Benessere aziendale, Aon Italia lancia i Wellbeing Days

La società ha ospitato il primo appuntamento del format "Aon Wellbeing Days" che ha l’obiettivo di costruire una nuova cultura del lavoro.
Aon, Wellbeing

Costruire una nuova cultura del lavoro, condividendo con aziende e dipendenti il messaggio che investire nel miglioramento del benessere delle persone non solo porta al raggiungimento di migliori performance aziendali, ma è anche l’unico modo per eccellere nel mercato. Questo l’obiettivo di “Aon Wellbeing Days”, ciclo di incontri promossi dalla dalla Divisione Health & Benefits di Aon Italia.

Il primo appuntamento dal titolo “Wellbeing & Generazioni: nuove visioni sul futuro del benessere aziendale“, aperto da Luca Morandi, ceo di Aon Advisory & Solutions, ha visto la presenza di Beniamino Pagliaro, caporedattore a La Repubblica, fondatore di Good Morning Italia, che ha illustrato le “bugie” con cui si stanno confrontando le giovani generazioni sul lavoro e sul loro work life balance.

Le giovani generazioni e le 3 bugie su lavoro

Cinque diverse generazioni a confronto si trovano, infatti, per la prima volta nella storia a convivere negli stessi luoghi di lavoro: quella “Silenziosa”, nata prima del boom economico degli anni ‘50, i Boomer, la Generazione X, i Millennial e la Gen Z (chiamata anche “Generazione Zoom”), ognuna delle quali ha prospettive, esigenze e background culturali molto diversi, che richiedono soluzioni differenti per garantire il miglior benessere lavorativo possibile.

Per capire il fenomeno del confronto generazionale, secondo i più recenti dati Istat è evidente come siano cambiate priorità e possibilità. Se tra il 1950, anno di nascita delle generazioni più anziane ancora lavorative, e il 2020, il numero medio di figli per donna è sceso da 2,36 a 1,24; l’età media al primo parto è passata da circa 25 anni a oltre 32. Inoltre, gli ultimi vent’anni sono stati caratterizzati anche dal posticipo dell’età in cui i giovani escono dalla famiglia di origine e ne costituiscono una propria. Mentre ancora 20-30 anni fa, quasi il 90% dei 40-44enni aveva già costituito un proprio nucleo coniugale ed era diventato genitore, oggi, in questa classe di età, tale percentuale è scesa attorno al 70%.

Appare quindi evidente come negli ultimi anni, i giovani abbiano visto le loro aspettative disilluse e si trovino così a confrontarsi su 3 macro bugie, di cui le aziende devono tener conto per offrire dei servizi in grado di rispondere alle nuove aspettative e ai nuovi bisogni generazionali. E così la “bugia della scrivania” ha mostrato come l’ufficio, sempre più un clic sull’icona di Zoom, sia il luogo-emblema del confronto generazionale, cambiando le modalità con cui si raggiunge il benessere organizzativo e professionale, ma anche sociale ed emozionale, rendendo necessario incentivare la creazione di rapporti, sistemi di training e mentorship anche a distanza, in smart-working.
Mentre il (mancato) benessere economico e le narrazioni secondo cui il futuro del lavoro sarebbe già scritto hanno portato alla “bugia della promessa” e alla “bugia del cambiamento impossibile”: stipendi meno alti, matrimoni e figli in tarda età, aumento dei costi per affitti e acquisto prima casa, rendono necessario mettere a disposizione soluzioni che aiutino a raggiungere il benessere sociale e sinanziario.

Proprio per affrontare queste tematiche, durante l’evento si è tenuta una tavola rotonda con Fineco e Fondazione Policlinico Gemelli, e la partecipazione di Andrea Canonico, Chief Development Director Health & Benefits di Aon, Claudio Giambelli, Head of Employee Benefits di Aon, Sara Mirarchi, Culture & Change Manager – South East Europe di Aon, e Cecilia Exacoustos, Deputy Head of Welfare & Wellbeing Solutions di Aon, che si sono confrontati sulle soluzioni sviluppate in ambito di welfare aziendale all’interno delle loro realtà.

“Le aziende – ha dichiarato Luca Morandi, ceo di Aon Advisory & Solutions – stanno cercando di costruire una forza lavoro in grado di affrontare le importanti sfide quotidiane e i grandi e repentini cambiamenti. Per questo riteniamo sia necessario sviluppare una strategia del Benessere in grado di supportare i dipendenti sia in termini di sostegno, che di investimenti finanziari. Tutto ciò aiuta anche ad attrarre e trattenere i talenti. Il benessere è tutt’altro che una questione di nicchia: i programmi di Wellbeing e di Welfare aziendale progettati da Aon per rispondere alle diverse esigenze dei dipendenti possono avere un impatto di ampio respiro su un’organizzazione grazie all’erogazione di servizi, assicurativi e non”.

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