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In un’era caratterizzata da rapidi cambiamenti tecnologici, il settore assicurativo si trova di fronte a una profonda trasformazione. L’adozione di tecnologie emergenti – come AI generativa, robotica, Big Data e Blockchain – rappresenta un driver di innovazione, ma richiede altresì lo sviluppo di una cultura assicurativa più evoluta, insieme a competenze digitali e tecnologiche avanzate. Uno studio condotto da EY e l’Italian Insurtech Association rivela che il 44% degli intervistati riconosce nell’AI generativa il più grande potenziale innovativo per il settore assicurativo; tuttavia, solo il 7% ha raggiunto un grado di maturità avanzato nella sua implementazione, puntando particolarmente sulla gestione dei sinistri. Ciò evidenzia un’ampia opportunità di crescita e l’importanza della formazione del personale per colmare il gap di competenze e sfruttare appieno il potenziale dell’innovazione digitale.

Le startup sono al centro di questa trasformazione, abbracciando l’innovazione digitale e l’Open Innovation per ridefinire i modelli di business assicurativi. Grazie all’innovazione digitale è possibile elaborare offerte assicurative più accurate e personalizzate, migliorando la valutazione dei rischi e l’efficienza operativa. L’automazione e l’AI possono ridurre errori e tempi di gestione, oltre a migliorare il rapporto con i clienti grazie a chatbot e assistenti virtuali operativi 24/7. Questo contesto digitale permette di raggiungere i clienti con una velocità e una precisione senza precedenti. L’Open Innovation, d’altro canto, facilita la creazione di sinergie con altri player del settore, accelerando lo sviluppo di soluzioni innovative e condividendo risorse e competenze. In questo modo, le startup possono espandere il loro mercato e la loro rete di potenziali clienti e partner. Per il 2024, in Italia si prevede un aumento degli investimenti digitali con un +1,9% dei budget in ICT delle aziende. Non solo, nel 2023 l’86% delle grandi aziende italiane ha adottato pratiche di Open Innovation, soprattutto in collaborazione con le startup (58%), percentuale che sale all’80% se si considerano anche quelle che intendono farlo. Sono questi i dati degli Osservatori Startup Thinking Digital Transformation Academy della School of Management del Politecnico di Milano.

Nonostante queste opportunità, l’adozione dell’AI nel settore assicurativo comporta anche delle sfide, in particolare riguardo l’etica dell’uso dei dati e alla privacy. È fondamentale che i sistemi di AI siano trasparenti, equi e privi di pregiudizi.

L’Europa si pone all’avanguardia con una normativa sull’IA, conosciuta come l’Artificial Intelligence Act, e progettata per sostenere lo sviluppo e l’uso dell’IA in una vasta gamma di settori, garantendo al tempo stesso un alto livello di protezione per gli interessi pubblici, come la salute, la sicurezza e i diritti fondamentali. Il regolamento è coerente con altri quadri legislativi chiave, come il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR), ed è progettato per garantire che l’IA non abbia un impatto negativo su consumatori e altre persone. Inoltre, l’AI Act include disposizioni per il miglioramento delle condizioni di lavoro per la piattaforma.

L’Italia segue la normativa europea sull’IA ma ha anche elaborato un approccio nazionale attraverso il Piano Strategico per l’Intelligenza Artificiale 2022-2024. Questo piano si allinea alle direttive dell’Unione Europea e delinea ventiquattro politiche chiave per sostenere e promuovere lo sviluppo e l’applicazione dell’IA in Italia. Queste politiche mirano a mantenere la competitività tecnologica del Paese a livello internazionale e promuovere la digitalizzazione.

Tuttavia, come sopracitato, si affronta il problema del divario di competenze tecniche e la necessità di sviluppare una cultura innovativa per supportare l’adozione di tali emergenti tecnologie.

Ma questa non è l’unica sfida che le startup devono affrontare; con l’avvento delle nuove tecnologie, è fondamentale che le startup adottino misure avanzate per la sicurezza e la protezione dei dati personali, specialmente in luce dell’aumento degli attacchi cyber, che nel 2023 hanno segnato un incremento dell’11% a livello globale e del 65% in Italia. Gli attacchi classificati come “critici” o “gravi” rappresentano oltre l’81% del totale, rispetto al 47% del 2019.

Per fronteggiare queste sfide e capitalizzare le opportunità presentate dall’innovazione digitale e dall’Open Innovation, le startup devono quindi adottare strategie proattive. Un impegno costante nella protezione dei dati e nella sicurezza informatica è fondamentale, così come lo sviluppo di relazioni solide con le autorità regolatorie. Le collaborazioni strategiche possono, inoltre, agire come catalizzatori di crescita, aiutando le startup a superare le barriere all’entrata e ad accedere a nuove risorse, amplificando il loro potenziale di successo in un settore in continua evoluzione.

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Sauro Mostarda, Ceo di Lokky.