La riflessione è più profonda del previsto. Si leggono, osservano ed ascoltano articoli, video, post, sul come “fare e diffondere” cultura assicurativa. Niente di più bello. Ma questa non proprio semplice espressione, a me apre tutto un percorso di ragionamenti fatto a tappe, che provo a trasferire.
Sembrerà strano, soprattutto a chi sulla propria poltrona ben salda, si sta facendo crescere una lunga barba senza pensare che ahimè il tempo passa inesorabilmente, ma la generazione Z è fortemente presente nel mondo assicurativo. Questa generazione è abituata ad aver a che fare con i device di ogni specie e genere. Tali “new entry”, poco “new” e molto “entry”, spesso ce li ritroviamo online come dei profeti stile Abramo, ma di cultura molto poca. E noi che facciamo? La nostra etica? Perché volgiamo lo sguardo dalla parte opposta?
Ebbene non possiamo far finta che questo problema non ci tocchi. La clientela intercettata da queste nuove leve fantasiose, può essere forviata da un’attrattiva poco reale. Dovremmo essere umili, capaci e coraggiosi di offrire il nostro aiuto alle nuove generazioni di assicuratori ed accompagnarli in un percorso di crescita come Consulenti Assicurativi di livello.
C’è poco da fare, l’expertise e la duplicazione di storie di successo, devono essere tramandate attraverso la frequentazione di chi ha fatto prima le cose, e parallelamente gli “anziani esperti”, devono essere aperti alle innovazioni senza farsi travolgere, rimanendo con i piedi ben impiantati a terra. Proviamo ad essere noi i giusti Influencer per i nostri colleghi più giovani. Consigli da coach che da sempre forma e segue, con privilegio, le nuove generazioni di Consulenti Assicurativi.
