A cura di CRIF
Le piccole e medie imprese, cuore pulsante dell’economia italiana, risultano spesso sottoassicurate. Questo Protection Gap che mette a rischio la resilienza delle imprese stesse e rappresenta una sfida cruciale per il settore assicurativo.
Uno studio condotto da ANIA in collaborazione con CRIF, pubblicato nel rapporto “L’assicurazione italiana 2024”, rivela che meno della metà del fabbisogno assicurativo delle PMI italiane viene soddisfatto, con una situazione particolarmente grave nel Sud Italia e tra le microimprese. Per colmare questo divario, è necessario un approccio più mirato e innovativo, capace di rispondere efficacemente alle esigenze specifiche di ogni impresa.
Grazie all’intelligenza artificiale (AI) e all’analisi avanzata dei dati, oggi è possibile offrire soluzioni personalizzate in grado di aumentare la protezione e la competitività delle PMI.
Le cause della sottoassicurazione delle PMI
La sottoassicurazione delle PMI è un problema complesso e radicato. Sul versante della domanda, molte imprese non sono pienamente consapevoli dei rischi a cui sono esposte. La scarsa cultura assicurativa porta gli imprenditori a percepire l’assicurazione come un costo, piuttosto che come un investimento strategico per la salvaguardia della propria attività.
Sul versante dell’offerta, il settore assicurativo non sempre riesce a essere proattivo e a offrire soluzioni adeguate. L’approccio standardizzato, poco flessibile, spesso non considera le peculiarità di ciascuna azienda. Questo limita la capacità delle compagnie e dei broker di rispondere alle esigenze del mercato, lasciando molte PMI esposte a rischi imprevisti.
Questa situazione, se non affrontata, rischia di compromettere la stabilità dell’intero sistema produttivo italiano.
AI e dati: una nuova frontiera per la personalizzazione assicurativa
L’evoluzione tecnologica, la disponibilità di dati e l’uso dell’AI stanno trasformando il settore assicurativo, offrendo strumenti per analizzare i bisogni specifici delle PMI con una precisione mai vista prima. CRIF ha sviluppato un algoritmo avanzato che, grazie a tecniche di machine learning, analizza in tempo reale una vasta gamma di dati specifici per ogni impresa.
Questo algoritmo, ricevendo in input la sola Partita IVA, considera in tempo reale oltre venti parametri, tra cui indicatori spaziali per i rischi fisici e score ad hoc per rischi emergenti come quelli cyber. Il risultato è una mappa dettagliata dei rischi aziendali, in base a cui proporre soluzioni assicurative personalizzate sul profilo e sul contesto specifico di ciascuna impresa.
Questa analisi accurata permette agli imprenditori di comprendere meglio le proprie esigenze e le coperture assicurative proposte, aumenta la trasparenza e la fiducia e favorisce una relazione più solida e costruttiva con le compagnie.
Copertura per le catastrofi naturali: un obbligo che diventa opportunità
In questo quadro di sottoassicurazione pesante e diffusa, l’introduzione dell’obbligo di copertura per le catastrofi naturali – previsto dalla Legge di Bilancio 213/2023 – rappresenta una svolta significativa per il settore assicurativo e per le PMI. La normativa prevede che le imprese si dotino di polizze contro rischi come terremoti e alluvioni, rispondendo a un’esigenza sempre più urgente dettata dai cambiamenti climatici.
Solo nel 2023 gli eventi climatici estremi hanno causato in Italia danni per oltre 6 miliardi di euro, sottolineando la necessità di una protezione adeguata. Tuttavia, affinché l’obbligo non sia percepito come un’imposizione fiscale, è essenziale comunicare il valore delle coperture offerte. Le compagnie assicurative devono integrare sistematicamente i rischi climatici nelle proprie strategie, aggiornando i prodotti e dotandosi di strumenti innovativi per il pricing e l’underwriting.
L’innovazione CRIF contro i rischi climatici
Per rispondere a queste sfide, CRIF ha sviluppato un approccio strutturato e innovativo basato sull’analisi evoluta di dati estremamente capillari. Grazie alla partnership con RED, leader nella valutazione del rischio catastrofale, CRIF fornisce alle compagnie assicurative informazioni dettagliate su oltre 5 milioni di aziende italiane.
Le informazioni includono dati economico-finanziari, indicatori di sostenibilità ed esposizione a tutta la gamma dei rischi fisici – catastrofali e non – con una precisione micro-geografica che arriva a porzioni di territorio di 30 metri per 30 metri. Questo consente di valutare nel dettaglio immobili, macchinari e merci da assicurare, personalizzando tariffe e coperture in base alle specifiche esigenze aziendali.
Grazie a questi strumenti, CRIF è in grado di costruire tariffe benchmark valide su scala nazionale e personalizzarle sulle caratteristiche del portafoglio della singola compagnia. Questo approccio è cruciale per gestire anche rischi meno conosciuti, come le frane, riducendo il pericolo dell’antiselezione.
Inoltre, CRIF supporta le compagnie nelle analisi di scenario richieste dai regolatori, fornendo modelli predittivi su diversi orizzonti temporali per valutare strategie, opportunità e fabbisogni di capitale nel lungo periodo.
Il ruolo delle compagnie per il futuro e la resilienza delle PMI
L’intelligenza artificiale e dati di qualità rappresentano leve strategiche a disposizione delle compagnie per colmare il Protection Gap e rendere le PMI italiane più resilienti. Spingendo sull’innovazione, il settore assicurativo può offrire soluzioni su misura, migliorare la relazione con i clienti e promuovere una cultura della protezione più diffusa.
Ridurre il divario di protezione è una priorità economica, un obiettivo collettivo per rafforzare la competitività e la stabilità del sistema produttivo italiano. In questo contesto, CRIF si posiziona come partner strategico per gli operatori assicurativi, offrendo soluzioni in grado di trasformare un problema cronico in un’occasione di crescita sostenibile.
Con strumenti all’avanguardia e un approccio orientato al futuro, il settore assicurativo può affrontare le sfide poste dai cambiamenti climatici, migliorare la resilienza delle PMI e contribuire alla costruzione di un’economia più solida e sostenibile.
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