Articolo di Jozef Bala, CEO Athora Italia
Viviamo in un mondo sempre più incerto: l’Europa e il mondo occidentale, dopo la fine della Seconda guerra mondiale, hanno vissuto uno dei periodi più lunghi di pace e prosperità economica della storia. Nell’ultimo secolo, in particolare, le conquiste in campo scientifico hanno accelerato la creazione di ricchezza. Pur in presenza di sfide geopolitiche importanti, nei decenni passati la forza e credibilità delle leadership politiche occidentali hanno consentito agli operatori economici e finanziari di lavorare in un contesto sostanzialmente stabile. Oggi le stesse leadership politiche evidenziano qualche debolezza e guardiamo ai rischi geopolitici con crescente preoccupazione.
Le fonti di rischio non mancano, alcune sono già evidenti, altre possono aprire nuovi scenari di tensioni globali con relative conseguenze sui mercati finanziari e sul settore assicurativo.
L’aggressione della Russia ai danni dell’Ucraina ha provocato instabilità in Europa e ha avuto un impatto significativo sui mercati energetici globali, causando aumenti dei prezzi di gas e petrolio. Inoltre, ha portato a sanzioni economiche contro la Russia, con conseguenze sulle catene di approvvigionamento e sull’inflazione.
Le relazioni tra Stati Uniti e Cina sono tese su vari fronti, inclusi commercio, tecnologia, diritti umani. La nuova presidenza americana quasi sicuramente avrà la Cina come priorità dell’agenda geopolitica.
Il conflitto in Israele e le tensioni in Medio Oriente, continuano a rappresentare un rischio per la stabilità energetica e la sicurezza globale. La crescita di movimenti nazionalisti e populisti sta portando e può portare ulteriore instabilità e cambiamenti nelle politiche economiche e fiscali.
Il terrorismo internazionale rimane una minaccia, con gruppi estremisti che possono destabilizzare regioni e provocare reazioni politiche e militari.
La crescente frequenza e sofisticazione degli attacchi informatici rappresentano un rischio crescente per la sicurezza economica e nazionale.
Le proteste e i movimenti sociali in varie parti del mondo, spesso legati a disuguaglianze economiche, diritti umani e questioni ambientali, possono creare instabilità e influenzare le politiche governative.
Infine, i cambiamenti climatici stanno avendo impatti geopolitici significativi: le risposte politiche e le migrazioni forzate causate dai disastri naturali possono portare a ulteriori tensioni.
Questi rischi geopolitici possono interagire tra loro, amplificando le conseguenze e rendendo difficile la previsione degli impatti a lungo termine sui mercati finanziari e sul settore assicurativo. Le compagnie assicurative devono quindi essere pronte a gestire l’incertezza e a implementare adeguate strategie di gestione del rischio.
Nello specifico, per quanto riguarda l’impatto sui rendimenti delle polizze vita, i rischi geopolitici possono provocare turbolenze nei mercati, con conseguente volatilità dei prezzi di azioni, obbligazioni e altri strumenti finanziari. Questo può influenzare negativamente i rendimenti degli investimenti collegati alle polizze vita.
In tal senso, i prodotti collegati a Gestioni Separate, pertanto i prodotti di Ramo I, dovrebbero subire di meno gli effetti della volatilità essendo essi per costruzione immuni alle variazioni di valore degli investimenti finanziari fintanto che non vi è il realizzo dell’investimento stesso. Tuttavia, è fondamentale selezionare accuratamente i prodotti assicurativi in cui si intende investire, in quanto molte Gestioni Separate oggi sono in raccolta netta negativa e questo implica che le compagnie devono disinvestire una parte del portafoglio investimenti per finanziare le uscite.
In questo contesto, l’aggravarsi dello scenario geopolitico e le conseguenze, per esempio, sul rischio di insolvenza di stati sovrani o aziende, con relativo allargamento degli spread di credito, piuttosto che l’effetto sui tassi d’interesse, può influenzare negativamente il valore degli investimenti a reddito fisso nel momento in cui compagnie sono forzate a vendere questi strumenti. In particolare, le dinamiche macroeconomiche attuali combinate con lo scenario geopolitico lasciano pensare che i tassi d’interesse, soprattutto sulla parte lunga, potrebbero rimanere alti per un lungo periodo, e anche sui tassi a breve le banche centrali potrebbero sorprendere negativamente il mercato con una riduzione più lenta di quanto il mercato stia attualmente scontando.
Le compagnie, pertanto, dovrebbero da un lato rivedere le proprie strategie di investimento per mitigare i rischi associati a instabilità geopolitiche, dall’altra rivedere l’offerta di prodotto al fine di migliorare il cosiddetto “asset & liability matching”. Athora Italia lavora in entrambe le direzioni, che peraltro sono fondamentalmente interconnesse con prodotti che consentono di mitigare il rischio tasso e che prevedono una scadenza predefinita (tra i 5 ed i 10 anni). Questo è ideale e permette di investire in obbligazioni di pari durata rispetto alla durata delle polizze e soprattutto non obbliga la compagnia ad investire in strumenti a lunghissima durata, tipicamente più esposti al rischio tasso. Ulteriore accortezza, è quella di privilegiare il credito privato rispetto al credito “pubblico”, in modo da ridurre l’esposizione ai rischi sistemici, e in particolare a quelli geopolitici che quando si realizzano tipicamente colpiscono tutte le asset class. Un altro tema di rilievo riguarda i sistemi di garanzie: in Athora Italia, per esempio, offriamo garanzie finanziarie con minimi garantiti dei prodotti in caso di morte e scadenza compresi tra il 2 e il 6%, in base alla durata, e garanzie assicurative con una copertura caso morte che si somma al capitale da liquidare. Sono passi importanti per accrescere la stabilità e l’efficienza del prodotto vita e valorizzare al contempo il contenuto di protezione tipico del rapporto assicurativo.
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