Insurance Europe ha recentemente chiesto alla Commissione Europea (CE) di ritirare la Direttiva sulla responsabilità per l’intelligenza artificiale (Aild). Secondo l’Associazione, “la direttiva creerebbe incertezza giuridica e scoraggerebbe l’innovazione”. Pur riconoscendo l’impegno della Commissione nel facilitare il risarcimento dei danni causati dall’IA, la proposta attuale rischia di aumentare gli oneri di conformità per le imprese e di confondere i consumatori sui propri diritti.
“Il quadro Aild proposto – ha spiegato Insurance Europe – potrebbe generare incertezza giuridica invece di rafforzare la protezione dei consumatori. L’ambito di applicazione e l’interazione con la legge europea sull’IA e con la Direttiva sulla responsabilità dei prodotti (Pld) riveduta non sono chiari. Ciò comporterebbe maggiori oneri di conformità per le aziende e confusione per i consumatori”.
L’Associazione ha inoltre individuato i punti critici della proposta che richiedono una revisione. “L’aumento dell’onere probatorio per fornitori e utenti di IA rischia di penalizzare l’innovazione invece di supportarla. L’inclusione di soglie probatorie vaghe favorirà un incremento delle cause legali, scoraggiando i fornitori e gli utenti dall’innovare e gli assicuratori dall’offrire coperture”.
Se la proposta dovesse essere mantenuta e una revisione – prevista dopo cinque anni dal recepimento – introducesse un’assicurazione obbligatoria, Insurance Europe ritiene essenziale preservare la libertà contrattuale ora e in futuro. L’assicurazione obbligatoria può funzionare solo in mercati maturi e omogenei, situazione che attualmente non esiste. Gli assicuratori possono sostenere l’innovazione dell’IA solo in un quadro che rispetti la libertà contrattuale.
