabile, come il Bitcoin, restano fuori dal perimetro MiCAR, lasciando agli investitori il rischio totale delle proprie scelte. Diverso il caso dei token ancorati a valute ufficiali o attività sottostanti, che possono evolvere in strumenti di pagamento, ma richiedono vigilanza proporzionata.
Attenzione anche all’impatto dell’intelligenza artificiale. Con l’AI Act europeo e la nuova legge-quadro nazionale, Bankitalia, Consob e Ivass avranno il ruolo di autorità di sorveglianza per i sistemi ad alto rischio. “Eserciteremo questi poteri con equilibrio e pragmatismo – ha spiegato Signorini – adattandoci rapidamente ai progressi tecnologici”.
L’ultima parte dell’intervento ha riguardato la necessità di un mercato dei capitali integrato. Per Signorini è prioritario abbattere le residue barriere alla circolazione dei capitali e completare l’Unione bancaria, anche con un sistema comune di garanzia dei depositi. Un obiettivo che richiede anche maggiore armonizzazione delle normative societarie e fiscali.
“Ogni sfida è anche un’occasione di progresso – ha concluso –. Per l’Europa è tempo di rafforzare le proprie istituzioni finanziarie, sostenere l’innovazione e garantire un ambiente competitivo per le imprese e i risparmiatori”.
