Il primo bilancio parla chiaro: il 50% delle scuole italiane ha già inserito percorsi di educazione finanziaria nei propri programmi. Il 98% degli studenti coinvolti partecipa attivamente alle lezioni e l’88% dei genitori nota una maggiore curiosità dei figli verso i temi economici. Ma il sistema è ancora a macchia di leopardo e richiede un deciso supporto istituzionale e privato per garantire formazione ai docenti e materiali adeguati. Sono questi i principali risultati della ricerca realizzata da Alleanza Assicurazioni (Gruppo Generali) e AIEF – Associazione Italiana Educatori Finanziari – con la collaborazione di BVA Doxa e della Fondazione Mario Gasbarri.
Lo studio è stato presentato alla Camera dei Deputati, con il patrocinio del Ministero dell’Economia e delle Finanze, nell’ambito dell’evento “Educazione finanziaria a scuola. Facciamo il punto!”. Si tratta della prima indagine ufficiale dopo l’entrata in vigore della legge che ha reso obbligatoria l’educazione finanziaria nelle scuole italiane a partire dall’anno scolastico 2024-25.
Il campione analizzato comprende 1.000 genitori e insegnanti, a cui si aggiungono 90 docenti direttamente coinvolti nel progetto “Edufin a scuola”, destinato a raggiungere 250 istituti secondari entro il 2025.
Cresce la consapevolezza, ma servono strumenti
Sei docenti su dieci dichiarano di conoscere la nuova legge e il suo impianto normativo. L’educazione finanziaria viene inserita per metà all’interno delle 33 ore di educazione civica, per il 40% integrata in altre materie (come matematica o diritto), mentre nel 10% dei casi manca un’inquadratura precisa. La varietà di approcci dimostra flessibilità, ma anche la necessità di un maggiore coordinamento nazionale.
La formazione degli insegnanti resta un punto critico: solo il 40% ha avuto accesso a percorsi formativi interni. Tuttavia, il livello di soddisfazione aumenta sensibilmente nei progetti in collaborazione con soggetti esterni. Nel programma AIEF–Alleanza, 9 docenti su 10 si dicono soddisfatti dei contenuti ricevuti e 6 su 10 favorevoli a collaborazioni con operatori finanziari.
Genitori favorevoli, studenti entusiasti
Il 98% degli studenti coinvolti si è mostrato partecipe e interessato alle lezioni, grazie a un approccio esperienziale. E i genitori apprezzano: per 7 su 10 l’educazione finanziaria è così rilevante da influenzare persino la scelta della scuola. Tuttavia, solo il 23% parla spesso di soldi in famiglia, mentre il 60% lo fa solo saltuariamente.
Le priorità indicate dai genitori sono concrete: il 57% vuole che i figli imparino a difendersi da truffe, il 53% punta alla gestione del denaro personale, il 35% chiede che comprendano il sistema economico. Nelle scuole superiori cresce anche la domanda di conoscenze più tecniche, come il rapporto rischio-rendimento e la conoscenza degli strumenti finanziari.
Secondo l’Edufin Index 2024, i giovani tra i 18 e i 24 anni hanno un punteggio di alfabetizzazione finanziaria di 50 su 100, sotto la soglia della sufficienza. Un gap che l’introduzione della materia a scuola punta a colmare.
“L’educazione finanziaria è una leva per ridurre le disuguaglianze – sottolinea Davide Passero, Ceo di Alleanza Assicurazioni – Siamo soddisfatti della risposta positiva di studenti e genitori. Ora serve rendere omogenea la diffusione di queste competenze in tutto il Paese”.
“Lavoriamo per essere presenti in tutti gli istituti d’Italia – aggiunge Nunzio Lella, presidente AIEF – Serve una sinergia tra pubblico e privato per formare docenti e studenti alla cittadinanza economica”.
Un’opportunità da non sprecare
La legge rappresenta un’occasione storica per trasformare l’educazione finanziaria in un pilastro del sistema formativo. Affinché non resti un’iniziativa sporadica o riservata a poche realtà virtuose, è fondamentale rafforzare il sostegno istituzionale, investire nella formazione dei docenti e rendere disponibili materiali didattici adeguati e omogenei. Solo così sarà possibile colmare il divario di competenze economiche che ancora oggi penalizza le nuove generazioni.
