In un contesto globale attraversato da turbolenze geopolitiche, spinte inflazionistiche in via di attenuazione e timidi segnali di disinflazione, il comparto assicurativo italiano ha chiuso il 2024 con un bilancio robusto. Il presidente dell’Ivass, Luigi Federico Signorini, nella sua relazione annuale, evidenzia un sistema “complessivamente solido” e reattivo, ma ancora esposto a fattori esogeni e a vulnerabilità strutturali.
A trainare la ripresa sono stati diversi fattori: dalla stabilità del sistema finanziario interno al buon andamento del mercato del lavoro, passando per la riduzione dello spread sovrano, che ha favorito il miglioramento delle performance patrimoniali e contenuto i rischi latenti nei bilanci. Alla fine del 2024, gli investimenti delle compagnie hanno superato i 1.000 miliardi di euro, con tre quarti a rischio diretto in capo agli operatori. Il risultato netto complessivo è salito a 10,5 miliardi, in crescita rispetto agli 8 del 2023: 6 miliardi dalla gestione vita, 4,5 da quella danni.
Il settore vita ha beneficiato nuovamente della possibilità di sterilizzare in bilancio le minusvalenze latenti su investimenti non durevoli, per circa 4 miliardi. Una misura che l’Istituto considera efficace nel breve termine, ma che dovrà essere sostituita da soluzioni sistemiche e coerenti con gli standard contabili internazionali in via di adozione. Signorini ribadisce l’importanza di criteri rigorosi e prudenti nella distribuzione degli utili.
La raccolta premi nel comparto vita è tornata a crescere, mentre si è ridotta l’incidenza dei riscatti. Da segnalare anche l’avvio operativo del Fondo di garanzia vita, che rappresenta un presidio fondamentale per la tutela del cliente retail in caso di crisi, come quella che ha riguardato Eurovita, chiusa definitivamente con il trasferimento delle polizze a Cronos Vita.
Sul fronte normativo, il 2024 ha segnato l’entrata in vigore dell’obbligo assicurativo per le imprese contro le calamità naturali. Un passaggio epocale, destinato a modificare profondamente il ramo incendio, che ha già registrato una crescita del 10% insieme al comparto malattia. Il nuovo quadro regolatorio impone alle compagnie l’obbligo a contrarre, pur restando ancorato alla sostenibilità tecnica delle coperture. L’Ivass vigilerà sulla coerenza tra gestione del rischio e finalità pubblica della norma, promuovendo prassi operative adeguate e accompagnando le imprese nel processo di adattamento.
La tempestività nella liquidazione dei danni, l’educazione dei clienti e la trasparenza delle condizioni contrattuali saranno centrali nella riuscita della riforma. In quest’ottica, Ivass sta sviluppando un portale informativo per confrontare le polizze catastrofali, sul modello di Preventivass, lo strumento già attivo per la RC auto. Proprio su quest’ultima, Signorini segnala una crescita del 6,5% nella raccolta, con premi che sfiorano i 13 miliardi. In calo, invece, l’inflazione dei sinistri, e un primo segnale positivo: nei primi tre mesi del 2025, i prezzi medi si sono ridotti dell’1,7%.
Due novità normative di rilievo hanno segnato il ramo auto: la portabilità dei dati della scatola nera, per favorire la concorrenza, e l’adozione della nuova tabella nazionale per le macrolesioni, volta a uniformare e semplificare i risarcimenti. Il rafforzamento degli strumenti comparativi e la promozione di una maggiore trasparenza sono ritenuti elementi essenziali per difendere il consumatore da rincari ingiustificati.
Altro fronte delicato è quello delle concentrazioni nel sistema bancario-assicurativo. Ivass ha rilasciato le autorizzazioni richieste dalle operazioni in corso, coordinandosi con Banca d’Italia, BCE e Consob, ma ribadisce che la responsabilità resta in capo agli attori di mercato. Rilevante sarà anche il recepimento della nuova Solvency II, che entrerà in vigore nel 2027: secondo le stime Ivass, l’impatto potrebbe determinare un aumento di 14 punti nell’indice di solvibilità delle imprese italiane, ma resta da valutare l’effettiva efficacia del nuovo volatility adjustment.
Sul piano europeo, Signorini rilancia l’urgenza di superare le barriere interne all’Unione e rafforzare la vigilanza integrata. La libera prestazione di servizi tra Stati UE, se non accompagnata da regole armonizzate su vigilanza e gestione delle crisi, rischia di aprire varchi a operatori opachi. Da qui la proposta di potenziare i poteri di EIOPA e uniformare i regimi di garanzia e risoluzione. In parallelo, Ivass valuta modifiche al quadro normativo nazionale per aumentare il controllo sugli intermediari che distribuiscono prodotti di compagnie estere.
Sul versante della condotta, il presidente sottolinea la necessità per le compagnie di garantire il rispetto delle norme di Product Oversight Governance, valorizzando la trasparenza, il valore per l’assicurato e la coerenza dei prodotti con le finalità dichiarate. In arrivo anche l’Arbitro assicurativo, destinato a rafforzare la tutela dei consumatori, sulla scorta dell’esperienza maturata con l’Arbitro bancario e finanziario.
Sul finire della relazione, Signorini rivendica il ruolo dell’Istituto nel gestire la trasformazione normativa e operativa del settore, ricordando che tra pandemia, crisi geopolitiche e nuovi obblighi regolamentari, l’assicurazione italiana ha saputo adattarsi con resilienza. Ma il futuro – avverte – richiederà una vigilanza ancora più attenta, una governance prudente e un deciso salto di qualità sul piano europeo.
