Broker Mania: l’Italia sta passando di mano e non è un caso

I broker Internazionali ed i fondi di Private Equity hanno da tempo individuato nelle società di brokeraggio italiane degli ottimi investimenti e questo deve solo far piacere.
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L’articolo pubblicato nei giorni scorsi su Milano Finanza ripropone e rievidenzia un fenomeno che ormai è in atto da 2 anni sul mercato italiano.
I broker Internazionali ed i fondi di Private Equity hanno da tempo individuato nelle società di brokeraggio italiane degli ottimi investimenti e questo deve solo far piacere.

Se compratori specializzati, con a disposizione molta cassa e liquidità, pur in presenza di tassi di interesse elevati investono somme importanti in queste realtà è perché il ritorno, anche finanziario, che prevedono sull’investimento è elevato .

Va da sé che preso in esame, in queste operazioni, e’ soprattutto l’aspetto industriale e le prospettive di crescita del nostro mercato ampiamente sotto assicurato.

Nonostante tutto questo proprio alla uscita della notizia su MF si leggono sui social più specializzati come Linkedin commenti tra i più disparati che oltre a non valorizzare queste operazioni di merger gridano all’assalto alla diligenza .

Vorrei ricordare a tutti coloro che , broker o addetti ai lavori, criticano senza motivo e anzi vedono in queste operazioni solo speculazioni finanziarie, questi Merger sono prima di tutto fatti tutti in contanti , con vero esborso di danaro, vanno a valorizzare gli asset italiani dimostrando che il lavoro fatto dagli azionisti cedenti è stato credibile e valido e quindi non vengono a distruggere valore, anzi lo creano e lo moltiplicano .

Ma la vera domanda da porsi, mettendo da parte le critiche non costruttive, è perché se questi asset sono così appetibili non siano state costruite Italia su Italia ( tranne poche ) operazioni di fusione e accorpamento per creare dei veri Big italiani da parte di Italiani?

Mancanza di idee? Mancanza di danaro? Paura di prendere decisioni così importanti?

Il mercato assicurativo, in generale, sta andando e andrà sempre più nei prossimi 5 anni verso la più ampia concentrazione.

Se le belle realtà italiane stanno passando di mano non è per l’assalto alla diligenza o per una prevaricazione territoriale posta in essere dai player internazionali ma deriva da una mancanza di coraggio italico che non ha , nei tempi giusti, ( ormai è troppo tardi ) messo in atto un processo di aggregazione che poteva portare alla creazione del grande Big Broker domestico.

Ardonagh, Howden , Pib Group, Pollen Street, e gli altri che arriveranno stanno facendo quello che è giusto fare: aggregare per competere.

Noi siamo prede perché non siamo mai stati in grado di diventare cacciatori. Facciamocene una ragione.

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