Cat Nat, ecco come l’innovazione cambia la gestione del rischio

A fare una panoramica sulla normativa introdotta dalla legge di bilancio e sulla situazione assicurativa del nostro Paese relativa alle catastrofi naturali è stato Stefano De Polis, Segretario Generale di Ivass in occasione di un convegno che si è tenuto lo scorso 12 febbraio 2025 presso l'Università Sapienza di Roma.
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Nel contesto della crescente intensità degli eventi catastrofici causati dai cambiamenti climatici, l’Italia compie un passo decisivo verso la protezione delle imprese attraverso l’assicurazione obbligatoria contro i danni da catastrofi naturali. La legge di bilancio 2024 (legge n. 213/2023) introduce un nuovo sistema destinato a coprire i rischi fisici derivanti da eventi naturali come terremoti, alluvioni e frane. L’obiettivo è creare un sistema integrato che, con il contributo del pubblico e del privato, riduca la sottoassicurazione e promuova la prevenzione. A fare una panoramica sulla normativa introdotta dalla legge di bilancio e sulla situazione assicurativa del nostro Paese relativa alle catastrofi naturali è stato Stefano De Polis, Segretario Generale di Ivass in occasione di un convegno che si è tenuto lo scorso 12 febbraio 2025 presso l’Università Sapienza di Roma.

Un sistema di protezione nazionale

Il sistema di assicurazione obbligatoria, pensato per tutte le imprese italiane non agricole, prevede che la Sace garantisca fino al 50% degli indennizzi pagati dalle compagnie assicurative, per un massimo di 5 miliardi di euro all’anno per i primi tre anni. Questo approccio non solo mira a proteggere il patrimonio delle aziende, ma ha anche un forte impatto sulla stabilità economica. “L’assicurazione contro i rischi catastrofali – ha sottolineato De Polis – contribuisce anche alla stabilità finanziaria del sistema, garantendo liquidità in tempi rapidi e velocizzando la ripresa delle aree colpite”.

Un elemento centrale di questo schema è la creazione di una rete di protezione che combina il settore pubblico e quello privato. Le assicurazioni, infatti, dovranno offrire coperture adeguate, ma sempre in collaborazione con Sace, che rappresenta il punto di riferimento pubblico. Inoltre, l’introduzione di due pilastri a livello europeo, il riassicurazione pubblico-privato e un fondo europeo per la ricostruzione post-evento, rafforzeranno la resilienza di tutto il sistema.

Le novità per le imprese italiane

Il sistema obbligatorio segna una vera e propria svolta nel panorama italiano. Fino ad oggi, le risorse per far fronte ai danni da catastrofi naturali erano principalmente a carico delle finanze pubbliche. Ora, l’introduzione di un sistema di assicurazione obbligatoria obbliga le imprese a prevedere una copertura preventiva.

“Si passa da un sistema che affronta i danni ex post – ha affermato De Polis – a un modello che punta alla prevenzione e alla mutualizzazione dei rischi. Le polizze coprono principalmente le immobilizzazioni materiali delle imprese, come terreni, fabbricati, impianti e macchinari, mentre sono esclusi i beni circolanti come i magazzini. Un elemento importante riguarda la chiarezza normativa: le imprese devono assicurare tutti i beni utilizzati nell’esercizio dell’attività d’impresa, anche quelli in leasing o in usufrutto”.

Gli eventi assicurabili e le esclusioni

Il Decreto interministeriale che accompagna la legge fornisce una lista precisa degli eventi catastrofici assicurabili, tra cui terremoti, alluvioni, inondazioni, esondazioni e frane. Tuttavia, sono previste delle esclusioni, come le “bombe d’acqua”, ovvero gli allagamenti dovuti a piogge brevi ma intense che non provocano fuoriuscite d’acqua da bacini o corsi d’acqua. Anche le frane che si sviluppano lentamente non sono coperte, in quanto non soddisfano i criteri di aleatorietà tipici dell’assicurazione.

La gestione delle polizze collettive e l’importanza della trasparenza

Un’altra innovazione importante riguarda la possibilità per le piccole e medie imprese di aderire a polizze collettive stipulate tramite associazioni di categoria. Questo modello può garantire condizioni più favorevoli, ma deve assicurare che le singole imprese abbiano coperture adeguate alle loro necessità specifiche. In questo senso, la trasparenza è fondamentale. Il Decreto stabilisce infatti che le assicurazioni debbano pubblicare tutte le condizioni contrattuali sui loro siti web, per permettere alle aziende di confrontare le offerte e fare scelte consapevoli.

Le sfide future e il ruolo degli intermediari

Con l’entrata in vigore dell’assicurazione obbligatoria prevista per marzo 2025, molte imprese, in particolare le PMI, potrebbero trovarsi a dover adattare le proprie politiche assicurative. L’incentivazione alla cultura della prevenzione e della mitigazione dei rischi sarà cruciale per evitare costi troppo elevati e garantire che le coperture siano proporzionate ai rischi reali.

“L’obbligo di assicurazione deve essere visto come un incentivo per far crescere la cultura della prevenzione – ha dichiarato De Polis. In questo contesto, gli intermediari assicurativi avranno un ruolo fondamentale nel guidare le imprese nella scelta delle polizze più adatte, fornendo anche supporto nella gestione dei rischi”.

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