Grandina sul Ramo 9

Momento delicato per le compagnie. Lo strumento assicurativo tradizionale non è più in grado di far fronte da solo alle perdite di produzioni agricole da eventi catastrofali. Scopriamo insieme perchè.
danni grandine

Le assicurazioni ammettono la sconfitta. O meglio, ammettono che il momento è talmente complicato che anche le compagnie soffrono ed alcune molto più delle altre. Il tema che ha scatenato il mea culpa e, al contempo, la voglia di riscatto, è quello delle mutate condizioni climatiche che da molti mesi ormai stanno danneggiando tutta la penisola. 
Purtroppo, lo strumento assicurativo tradizionale non è più in grado di far fronte da solo alle perdite di produzioni agricole da eventi catastrofali, soprattutto perché il mercato assicurativo sta riducendo anno dopo anno le capacità assuntive per la copertura di questi rischi. 

Gli eventi che dovrebbero presentarsi con bassa frequenza, ma che sono in grado di avere effetti molto gravi al loro verificarsi hanno mutato ormai stabilmente la loro frequenza tanto che sono ormai norma e consuetudine e certi nel loro verificarsi. 

Tutto questo ad oggi sul mercato italiano si è trasformato in una enorme richiesta di risarcimenti a fronte dei rischi assicurati con altrettanta difficoltà di alcune imprese assicurative (specie quelle più focalizzate su questi rischi che siano grandine su culture o grandine per danni su mezzi e veicoli) tanto che sul mercato esiste molta preoccupazione da parte di agenti e società di brokeraggio che si stanno vedendo rifiutare i risarcimenti dei danni per i clienti che rappresentano (Broker) o che hanno stipulato polizze (agenti) con formule di reiezione che molti reputano ambigue e non coerenti con le polizze sottoscritte e stipulate.

E se consideriamo che anche questo settore è molto sottoassicurato il fatto che anche i pochi che hanno cercato di arginare i rischi sono di per se troppi per essere risarciti la dice lunga sia sul sentiment verso il mondo delle polizze sia sulle modalità assicurative e riassicurative di questi rischi che nel contempo, se riproposti al mercato, viste le già citate mutate condizioni, saranno molto più costosi , non sempre tutti i rischi saranno assicurabili e sicuramente non sostenibili da tutte le compagnie assicurative visti i livelli dei risarcimenti in gioco.

Un mercato per pochi quindi, ma per quelli che hanno in corso i sinistri adesso si apre la partita dei risarcimenti e delle probabili, elevate, cause legali tra assicurati e imprese senza contare che i contenziosi stessi saranno comunque costi da accantonare con pericolosi risvolti verso i patrimoni delle compagnie stesse, almeno di alcune.

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