assicurazione animali domestici

Gli italiani spendono sempre di più per curare i loro animali domestici. Nel 2021, secondo i dati dell’ultimo report sul monitoraggio della spesa sanitaria della Ragioneria generale dello Stato, l’esborso ha quasi raggiunto il miliardo di euro (960 milioni), contro gli 858 milioni del 2019. Si tratta di un incremento del 12% rispetto al periodo pre pandemico. Ad assorbire quasi il 70% della spesa sono i veterinari, seguono le farmacie pubbliche e private, che hanno incassato 240 milioni, in crescita del 26% rispetto al 2019. Tenuto conto della limitata detraibilità fiscale (beneficio massimo di 80 euro) e che pertanto non tutte le spese veterinarie vengono dichiarate nei modelli Irpef, si può presumere che i costi nel 2022 abbiano ampiamente superato il miliardo di euro.

E non è soltanto la salute dell’animale a preoccupare. Animali domestici possono essere causa di danni a cose, persone o altri animali. Anche in questo caso spese per risarcimenti possono essere molto rilevanti, anche di milioni di euro nei casi più estremi.

“Proprio per mettersi al riparo dai rischi esistono le assicurazioni, anche per gli animali domestici – ha sottolineato il presidente di Anapa Vincenzo Cirasola – Le cure veterinarie stanno diventando sempre più sofisticate ma allo stesso tempo sempre più onerose, il costo di un intervento chirurgico può raggiungere le diverse migliaia di euro. Per non parlare dei risarcimenti dei danni che un animale domestico può causare a terzi. Con una polizza siamo protetti dalle piccole-grandi disavventure che possono capitare nella nostra vita domestica”.

Pet Insurance, i dati del mercato

La Pet Insurance (come viene chiamata nel gergo delle compagnie) è tra i rami in maggiore espansione nell’industria delle polizze. In Italia non esistono ancora rilevazioni statistiche ma nel mondo, secondo un report di Insurance Weekly News appena pubblicato, questo ramo assicurativo ha raggiunto la ragguardevole dimensione di 56 miliardi di dollari nel 2022, è atteso in crescita a 6,1 miliardi di dollari nel 2023 (+8,7%) e a 10,9 miliardi di dollari nel 2030. Gli Usa sono il maggiore mercato mondiale per l’assicurazione degli animali domestici, in Europa spicca la Gran Bretagna.

Da un’indagine effettuata tra i suoi scritti, Anapa ha registrato che negli scaffali di ciascuna compagnia è oggi compresa la copertura per gli animali domestici, o attraverso una polizza specificatamente strutturata a coprire questi rischi oppure all’interno della polizza più generale per il capofamiglia. I rischi normalmente inclusi nelle coperture assicurativi sono quelli relativi alla Responsabilità Civili (danni provocati dall’animale a cose, persone o altri animali), l’assistenza sanitaria e la tutela giudiziaria in caso di controversie. I costi si aggirano tra i 100-200 euro per le polizze relative all’assistenza e, in media sono inferiori a 100 euro per la responsabilità civile.

Dalle tabelle allegate sui prodotti offerti dalle principali compagnie, relative alle copertura sulla Rc e all’assistenza, è possibile valutare in concreto ciò che le polizze coprono. Ad esempio è importante essere consapevoli che, se il proprio animale ha superato i 9-10 anni di età non sarà disponibile sul mercato alcuna copertura per l’assistenza medica. E che quasi tutte le compagnie si riservano il diritto, in caso di sinistro, di recedere immediatamente dal contratto ovviamente rimborsando al cliente la quota parte del premio non “consumata”. Occorre poi esaminare con attenzione le franchigie, cioè il costo del sinistri che rimarrebbe comunque a carico dell’assicurato, ed i massimali assicurativi, cioè l’ammontare massimo che la compagnia si impegna a risarcire, ciò che limita la sua esposizione.

I limiti contenuti nelle polizze sono giustificati da un mercato che sta muovendo i primi passi. In una fase ancora pionieristica questi limiti devono essere considerati financo eccessivi. In contesti assicurativi più maturi del nostro, gli Usa ad esempio, le coperture vengono fornite per un più ampio spettro di rischi sanitari, anche quando gli animali superano determinate età.

Ovviamente il premio assicurativo varia in proporzione. Quanto più il mercato evolverà anche in Italia, tanto più le polizze si avvicineranno a quelle dei paesi più sviluppati. Ad esempio sarebbero auspicabili piani di prevenzione sanitaria – esistono già all’estero – con i quali una compagnia in convenzione con studi veterinari fornisce l’accesso a visite e vaccinazioni a prezzi contenuti così da limitare l’insorgere di malattie. Negli Stati Uniti vengono applicati premi differenti in relazione alla razza dell’animale (vedi tabella) per tenere conto della diversa rischiosità delle diverse razze.

In Italia dalla survey di Anapa non si riscontra una simile distinzione in modo generalizzato, anche per la più limitata copertura delle spese veterinarie. Ciononostante è importante che, al momento di acquistare un cane, i proprietari siano consapevoli dei rischi a cui quel cane è soggetto, anche per poterli prevenire.

Infine, in Italia da anni è stata abrogata la lista delle razze canine pericolose, sostituita da un elenco dei cani morsicatori aggiornato dai singoli veterinari quando sono a conoscenza di un sinistro causato da un animale. L’inclusione nella lista obbliga il proprietario a tenere un comportamento particolarmente prudente ed anche ad assicurare il proprio animale dal rischio di responsabilità civile.

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Redazione Insurzine

La Redazione di InsurZine è composta da collaboratori, influencer ed analisti, esperti del settore insurtech