Articolo a cura di Gianmarco Persiani
Immagina un attacco informatico che paralizza le vendite online, mette a rischio i dati personali dei clienti e brucia miliardi di valore in Borsa. È in questo scenario che la cyber insurance si trasforma da opzione accessoria a pilastro strategico per la resilienza aziendale.
Benvenuti nell’era della assicurazione cyber come strumento di business continuity, dove la capacità di reagire a un attacco informatico non dipende solo dall’IT, ma anche dalla qualità della copertura assicurativa. Un mondo in cui le polizze cyber non servono solo a risarcire, ma diventano leve per la fiducia del mercato, la compliance normativa e la protezione della reputazione aziendale.
Il caso più recente e significativo è quello di Marks & Spencer (M&S). A maggio 2025, il gigante britannico del retail ha subito un attacco informatico che ha compromesso dati personali di clienti e bloccato per settimane il canale e-commerce. Il danno è stato stimato in oltre 60 milioni di sterline di vendite perse, con un impatto in Borsa pari a 1,3 miliardi di sterline, circa il 16% della capitalizzazione.
In questo contesto critico, è entrata in gioco la polizza cyber da 100 milioni di sterline, sottoscritta con Allianz e Beazley tramite il broker WTW. Una copertura che include danni diretti e indiretti, consentendo a M&S di rispondere rapidamente e con strumenti concreti a un evento altamente destabilizzante.
Il caso M&S non è isolato; molte aziende subiscono attacchi sofisticati. Esempi includono Target (2013, 70 milioni di clienti colpiti), Merck e Mondelez (2017, perdite per miliardi), e Co-op e Harrods (2025, disservizi operativi). Oltre il 50% delle aziende britanniche ha subito attacchi negli ultimi cinque anni, con perdite per 44 miliardi di sterline, evidenziando la realtà del rischio cyber.
Un nuovo paradigma assicurativo
Nel mondo post-digitale, la cyber insurance evolve da semplice protezione finanziaria a leva strategica. Le polizze più evolute coprono:
- First-party losses: costi diretti dell’incidente (perdita di profitti, analisi forense, comunicazione al pubblico).
- Third-party liabilities: sanzioni normative, risarcimenti a clienti, spese legali.
- Reputational impact: supporto PR e crisis management.
Oggi i principali attori del mercato (WTW, Marsh, Aon) offrono soluzioni modulabili, con tempi di attivazione sempre più rapidi (da 12 a 8 ore) e coperture personalizzate per settori verticali come retail, pharma, energy e pubblica amministrazione.
Le aziende pionieristiche: chi ha saputo trasformare il rischio in opportunità
- M&S: gestione reattiva dell’incidente, attivazione completa della copertura e comunicazione trasparente verso i clienti.
- Target: uno dei primi casi di attivazione massiccia di polizza cyber.
- Lloyd’s of London: sta spingendo per modelli standardizzati e più chiari, anche nei casi ambigui come gli “attacchi di Stato”.
- Shift Technology & Coalition: insurtech che forniscono servizi di detection e gestione del rischio come parte integrante della polizza.
Il futuro è assicurato se protetto
Il messaggio per le aziende italiane è chiaro: la resilienza digitale non si costruisce solo con firewall e backup, ma anche con strumenti finanziari evoluti. La cyber insurance oggi è una componente critica del risk management, in grado di proteggere non solo l’operatività, ma anche la fiducia degli stakeholder.
In un mercato sempre più esposto e interconnesso, dotarsi di una copertura cyber solida, trasparente e integrata nella governance è la chiave per affrontare con serenità l’inevitabile. Perché il prossimo attacco non è una questione di “se”, ma di “quando”.
