Cirasola, Presidente, Anapa

L’associazione degli agenti di assicurazione professionisti italiani Anapa ImpresAgenzia ha espresso il proprio plauso per la decisione del Governo di non inserire nella Legge di Bilancio l’obbligo di iscrizione degli intermediari assicurativi all’Enasarco.

“Avevamo espresso la nostra incredulità per quello che abbiamo considerato fin da subito un mero errore tecnico – ha dichiarato il presidente di Anapa Vincenzo Cirasola – L’assoggettamento alla normativa in materia di contribuzione previdenziale integrativa prevista per gli agenti ed i rappresentanti di commercio, oltre a rappresentare un forte onere aggiuntivo, non avrebbe trovato alcuna giustificazione per la nostra categoria che nulla a che vedere con gli agenti di commercio. I titolari delle nostre agenzie, in particolare, hanno già da anni un loro Fondo di Previdenza complementare e a una Cassa di Previdenza frutto della libera contrattazione collettiva con l’Ania e non imposto dall’alto, che si aggiunge all’iscrizione all’Inps e ad altre forme tutela previdenziale”.

Anapa ora sta approfondendo l’impatto di un’altra misura contenuta nella legge di bilancio. Si tratta dell’obbligo di ritenuta di acconto sulle provvigioni percepite dagli agenti di assicurazioni che fino ad oggi godevano di un regime di esenzione. “Occorre considerare – scrive l’associazione – che l’anticipato versamento delle imposte, rispetto alle normali scadenze annuali, verrebbe calcolato sulle provvigioni lorde mentre l’imposta definitiva è imputata ovviamente al netto delle spese sostenute dall’intermediario. Qualora ne ravvisasse la necessità l’associazione non mancherebbe di rappresentare nelle opportune sedi istituzionali il punto di vista degli agenti”.

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Redazione Insurzine

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