In occasione della seconda tappa del ciclo di incontri “Cambiamenti Climatici. Prevenire e mitigare il rischio – Axa incontra il territorio”, tenutasi a Cervia con il patrocinio di Ania e del Comune, Axa Italia ha presentato un focus scientifico sul grado di rischiosità futuro della regione Emilia-Romagna, realizzato da Axa Climate, con proiezioni al 2050
Al centro della ricerca, 3 ambiti di rischio prioritari: inondazioni, erosione costiera e temperature estreme.
Sulle inondazioni, particolarmente impattata risulta la parte settentrionale della regione, con livelli di alluvione previsti nel 2050 che potrebbero raggiungere i 4 metri al confine, specie intorno al fiume Po.
Il massimo livello di allerta riguarda il territorio della Riserva Naturale Bosco della Mesola e Torre Abate in Provincia di Ferrara, con un amento previsto fino a 1,58 m al 2050 e altezze delle inondazioni che passerebbero da 25 cm a 1,83 m; a Ravenna, il rischio di inondazioni arriverebbe fino a 1,30-2m nel 2050 in funzione della zona.
È ancora Ravenna al centro delle principali preoccupazioni legate all’erosione costiera, con una riduzione della linea costiera di alcune spiagge di circa 50 metri entro il 2050, mentre in alcuni piccoli villaggi è previsto un arretramento fino a 33,18 metri rispetto a quella attuale.
Per quanto riguarda le temperature estreme, in alcune aree si prospettano fino a 20 giorni l’anno in cui le temperature percepite all’ombra saranno maggiori dei 40°C entro il 2050, un fenomeno senza precedenti. Una grande sfida, ad esempio, per Rimini e le altre città costiere della Romagna, con episodi di calore che saranno quadruplicati rispetto ad oggi (da 15 a 61 giorni all’anno con temperature secche superiori ai 30 gradi).
Axa ha infine voluto porre l’attenzione su possibili azioni di prevenzione e mitigazione di questi rischi: da misure in ottica di sensibilizzazione o di revisione dei piani di emergenza e di business continuity, fino a potenziali misure di adattamento delle infrastrutture e delle attività aziendali.
“Questo incontro, che è parte di un ciclo che toccherà molte regioni italiane, ha un duplice obiettivo: da un lato diffondere la cultura della prevenzione e mitigazione del rischio con approcci scientifici e dall’altro coinvolgere tutti gli attori del territorio, istituzioni locali, associazioni di categoria, imprese e cittadini – ha commentato Chiara Soldano, ceo del Gruppo assicurativo Axa Italia – In un Paese come l’Italia, dove quasi il 95% dei comuni è a rischio frane, alluvioni/erosione costiera, come assicuratori abbiamo il dovere di contribuire a diffondere maggiore consapevolezza dei rischi climatici e delle strategie per contrastarli, esercitando il nostro ruolo, che non è solo economico, ma anche sociale”.
“La gestione dei rischi climatici richiede una pianificazione e una protezione assicurativa che non sono ancora sufficientemente sviluppate in Italia – ha aggiunto Umberto Guidoni, co-direttore Generale di Ania – È fondamentale costruire un sistema basato sulle partnership tra pubblico e privato, come avviene già in altri Paesi, per tutelare in modo adeguato e sostenibile i cittadini e le imprese”.
Durante l’evento si è svolta una tavola rotonda a cui hanno partecipato Filippo Emanuelli, managing director di Belfor Italia; Roberto Bozzi, presidente Confindustria Romagna; Gian Maria Martini, ceo di Unigrà; Maurizio Rainò, chief claims officer di Axa Italia. In apertura e chiusura gli interventi dell’assessore ai lavori pubblici e alle attività produttive del Comune di Cervia, Mirko Boschetti e di Andrea Corsini, assessore a mobilità e trasporti, infrastrutture, turismo, commercio della Regione Emilia-Romagna.
Tra i temi affrontati: l’esperienza e il vissuto delle aziende del territorio, le iniziative per la gestione del rischio già predisposte e a piano per il futuro a livello associativo, i programmi di prevenzione e le possibili modalità di intervento messe in atto in occasione di eventi calamitosi da parte di una compagnia assicurativa o da aziende leader nel settore del risanamento post-sinistro.
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