Si è appena concluso presso Ca’ Corniani – Terra d’Avanguardia a Carole, il primo Hackathon Sostenibilità di Generali, progetto nato per accelerare l’integrazione dei fattori Esg nei processi, nel business e nella cultura aziendale del gruppo. All’iniziativa hanno preso parte 130 persone tra dipendenti e agenti, compreso tutto il management di Generali Country Italia, e facilitatori, advisor interni ed esperti che hanno supportato i gruppi di lavoro.
Il contest
I partecipanti sono stati divisi in 16 gruppi per sfidarsi in una no-stop di 24 ore, mirata a sviluppare idee progettuali innovative per contribuire in maniera proattiva all’integrazione dei criteri Esg nei processi, nel business e nella cultura aziendale. Quattro gli ambiti in cui si sono sfidati: il cambiamento climatico, la decarbonizzazione e la transizione energetica; l’inclusione sociale e il Terzo Settore; l’invecchiamento e le nuove generazioni; mindset sostenibile ed engagement. I sedici team hanno illustrato i lavori davanti alla propria giuria di valutazione in quattro semifinali in parallelo. Otto team, due per ogni sfida, sono giunti in finale e quattro, una per sfida, le idee migliori infine premiate da una giuria.
“Fare sostenibilità, principio ispiratore del nostro piano strategico Lifetime Partner 2024: Driving Growth – ha dichiarato Barbara Lucini, responsabile country sustainability & social responsibility di Generali Italia – significa essere un’azienda trasformativa, generativa e guidata dall’impatto, in grado di creare valore condiviso nel lungo periodo. Oggi si conclude a Ca’ Corniani – Terra d’Avanguardia il nostro primo Hackathon Sostenibilità, una maratona non-stop di 24 ore con 130 partecipanti e un solo, grande, obiettivo: coinvolgere le nostre persone per renderle protagoniste di un cambiamento. Un cambiamento sempre più necessario e nel quale crediamo molto, convinti che dobbiamo continuare a fare ciò che sappiamo fare da 192 anni: occuparci di futuro, per uno sviluppo sostenibile”.
Hackathon Sostenibilità, un evento sostenibile “by design”
L’iniziativa è stata realizzata secondo i principi della sostenibilità e per contenere il più possibile la propria impronta carbonica. Dagli allestimenti ai gadget, dai mezzi con cui i partecipanti hanno raggiunto Ca’ Corniani al catering: tutto è stato pensato per ridurre l’impatto ambientale, valorizzare esperienze di inclusione e dare una seconda vita alle cose secondo lo spirito dell’economia circolare. Per questo partecipanti e management hanno sottoscritto la “Carta degli Impegni”.
Alla riuscita dell’evento hanno contribuito: Progetto Quid, l’azienda che, dando nuova vita ai tessuti, ha fornito le felpe; Up2You, che ha misurato la carbon footprint dell’evento; Natur Design, per l’allestimento in cartone, riciclato e riciclabile al 100%; Food For Good, che ha recuperato le eccedenze alimentari in collaborazione con il Banco Alimentare; This, che ha fornito assorbenti completamente compostabili e plastic free; Bike and Go, per il noleggio delle biciclette; Rosso, la startup che sensibilizza sull’importanza di donare il sangue; My Grants, che punta ad avvicinare i migranti al mondo del lavoro; My Secret Case, che favorisce la diffusione dell’educazione sessuale secondo i principi dell’inclusività.
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