quotech, dati

Le compagnie assicurative impegnate nella trasformazione digitale hanno a disposizione una miniera di dati. Non basta però solo possederli per avere un vantaggio competitivo, serve anche saperli aggregare, organizzarli e ripulirli. Insomma, vanno “addomesticati” per renderli utili al fine di migliorare tutti i processi che concorrono alla catena del valore assicurativo. L’insurtech londinese Quotech fa proprio questo: “addomestica i dati”. “Quotech crea sistemi di data-taming per compagnie, Mga e broker – racconta ad InsurZine Guillaume Bonnissent, Ceo e founder della società – La gestione dei dati è al centro dei nostri sistemi, che sono stati sviluppati per rendere più semplice il lavoro quotidiano di chi, all’interno del mondo assicurativo, si occupa di sottoscrizione, intermediazione e gestione dei sinistri”.

Come molte realtà imprenditoriali, anche Quotech nasce dopo che il suo creatore ha avvertito una lacuna all’interno del settore in cui operava. “Lavoravo come chief underwriting officer in White Oak, una nota Mga londinese – afferma Bonnissent – La società mi aveva incaricato di trovare un fornitore di software che offrisse all’azienda un underwriting workbench (piattaforma analitica per underwriters), ma non ne avevo trovato nessuno che fosse veramente utile. Da qui è nata l’idea di realizzare Quotech”. Per Bonnissent è stato un ritorno alle origini: da underwriter è tornato a fare ciò per cui era nato: programmare. “Ho rinunciato alla sottoscrizione e sono tornato alla programmazione perché ero frustrato dai bassi livelli di utilità forniti dai sistemi che erano stati costruiti per le società del mercato londinese per cui avevo lavorato. Ogni piattaforma che creiamo in Quotech è progettata per migliorare l’efficienza eliminando quelle frustrazioni”.

Un tesoro di dati per il comparto assicurativo

Fondata nel 2020, la startup struttura sistemi che ingeriscono dati da più fonti, estraggono ciò che è utile, li archiviano in un unico Corporate Data Treasury, quindi li rende facilmente accessibili a sottoscrittori, broker e compagnie  che li utilizzano per migliorare i processi di pricing, distribuzione, amministrazione, gestione sinistri e trading. Il plus di Quotech rispetto ai competitor non è però dato dalla capacità dei suoi software di elaborare i dati: è l’esperienza.  “Sono stato un underwriter presso i Lloyd’s di Londra per oltre un decennio – spiega Bonnissent  – quindi, comprendo in prima persona quali siano le sfide quotidiane affrontate da sottoscrittori e broker. Ed è proprio la combinazione di tecnologia ed esperienza che ci consente di impiegare le nuove soluzioni dove e quando servono”.  

La fiducia del settore nelle soluzioni di Quotech

Nonostante siano passati solo due anni dalla sua fondazione, Quotech può annoverare tra i suoi clienti ben sette nomi di grande rilievo per il mercato assicurativo. “Tra i gruppi a cui offriamo le nostre soluzioni tech abbiamo Convex, una compagnia globale di riassicurazione lanciata dalla leggenda del settore Steven Catlin, a cui è piaciuto così tanto il nostro workbench per sottoscrittori che, dopo averlo testato, ha deciso di acquistare una piccola quota della società”.

Tra i clienti della startup c’è anche Tom Gauge, executive director di Howden Reinsurance. “Quando abbiamo deciso di volere una piattaforma online per supportare la nostra struttura di mercato Syndicate-to-Syndicate avevamo delle idee su cosa quest’ultima avrebbe dovuto fare. Così abbiamo deciso di provare la soluzione di Quotech, che è straordinariamente facile da usare. Inoltre, il software della startup riesce a soddisfare tutti i problemi che miravamo a risolvere e, inoltre, offre anche altre funzionalità utili a cui nemmeno noi avevamo mai pensato”.

Insurtech, serve concretezza

A settembre 2022 la società ha chiuso un round di finanziamento da 1 milione di sterline guidato da Convex e diversi business angel. Ma non si è fermata qui. L’insurtech, infatti, ha recentemente assunto due nuove figure per soddisfare la crescente domanda di soluzioni innovative di sottoscrizione e distribuzione. L’obiettivo ora è sviluppare altre funzionalità che possono risultare utili al settore assicurativo. “Il mercato può trarre enormi benefici dalla tecnologia, ma ha ancora molta strada da fare e le insurtech sono nella posizione migliore per sfruttare questo potenziale. Le aziende che cercano di sostenere l’evoluzione del settore, piuttosto che lanciare una rivoluzione, dovrebbero offrire soluzioni concrete. Solo così potranno avere maggiori possibilità di successo. Quindi le insurtech, che sono in cerca di fondi, ora dovranno dimostrare di generare flussi di cassa positivi al mondo insurance”. La sfida è lanciata.

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Francesca Ghisi

Classe 1994, laureata in Giurisprudenza è esperta in Bancassurance e Diritto Comparato.