Open Finance: Insurance Europe chiede un approccio più semplice e graduale al quadro UE sull’accesso ai dati finanziari

L'associazione ha messo in luce tre aspetti fondamentali da tenere in considerazione per garantire l’efficacia e la sostenibilità della proposta normativa.
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In un contesto globale segnato da crescenti incertezze geopolitiche, l’Europa è chiamata a rafforzare la propria competitività anche nel settore dei servizi finanziari. In questo scenario si inserisce il regolamento Fida (Financial Data Access), il nuovo quadro normativo proposto dalla Commissione Europea per regolare la condivisione dei dati finanziari. Un’iniziativa ambiziosa che, secondo Insurance Europe ha il potenziale per poter avere successo solo a patto di adottare un approccio più pragmatico, graduale e ben calibrato. In un documento diffuso nei giorni scorsi, l’associazione ha messo in luce tre aspetti fondamentali da tenere in considerazione per garantire l’efficacia e la sostenibilità della proposta normativa.

Semplificazione prima di tutto

Secondo l’associazione, l’inclusione fin da subito di un’ampia gamma di prodotti assicurativi nel campo di applicazione del Fisa rischia di complicare l’attuazione della normativa, aumentando inutilmente burocrazia e costi operativi. Per questo motivo, l’associazione ha invitato i colegislatori dell’UE ad adottare un approccio progressivo, fondato su evidenze concrete e in grado di garantire una reale utilità per il mercato.

Chiarezza sull’ambito dei dati

Un’altra criticità sollevata riguarda la scarsa chiarezza, nella versione attuale della proposta, circa i tipi di dati che saranno esclusi dalla condivisione obbligatoria. Secondo Insurance Europe, questa ambiguità potrebbe tradursi in richieste inopportune agli assicuratori, costretti a condividere anche informazioni altamente sensibili.

Tempi troppo stretti

La federazione ha infine giudicato irrealistica la tempistica proposta per l’implementazione del framework. Solo 18 mesi per sviluppare schemi di condivisione dei dati, definire standard tecnici comuni, costruire modelli di governance e predisporre strumenti per l’autorizzazione dei consumatori appare, secondo Insurance Europe, un obiettivo difficilmente raggiungibile senza compromettere la qualità e la sicurezza del sistema.

L’auspicio dell’associazione è che il regolamento Fida possa realmente supportare lo sviluppo di un ecosistema finanziario europeo più integrato, aperto e competitivo. Ma per farlo, è necessario che le istituzioni europee ascoltino le esigenze del mercato assicurativo e procedano con cautela, evitando approcci affrettati o eccessivamente complessi.

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