É ancora possibile trovare una soluzione per salvare la compagnia assicurativa Eurovita dal fallimento? Esistono le condizioni per poter evitare di incappare nel divieto di poter fornire aiuti di stato che l’Europa ci boccerebbe? É possibile che qualcuno non abbia già od ancora pensato ad una soluzione che non sia la impraticabile richiesta al mercato dei competitor di Eurovita di salvarla dal default?

Possiamo immaginare che il detto mors tua vita mea per quanto cinico possa essere in questo caso venga già praticato e posto in essere e la possibilità di chiedere un aiuto al mercato non poteva venire presa in considerazione anche perché, detto fuori dai denti, la caduta di un player diminuisce la concorrenza e al di là di un panic selling di qualche mese, come spesso accade, il tempo sanerebbe la situazione e a meno di cose non conosciute o crisi sistemiche sui mercati finanziari la memoria di quanto accaduto a breve sarà scomparsa.

E comunque la dimensione di un default come Eurovita non minerebbe il mercato delle polizze vita almeno nel medio – lungo termine (se non sotto l’aspetto reputazionale cosa che non va comunque trascurata). E allora cosa fare?
Lanciamo una idea ,ma perché non si cerca di interessare i player concorrenti, tutti o in parte, a intervenire nel salvataggio, ripianando il capitale per assolvere ai criteri di Solvency, permettendo a chi acquista di poter gestire, con le proprie forze organizzative e commerciali il problema dei riscatti (generati sulla mancanza di fiducia sul prodotto vita) dandogli però, avendo accettato comunque un grosso rischio di perdita di premi, un 20% di aiuto non come capitale (rischioso per essere poi visto come aiuto di Stato), ma come credito fiscale da utilizzare nel tempo che possa compensare la possibile perdita di assicurati?

Facendo così si metterebbe in grado chi compra di accettare un rischio di perdita ma di poterlo compensare, se ne ha le capacità e la organizzazione, con un vantaggio per i propri conti. Altrimenti nessuno potrà mai prendere in considerazione un onere del genere mettendo a rischio la propria azienda per cercare di salvare un competitor che per i motivi più vari ha fallito la propria gestione. Qualcuno raccoglierà l’idea? Siamo ancora in tempo? Possibile che nessuno ci possa aver già pensato?

Seguici sui nostri canali social: Facebook Twitter 

Leggi tutte le nostre notizie cliccando QUI

L'Infiltrato

Addentro al settore assicurativo, osserva, capta e annota voci di mercato, indiscrezioni su partnership e cambi di casacca. Protetto dall'anonimato rilascia i suoi segreti alla redazione di Insurzine.