Le Pmi laziali dimostrano uno scarso livello di consapevolezza e preparazione riguardo il rischio cyber con un punteggio medio di 47 su 100, superiore alla media del Centro Italia (41 su 100) ma inferiore alla media nazionale (52 su 100). In termini di approccio strategico, ovvero la definizione di investimenti e la formalizzazione di responsabilità da parte della popolazione aziendale, le Pmi laziali ottengono un punteggio medio di 48 su 100; rispetto alla capacità di comprendere il dominio aziendale e la filiera, monitorando le risorse e gli asset aziendali, ovvero l’identificazione, il punteggio medio è di 43 su 100, in linea con la media nazionale; per quanto riguarda le leve di attuazione, ovvero la selezione del corretto mix di competenze e modelli organizzativi e di implementazione di iniziative concrete in termini di persone, processi e tecnologie, le Pmi laziali ottengono un punteggio medio di 51 su 100.
I dati sono contenuti all’interno del Rapporto Cyber Index Pmi Lazio, un approfondimento territoriale che rientra nel progetto Cyber Index Pmi, promosso da Generali e Confindustria, con il supporto scientifico dell’Osservatorio Cybersecurity & Data Protection della School of Management del Politecnico di Milano e con la partecipazione dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale. Il report è stato presentato oggi a Roma nel corso della prima tappa del roadshow nazionale dedicato alla promozione della cultura della gestione del rischio cyber tra le piccole e medie imprese italiane.
Delle Pmi laziali che hanno partecipato alla survey per monitorare lo stato di consapevolezza delle loro
organizzazioni aziendali sui rischi cyber, il 12% è fornitore di multinazionali e imprese sopra i 1.000 dipendenti, il 15% ha Relazioni con la Pubblica Amministrazione e il 16% ha sede o impianti all’estero. Il 60% delle imprese coinvolte ha dichiarato di fare ricorso all’utilizzo di strumenti digitali per supportare la propria attività produttiva e il 4% ha subito violazioni negli ultimi 4 anni.
“Come Generali abbiamo l’ambizione di essere Partner di Vita delle persone e delle imprese in ogni momento rilevante, assumendoci la responsabilità che ci deriva dall’essere primo assicuratore in Italia verso le comunità in cui operiamo – ha dichiarato Barbara Lucini, Country Sustainability & Social Responsibility di Generali Italia – È con questo spirito che oggi siamo ospiti di Unindustria: per mettere a disposizione le nostre competenze e la nostra esperienza per promuovere tra le Pmi la cultura del cyber risk e sensibilizzare sulla diffusione di adeguati sistemi di protezione, anche di tipo assicurativo”.
“La cybersecurity deve essere vista come uno strumento che protegge la competitività e, a volte, persino la continuità delle nostre imprese, in modo particolare le Pmi – ha dichiarato Lorenzo Benigni, Vice-Presidente di Unindustria con delega alla Cybersecurity – Implementare le misure di sicurezza aiuterà a proteggere i vostri dati, i vostri clienti e la vostra reputazione. Questo perché un cyber attacco non porta solo a una perdita di dati, ma può significare danni economici, interruzione del business e perdita di fiducia da parte dei clienti. Come Unindustria, proprio lavorando in questa direzione, abbiamo portato avanti progetti di awareness e formazione, insieme alla definizione dei necessari strumenti di supporto soprattutto per le Pmi. Occasioni come questa ci danno la possibilità di svolgere un importante ruolo divulgativo e di creare quelle condizioni, affinché il sistema produttivo, istituzioni e imprese come Generali siano accomunati dall’obiettivo di ridurre i rischi cyber e rafforzare l’intero sistema”.
“La sicurezza informatica è una priorità per le Pmi, sempre più esposte a rischi digitali. Il nostro obiettivo è renderle consapevoli dell’esigenza di adottare strumenti di cybersecurity, anticipando l’applicazione della Direttiva NIS Per questo, con Pmi Academy e altre iniziative di formazione e sensibilizzazione, proviamo ad offrire supporto concreto alle imprese – ha aggiunto Cristiano Dionisi, Presidente della Piccola Industria di Unindustria – Grazie alla nostra rete istituzionale sul territorio, alla collaborazione e al Competence Center Cyber 4.0, stiamo sviluppando percorsi specifici, come quello avviato con il DIH Lazio nell’ambito del progetto Confinhub di Confindustria, per accompagnare le PMI nella transizione digitale sicura in un’ottica di filiera. Presidiare e anticipare queste tematiche è fondamentale per la competitività e la resilienza del nostro sistema produttivo”.
In occasione dell’evento, è stata inoltre annunciata la partenza della prima survey in preparazione del Rapporto 2025, che offrirà una nuova fotografia aggiornata sullo stato della cybersecurity nelle Pmi italiane.
